parto prematuro

Il mio bimbo in terapia intensiva: un incubo durato venti INTERMINABILI giorni

Di mammenellarete
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05 Febbraio 2015 | Aggiornato il 29 Settembre 2017
Partorii dieci mesi fa il mio secondo figlio Daniele. Nacque alla trentaseiesima settimana e pesava tre chili. Ma purtroppo dovettero "intubarlo" per cinque giorni, a causa di un distress respiratorio e cardiaco. Per me fu tutto inaspettato. Vi racconto la mia esperienza.

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Furono giorni terribili. Mi sentii dire dai medici: "dobbiamo aspettare che superi i tre giorni per poter dire che il bambino è fuori pericolo". Andare in terapia intensiva e vederlo con i tubi, le flebo e il sondino per l'alimentazione era per me devastante.

Desideravo con tutto il cuore tenerlo in braccio e invece dovetti aspettare dieci giorni per poter fare la cosa più naturale del mondo, che ogni futura mamma aspetta con ansia per nove lunghi mesi.

Stavo in camera con le altre mamme e, ogni volta che sentivo il rumore delle ruote delle cullette, mi illudevo che ci fosse anche il mio piccolino con gli altri bimbi. Invece il mio Daniele non arrivava mai.

Sembrava di vivere in un incubo. Mi sentivo morire e non volevo credere che stesse succedendo proprio a me. Dopo 20 giorni Daniele fu dimesso e da quel momento è stato sempre benissimo. È passato tutto molto velocemente per fortuna.

Mi chiedo ancora oggi: ma è possibile che dopo dieci mesi non ci sia giorno che io non pensi a quello che mi è accaduto? E' come se non riuscissi a superare quei giorni di terrore. Penso sempre a quello che abbiamo vissuto, ma soprattutto penso a quello che ha vissuto il mio bimbo.

So che a differenza di tante altre mamme e bimbi la nostra è stato un "percorso" che si è concluso in soli 20 giorni. In terapia intensiva ho conosciuto molte mamme e tanti piccoli eroi di 500 grammi ciascuno, in ospedale da sei mesi. Niente a che vedere con la mia storia. Ma quei giorni sono stati lunghissimi e li considero i più brutti della mia vita. Forse quelle sensazioni me le porterò sempre con me quelle sensazioni. Ora lo guardo e spesso gli dico, sottovoce: "che paura che ho avuto amore mio!". Ci sono delle mamme che vivono ancora la mia stessa paura?

Una mamma

(storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

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