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Parto prematuro a 33 settimane: "per fortuna la mia bimba ora sta bene"

di mammenellarete - 23.01.2015 - Scrivici

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Il mio amore è Indiano, del Punjab. Io sono Italiana. Dal nostro grande amore sono nati due bambini... Ne abbiamo passate tante! Ci siamo anche trasferiti in Germania, perché qui non riuscivamo a trovare lavoro.

Sono Chiara e scrivo perché voglio condividere la mia storia d'amore e la storia dei miei due parti con voi. Mi innamorai di mio marito all'età di 16 anni. Lui è Indiano, precisamente del Punjab. Io sono Italiana. Prima di deciderci e di andare a convivere, restammo insieme per due anni, importantissimi per la nostra storia, durante i quali ci conoscemmo bene.

 

Dopo quattro anni cercammo di avere un bambino e ci riuscimmo. Quando mi accorsi mi essere incinta, andai dal mio dottore, che prescrisse alcune ricette per le ecografie. Le ecografie risultarono positive: la bambina cresceva nella norma.

 

Io ero al sesto mese quando decidemmo di sposarci. Quello del mio matrimonio fu un giorno bellissimo per tutti. Purtroppo però, un mese dopo restammo senza lavoro entrambi. Iniziò un periodo nero per me e per mio marito. Inoltre, alla fine della trentatreesima settimana iniziai ad avere contrazioni ben precise e indolori. Chiesi a mio marito di andare a fare un controllo al pronto soccorso per avere la certezza che non fosse niente di preoccupante.

 

Era la mia prima gravidanza: non sapevo se le mie contrazioni fossero normali oppure no. Arrivammo in ospedale. Poco prima della visita ci sgridarono, perché io non avevo fatto alcune visite importanti. Dopo un'accurato esame, mi comunicarono che la bambina doveva nascere. Ero terrorizzata. Dato che quell'ospedale non era attrezzato per le nascite di prematuri, mi portarono con l'ambulanza in un altro ospedale vicino, a 25 chilometri di distanza.

 

Era lunedì sera. Mi attaccarono ad una flebo, cercando di far stare la bambina il più possibile nella pancia. Restai lì tre giorni: mi facevano il monitoraggio tre volte al dì. Dopo 72 ore, non sopportavo più la flebo al braccio: mi faceva venire la tachicardia. Così i dottori decisero di togliere le flebo, dicendomi che la bambina comunque sarebbe arrivata prima del dovuto.

 

Rimasi in ospedale fino a domenica: avevo sempre le solite contrazioni indolori. Così i dottori decisero di dimettermi nel pomeriggio, dicendomi che se avessi avuto problemi, sarei dovuta tornare lì.

 

Quella notte fu molto difficile: a casa non riuscivo a dormire e continuavo ad andare in bagno anche senza motivo. Alle sette mio marito mi chiese se volevo fare un bagno per rilassarmi un po': andò a prepararmi l'acqua, ma appena mi alzai, ruppi le acque.

 

Preparai la borsa e andai in ospedale: le contrazioni diventarono più forti e così mi dissero che ero in travaglio. Dopo sette ore e poche spinte, esattamente all'una del pomeriggio del 18 febbraio nacque la piccola Jasmine: 2.300 chili per 46 centimetri. Subito dopo la misero subito nell'incubatrice in terapia intensiva neonatale.

 

Andavo a trovarla ogni tre ore. Tiravo il mio latte e lo davo alle infermiere, che lo davano al bimbo con la siringa. Per fortuna c'erano letti liberi nell'ospedale, così i dottori riuscirono a farmi stare lì senza che dovessi tornare a casa. Mio marito veniva a trovarci ogni giorno.

 

La tennero in incubatrice per quattro giorni. Poi iniziò a fare progressi. I dottori dovettero farle la lampada blu perché aveva la pelle di colore giallo. Per fortuna, la settimana successiva decisero di farci andare a casa. La piccola era arrivata a pesare 2.030 chili e piano piano aumentava.

 

Non riuscii ad allattare perché la bimba non aveva forza nel tirare. Nonostante ciò, andò tutto bene. Adesso Jasmine ha 23 mesi e pesa 14 kg. Non é rimasta indietro in confronto ad altri bimbi per fortuna, anche se i dottori inizialmente dicevano il contrario.

 

Dato che io e mio marito eravamo senza lavoro, dopo il mio primo parto ci trasferimmo in Germania, dove lui trovò un'occupazione. Due mesi fa è nato anche il mio piccolo Robin, venuto alla luce quattro settimane prima del termine.

 

I dottori mi hanno detto che era più o meno nella norma: alla nascita pesava 3 kg ed era lungo 51 centimetri. Adesso pesa 5.200 kg. In Germania una dottoressa mi ha seguito per tutta la gravidanza quasi come se fosse privata. Eppure lei era pagata dall'assicurazione sanitaria.

 

di mamma Chiara

 

(messaggio arrivato tramite la nostra pagina Facebook)

 

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