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Parto a 24 settimane: la storia del piccolo guerriero Andrea. "Adesso credo ai miracoli"

Di mammenellarete
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03 Febbraio 2015 | Aggiornato il 16 Aprile 2018
Non sono la madre, ma bensì la zia di un bambino nato prematuro a 24 settimane. Scrivo di lui con il cuore, pensando a lui come se fosse mio figlio. La mia testimonianza è per tutti quelli che non credono nei miracoli. Io ho visto crescere il piccolo Andrea e adesso, ai miracoli, ci credo.
 

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Voglio raccontarvi la mia esperienza dal principio. Era il 23 luglio 2005. Ero fuori Roma, la mia città, durante una fresca sera d'estate. Mia madre mi telefonò e mi disse che mia sorella, incinta di 23 settimane, non si sentiva molto bene, ma che i medici l'avevano rassicurata, dicendole che era solo cistite.

Io andai a dormire, ma non ero serena. Io e mia sorella abbiamo un legame fortissimo ed è proprio per questo che in quel momento sentivo che qualcosa non andava. Andai a dormire, ma con un peso sul cuore.

La mattina dopo squillò il mio telefono. Era mia madre, che mi disse, con voce tremante: "è nato Andrea". Il cuore mi esplose e le lacrime mi scesero immediatamente dagli occhi per l'emozione. Purtroppo ero piena di rabbia, perché non ero vicina a lei in quel momento.

Mi precipitai in ospedale. Lei stava male, non sapeva se tutto sarebbe andato per il verso giusto. Io cercavo di rassicurarla, ma dentro mi sentivo morire. Trascorsero poche ore e finalmente LO VIDI. Il mio piccolo, ma anzi, che dico, "piccolissimo" nipote.

Era poco più grande di una mano. Si dimenava tra tanti fili e aghi. Era adagiato in un'incubatrice in cui avrebbe dovuto trascorrere tantissimo tempo. Ma proprio in quel momento, capii che sarebbe stato un campione e che avrebbe superato tutte la avversità a testa alta.

Io personalmente vissi momenti difficili. La sua mamma e il suo papà furono forti e coraggiosi. Trascorsero quasi tre mesi e lui finalmente fu dichiarato fuori pericolo. Si dimostrò in seguito un bambino forte.

Per me Andrea è stato un regalo meraviglioso. L'ho amato, viziato e accontentato quanto più possibile. Ora ha nove anni ed è un "ragazzetto" - come lo chiamo io - bello come il sole, con occhi azzurri INCANTEVOLI, che ogni volta guardo con tenerezza.

Sono trascorsi più di nove anni, ma ricordo ancora la scena di quel bambino "minuscolo" davanti ai miei occhi. Io invece ho un figlio di due anni e mezzo che amo con tutta la mia anima. Lui e Andrea sono i regali più grandi che potessi ricevere dalla vita.

La mia testimonianza è per tutti coloro che non credono nei miracoli. Io, dopo aver visto crescere il piccolo Andrea, ci credo.

di mamma Vale

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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