Il primo parto

Quando ho visto mio figlio, ho capito il senso della vita

Di mammenellarete
neonatogattona
19 Giugno 2015
Vi racconto la storia del mio primo parto. Ho vissuto la gravidanza serenamente e mio figlio è nato qualche giorno dopo il giorno previsto. Mio marito mi è sempre rimasto accanto durante la gravidanza. Oggi nostro figlio ha sei mesi e mezzo. Credo che noi, esseri umani, siamo al mondo per creare qualcosa di meraviglioso e perfetto, per questo diamo la vita ai nostri figli. Ma sono anche loro che la danno a noi nel momento in cui nascono.
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La mia storia ha inizio il 3 febbraio 2007. Me lo ricordo bene perché era il giorno dopo del mio quindicesimo compleanno. Incontrai lui, l'uomo della mia vita. Dopo 18 giorni di frequentazione ci fidanzammo. Purtroppo la mia vita fino ad allora non era stata per niente facile a causa di un grave problema familiare.

 

Poi giunse lui a portare il SOLE nella mia vita e per questo non smetterò mai di ringraziarlo. Tutti mi dicevano che la nostra storia non sarebbe andata avanti, perché troppo giovani, ma io dentro me sentivo che non era così e che lui non era il solito ragazzino stupido diciottenne.

 

Trascorsero gli anni e finimmo la scuola superiore. Lui tre anni prima di me. Trovammo lavoro e nel 2012 decidemmo di andare a convivere, prima in affitto. In seguito comprammo casa. Eravamo felici e le cose andavano bene per noi.

 

Nel 2014 decidemmo di dare un senso alla nostra vita e, dopo tre mesi di tentativi, finalmente io rimasi incinta. Diedi questa notizia al mio compagno proprio il giorno della festa del papà.  Quale giorno migliore?

 

La mia gravidanza andò avanti molto serenamente. Non mi sentii bene soltanto cinque volte nel corso di tutta la gravidanza per mia fortuna. La data presunta del parto fu stabilita: il 17 novembre. Io e il mio compagno aspettavamo con ansia il momento del parto. Però il nostro cucciolo non ne voleva sapere di uscire, così dopo ben 41 settimane lo spingemmo allo "sfratto"!

 

Il 24 novembre mi svegliai intorno alle 4.30, perché iniziarono le contrazioni lievi. Verso le 7 decisi di andare in ospedale, visto che si manifestavano ogni cinque minuti ma erano sempre lievi. Arrivammo all'ospedale e mi portarono in sala travaglio, dove mi fecero subito tracciato e monitoraggio.

 

Passarono diverse ore: io avevo un gran mal di testa e dopo cinque ore finalmente mi visitarono, rimandandomi a casa e dicendomi che, dato che ero dilatata di poco, dovevo farmi una doccia di 40 minuti per vedere se erano "false contrazioni" o se davvero sarebbero  finalmente partite.

 

Così tornammo a casa e feci una doccia. Le contrazioni iniziarono a essere molto più dolorose e andammo di nuovo in ospedale verso le 15. Di nuovo mi fecero il monitoraggio. Ma non riuscivo a stare ferma: soffrivo molto poiché le contrazioni erano forti, così dopo mezz'ora decisi che dovevo assolutamente andare in bagno.

 

In bagno si ruppero le acque! Chiamai il mio compagno e gli chiesi ingenuamente di dire all'ostetrica che "mi si era rotto qualcosa"... Mi fecero immediatamente sdraiare e l'ostetrica mi disse di spingere ad ogni contrazione. Dopo poco più di un'ora decisero di farmi sedere su una "sedia" per partorienti, al fine di aiutare il piccolo ad uscire. Così alle 16.54 nacque Thomas, un batuffolo di 3.920 kg.

 

Lo appoggiarono sulla mia pancia e il dolore sparì subito. Mi sembrava davvero strano averlo tra le mie braccia, anche perché fino ad allora lo avevo visto solo nelle ecografie e lo avevo immaginato nella mia mente. Per fortuna tutto era avvenuto velocemente e accanto a me c'era sempre stato il mio compagno, che mi aveva dato forza e coraggio. 

 

Oggi la nostra ragione di vita ha sei mesi e mezzo. È un "gigante" in ottima salute ed è molto allegro. Credo che noi, esseri umani, siamo al mondo per creare qualcosa di meraviglioso e perfetto, per questo diamo la vita ai nostri figli. Ma sono anche loro che la danno a noi nel momento in cui nascono.

 

di mamma Jessica

 

(storia arrivata alla email redazione@nostrofiglio.it)

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