Parto naturale con ventosa

Il mio parto naturale con ventosa a 41 settimane. Che esperienza allucinante!

Di mammenellarete
bebemamma
27 Agosto 2019
Ho partorito a 41 settimane più due con l'aiuto di una ventosa: il mio bimbo pesava 3 chili e 275. Per fortuna è andato tutto bene sia per il bimbo sia per me, ma, in generale,  è stata un esperienza allucinante e quando mi hanno detto: "Ti aspettiamo per il secondo figlio", beh... non posso dire come ho risposto. Vi lascio immaginare.
 
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La mia gravidanza era andata benissimo: nessuna nausea, né problemi di nessun tipo, tranne alla fine, che, come è normale, mi si erano gonfiati i piedi a dismisura e avevo un'acidità allucinante.

 

Arrivò la data del termine che era prevista per il 24 settembre dell'anno scorso, ma il piccolo Kevin non ne voleva sapere di nascere. Così un giorno sì e uno no ero in ospedale per tracciati, ecc., e a 41 settimane più 2 una "grandissima" dottoressa decise di rompermi le membrane con le sue dolci mani senza avvisarmi.

 

Non vi dico il dolore che provai in quel momento... infatti, da quell'istante, oltre ai dolori, iniziarono le contrazioni da subito molto forti. Dico solo che feci tre viaggi avanti e indietro dall'ospedale prima che mi ricoverassero perché dicevano che non ero ancora dilatata e che potevo aspettare anche a casa. 

 

La terza volta non riuscii nemmeno a camminare per il dolore e mi dovettero portare una sedia a rotelle per consentirmi di arrivare al pronto soccorso ostetrico. Alla fine mi ricoverarono e mi diedero una stanza. Da lì passarono un bel po' di ore, tra dolori fortissimi.

 

Nel frattempo continuavo a chiamare le infermiere che mi prendevano praticamente in giro, dicendomi che dovevo resistere, che ero dilatata solo di due centimetri e che non era ancora arrivato il momento. Alla fine mi vennero le convulsioni e iniziai a tremare tantissimo: mi venne voglia di spingere ma non ero io... era il bambino che spingeva per uscire e io non potevo controllarlo...

 

Non so che angelo fece sì che a un'infermiera venisse in mente di farmi questo benedetto tracciato e da lì videro che non c'era il battito del bimbo e che la mia saturazione era scesa drasticamente... Corsa di fretta in sala parto: non mi fecero né epidurale né cesareo. Io, sempre in preda a dolori incredibili, ero stremata: arrivò il 'dottore' (senza né cuffia né mascherina) e incominciò a dire che dovevano rompermi le acque, così mi inserì 'una specie di affare di legno', almeno tale mi sembrava, e le ruppe.

 

Infine un'altra infermiera mi mise il gomito sulla pancia e spinse in giù il bambino. Nel frattempo mi dissero di spingere più che potevo e, con l'aiuto di una ventosa, finalmente nacque il mio piccolo Kevin di 3 chili e 275. Per fortuna è andato tutto bene sia per il bimbo che per me, ma è stata un esperienza allucinante e quando mi hanno detto: "Ti aspettiamo per il secondo figlio", beh... non posso dire come ho risposto. Vi lascio immaginare.

 

di mamma Elisa

 

(Storia arrivata come messaggio privato sulla nostra pagina Facebook)

 

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Come funziona il parto naturale?

 

Ecco alcune cose da sapere:


1. La prima fase del parto. La prima fase è quella cosiddetta “preparante” in cui cominciano a comparire le doglie, che sono caratterizzate dalla contrazione dell'utero e da una dolenzia del basso ventre. Queste doglie si susseguono con una distanza e una intensità piuttosto irregolari e variabili. Questa fase può durare poche ore, come anche 24-48 ore.

2. Come va affrontato il travaglio? A questo punto, le doglie diventano più regolari, con una scansione di 5 minuti da una all'altra. La loro durata è di circa un minuto e la loro intensità aumenta progressivamente. Il tempo medio di un travaglio attivo per un primo bimbo si aggira attorno alle 10-12 ore. Per quanto riguarda invece un secondo bambino le fasi del travaglio possono essere molto più brevi (rimanendo comunque intense): si parla di un tempo di 2-3 ore al massimo.

3. Che succede nell'ultima fase del parto?

La doglia si trasforma e diventa un grande desiderio di spingere. Un desiderio che dura circa 2-3 minuti, il tempo della contrazione. Dopo ci può essere anche una pausa di 5-6 minuti tra una spinta e l'altra. Per un primo bambino passano solitamente una o due ore, mentre i tempi sono più veloci nel caso di un secondo o di un terzo bambino: passano anche solo un quarto d'ora, dieci minuti.

4. Quali sono le criticità del parto naturale?
Una delle criticità che oggi le donne affrontano di più è quella del dolore del parto. E' importante che le future mamme arrivino gradualmente a capire l'utilità di un segnale doloroso che il nostro corpo ci dà attraverso un percorso di preparazione alla nascita. Un dolore rispetto a cui, tra l'altro, la donna ha degli strumenti, come la respirazione o il sostegno dell'ostetrica e del compagno che le sono accanto.

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