Lettera ad una figlia

Lettera a mia figlia: "Avevi fretta di nascere"

Di mammenellarete
mum

23 Giugno 2015 | Aggiornato il 06 Ottobre 2017
Ti aspettai per otto lunghissimi mesi. Venisti alla luce alle 17.22 dell'undici ottobre 2011. Ti presi tra le mie braccia e capii che non sarei mai più stata sola, che tu saresti stata sempre con me, fidandoti ciecamente di me, crescendo con le mie parole ed i miei gesti. Ormai sono trascorsi tre anni e mezzo e di avventure insieme ne abbiamo vissute... ma quella della tua nascita di sicuro è stata, é e sarà la più memorabile! 

Facebook Twitter Google Plus More

Era il giorno della festa delle donne. Il giorno in cui scoprii di aspettarti. Nonostante avessi fatto tantissime visite mediche, nessun dottore aveva capito che i miei disturbi erano dovuti a te.

 

C'era chi voleva operarmi per cisti, c'era chi mi aveva detto anche che probabilmente sterile. Infinite furono le mie lacrime, che invece dovevano essere solo di gioia. Finalmente l'ennesimo dottore (anche giovane, a cui inizialmente non avrei dato un minimo di fiducia) capì. Eravamo in due, anzi in tre.

 

Furono giorni di progesterone, riposo e fiducia che ce l'avreste entrambe fatta. Infine trascorremmo sei mesi a letto tra punture, flebo di ferro e tanta paura per te, unica ad avercela fatta, la più forte delle due. Un giorno, alle otto del mattino, dovetti alzarmi per andare in bagno. E invece scoprii che tu avevi deciso di nascere prima.

 

Partimmo alla volta dell'ospedale, che fummo costretti a raggiungere scortati dalla polizia per il gran traffico, dato l'orario di punta sulla Via Cassia a Roma. Purtroppo non riuscivamo a passare facilmente tra le auto.

 

Tuo padre era già a lavoro e ci raggiunse in pochissimo tempo, ma non fu presente al momento del parto, non per colpa sua. Tu volevi nascere, ma lui non aveva ancora fatto le analisi per entrare in sala parto, per cui ci dovette aspettare fuori.

 

Venisti alla luce alle 17.22 dell'undici ottobre 2011, dopo la dilatazione manuale, dato che purtroppo non avevo una pelle elastica, dopo varie episiotomie che mi avevano causato una valanga di punti!

 

Il dottore mi saltò letteralmente sulla pancia per farti nascere: avevi tre giri di cordone ombelicale intorno al collo. Io spingevo, ma appena smettevo tu risalivi al punto di partenza. Alla fine però ce la facemmo: arrivasti TU, insieme con una valanga di sentimenti ad irrompere nelle nostre vite

 

Nascesti esattamente 30 giorni prima ed io avevo paura per te. Come saresti stata? Ce l'avresti fatta a respirare da sola? Quale sarebbe stato il tuo peso? Subito dopo essere uscita, ti sentii piangere immediatamente ed il cuore mi si aprii. Il dottore mi disse subito di stare tranquilla perché eri una bellissima bimba.

 

Ti presi tra le mie braccia e capii che non sarei mai più stata sola, che tu saresti stata sempre con me, fidandoti ciecamente di me, crescendo con le mie parole ed i miei gesti.

 

Subito dopo il parto, pesavi 3230 kg ed eri lunga 49 centimetri. Non avevo proprio niente da temere! Io rientrai in stanza esattamente cinque ore dopo. Con me i dottori ebbero un bel po' da fare a causa dei punti, ma ero sicura che, trascorsi quei giorni, mi sarei dimenticata di tutto, come infatti poi è stato.

 

Abbiamo iniziato a vivere davvero solo tre giorni dopo quando ci hanno detto che potevamo uscire e lo potevamo fare insieme. Al principio infatti i medici erano dubbiosi sul farti uscire subito, perché tu, cara dispettosa, tu non volevi mangiare, ma solo dormire, ed avevi perso 550 grammi in due giorni.

 

Ormai sono trascorsi tre anni e mezzo e di avventure insieme ne abbiamo vissute... ma quella della tua nascita di sicuro è e sarà la più memorabile! 

 

di mamma Connie

 

(storia arrivata alla email redazione@nostrofiglio.it)

Parto naturale: come funziona 

Poesia dedicata a mia figlia: la mia vita nelle tue manine

A mia figlia per il suo compleanno 

 

Hai anche tu una storia da raccontare? Scrivi a redazione@nostrofiglio.it 

LE ULTIME STORIE