parto prematuro

Parto a 35 settimane: "Sentivo che mia figlia era pronta per nascere"

Di mammenellarete
neonato

29 Luglio 2014 | Aggiornato il 29 Ottobre 2018
Mia figlia ora ha due mesi e due giorni e cresce ogni giorno di più, regalandoci momenti di pura magia! In ogni istante, da quando lei è arrivata nella nostra vita, viviamo momenti di vera gioia. Essere mamma, papà, genitore, è l'esperienza più incredibile del mondo!

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Racconto questa storia per far sapere a tutto il mondo l'amore che provo per mia figlia.

 

La mia bellissima bambina si chiama Elisabetta ed è nata il 23 Maggio 2014 alle 05.31 a 35 settimane più 4 giorni. Il mio travaglio è durato tantissimo. Vi racconto com'è andata nei dettagli. La mattina del 22 maggio iniziano le prime contrazioni vere e proprie. Avendo 22 anni ed essendo la mia prima gravidanza, provo molta paura! Sento molto dolore, ma non penso di essere pronta per partorire, quindi resto a casa tutto il giorno con le contrazioni, che aumentano sempre di più. Verso sera, diventano più frequenti e dolorose, con mio marito decidiamo di dover andare al pronto soccorso. Una volta arrivati, mi visitano e mi dicono: "Signora, lei è dilatata di 3 centimetri". Il mio cuore inizia a battere fortissimo: sono emozionata e impaurita nello stesso tempo, non so a cosa vado incontro. Mi portano in sala travaglio, mi dicono di volermi somministrare qualcosa per bloccare il travaglio (visto che sono a 35 settimane più 4 mi annunciano che potrebbe nascere prematura) e così fanno. Io però non voglio prolungare la mia gravidanza, ho voglia di mettere al mondo mia figlia, la voglio tra le mie braccia, e penso che anche lei sia pronta, date le circostanze!

 

Per tre lunghe ore i dolori diminuiscono, ma continuo a dilatarmi, allora decidono di sospendere l'operazione di rallentamento del travaglio e mi dicono: "tu partorisci oggi"! Mi spostano in sala parto: sono le 2.40 quando entro. Mio marito, troppo carino, è sempre vicino a me per sostenermi e per condividere con me quel magico momento.

Dopo tanta attesa, la mia bimba alle 05.31 nasce. Per un minuto non la sento piangere. I medici la prendono, le fanno le stimolazioni tattili e ventilazione con neopuff. Io continuo a chiedere di lei, nonostante mi senta esausta.

Quando sento quel meraviglioso pianto, inizio a piangere e provo una gioia infinita e inspiegabile. Quando finalmente la vedo in braccio a mio marito, lui me la avvicina e lei mi guarda con quegli occhioni che mi fanno vivere emozioni uniche.

Sono felicissima. Restiamo in ospedale per sette giorni, perché la piccola deve fare una terapia di 72 ore per l'ittero troppo alto. Infatti la vedo pochissimo. Me la portano ogni tre ore per mezz'ora, solo per l' allattamento. Sono molto triste nel vederla sotto quelle lampade, ma cerco di farmi forza pensando che è per il suo bene. Il 29 maggio finalmente ci dimettono. Mia figlia sta bene! Che felicità. Essendo la prima figlia, io e mio marito siamo entusiasti come non mai all'idea di tornare a casa con Lei.

Ora ha due mesi e due giorni e cresce ogni giorno di più, regalandoci momenti di pura magia! In ogni istante, da quando lei è arrivata nella nostra vita, viviamo momenti di vera gioia. Essere mamma, papà, genitore, è l'esperienza più incredibile del mondo!

Elisabetta, tu sei il nostro raggio di sole, la nostra vita. Un appuntamento al buio, durante il quale è nato un amore infinito. Ti amo tanto sole mio.

(storia arrivata all'email redazione@nostrofiglio.it)

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