Parto oltre il termine

Parto oltre il termine: l'ostetrica è stata il mio angelo!

Di mammenellarete
donnaincinta
02 Maggio 2016
Ho partorito oltre il termine. Ero giunta a 41 settimane più 5 giorni. Mio marito non tollera il sangue e il dolore, quindi al momento del parto ero sola con una brava ostetrica che sembrava e fu per me più di una mamma. La mia bimba si fece desiderare molto: non voleva uscire. Le acque si ruppero mentre la bimba stava venendo fuori e l'ostetrica mi aiutò con le mani, perché diceva che l'utero era un po' piegato e ostacolava l'uscita. Ora sono incantata da mia figlia, ogni volta che la guardo mi rilasso. E sono felice.
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Ebbi una bella gravidanza, a parte i primi tre mesi con nausee e disturbi, ma poi sparì tutto. Tutto come se niente fosse. Io mi sentivo uguale alle altre donne non in stato di gravidanza. Dico questo perché purtroppo tante donne vivono la gravidanza come una malattia e non come una cosa bella.

 

Per nove mesi non ho smisi mai di curare i capelli, truccarmi, vestirmi e restare più possibile in forma. Stavo attenta a mangiare, niente fumo e niente alcol ovviamente, ma questo nemmeno prima. Dopo il termine, iniziò l'ansia.

 

Appena uscivo, le persone mi fermavano e mi dicevano:  "Ancora?" Questo ogni volta che andavo fuori casa. La notte non dormivo bene e avevo "false" contrazioni. Ogni piccola fitta speravo che fosse una contrazione vera, invece non era nulla.

 

Avevo cominciato a perdere il tappo un mese prima. Dopo 40 settimane cominciai a fare il tracciato, ma ancora niente. Il liquido era ok, anche il cuore del bimbo, ma non avevo contrazioni.

 

Facevo tracciato un giorno sì, un giorno no. Ma niente. L'ultima volta ero di 41 più tre e a 41 più 5 mi dovevano indurre il parto, perché la regola di quell'ospedale era quella, anche se tutto andava ancora bene.

 

L'idea di induzione mi faceva paura perché comunque si trattava di ormoni che stimolavano il parto e questo mi preoccupava, dato che il primo bimbo lo partorii a 42 settimane e non capivo perché stavolta i medici non potevo aspettare altri due giorni, che magari mi sarebbero venuti i dolori naturali.

 

Avevo l'appuntamento alle 11.30 della mattina. Ma a mezzanotte della sera prima cominciarono le prime contrazioni, quasi non ci credevo. Iniziarono ad arrivare ogni cinque minuti ed io ero felice.

 

Entrai nella doccia in silenzio, mi sistemai i capelli, mi truccai un po' e quando fui pronta per uscire, svegliai mio marito che non si era accorto di niente. Andai all'ospedale che era a mezz'ora di distanza da casa.

 

La dilatazione era di tre centimetri e in fretta giunsi a sette. Ero in sala parto da sola perché mio marito non tollera sangue e sofferenze, ma a me andava bene così, perché in quei momenti non hai veramente bisogno di nessuno: i dolori sono enormi.

 

Ero sola con una brava ostetrica che sembrava e fu per me più di una mamma. La mia bimba si fece desiderare molto: non voleva uscire. Le acque si ruppero mentre la bimba stava venendo fuori e l'ostetrica mi aiutò con le mani, perché diceva che l'utero era un po' piegato e ostacolava l'uscita.

 

Venne fuori la testa ed io avevo finalmente voglia di spingere. Lei mi disse: "Ora ferma, non spingere, perché se no ti strappi tutta". Che sacrifici! Era difficile, però lo dovevo fare. Il 22 alle 5 del mattino venne al mondo la mia piccola, di 4 Kg e 10 gr.

 

Grazie alla brava ostetrica non ho avuto nemmeno un punto. La bimba è bellissima!!! Da domenica sono a casa e sono incantata dalla mia piccola. Io non so come può venire la depressione dopo il parto ad alcune donne, dovrebbe essere il contrario. Io mi rilasso solo guardando mia figlia. 

 

di Laureta 

 

(storia arrivata alla pagina Facebook)

 

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