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Legami speciali: amiche e mamme lo stesso giorno

Di mammenellarete
mammagiovane
15 Luglio 2015
Il 3 settembre, alle 6.30, diedi alla luce il mio Nicolò e quello stesso giorno, 12 ore più tardi, la mia cara amica, dall'altra parte d'Italia, partorì il suo bambino
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Il mio compagno ed io ci fidanzammo in modo quasi 'naturale': quasi non ce ne rendemmo conto. Quando uscivamo, stavamo molto bene insieme: era quasi come se fossimo destinati a stare insieme e basta, senza nessuna decisione da prendere. Anche l'arrivo di nostro figlio è stato così!

 

Da parecchio tempo parlavamo di un futuro insieme, ma in un'epoca dove lo studio e la carriera hanno il sopravvento, ci sentivamo troppo piccoli, avendo rispettivamente 22 e 24 anni. Non avevamo ancora una casa e i nostri progetti, seppure condivisi, erano ancora molto vaghi.

 

Il desiderio di un figlio era forte per me e quando mi capitava di vedere qualche bel pancione, provavo una 'sana invidia', pensando che un giorno avrei voluto anche io provare quelle sensazioni.

 

Nel mese di gennaio del 2014 ebbi un ritardo di sette giorni e decisi di fare il test di gravidanza. Ero sicura di non essere incinta, anche perché la percepivo quasi come una cosa surreale per me! La mia unica preoccupazione era che se non fossi stata incinta, quel ritardo avrebbe significato qualcosa che non andava (nonostante abbia sempre avuto un ciclo regolare, ho sempre avuto il timore di non poter avere figli).

 

Non dimenticherò mai la mattina di un martedì di gennaio... come tutte le mattine mi stavo preparando per andare al lavoro con mia madre, che quella mattina avrebbe dovuto venire in macchina con me. Presi la mia borsa in vernice, nella quale avevo nascosto il test, e andai nel bagno di servizio ad effettuarlo. Lo guardai, mentre mi lavavo i denti.

 

L'avevo già fatto un'altra volta, ma in questa occasione fu diverso. Piano piano vidi colorarsi entrambe le linee e realizzai che era positivo! Non so che darei per rivedere la mia espressione in quel preciso istante...

 

Girai, incredula, per casa in pigiama con la mia borsetta sotto braccio e ogni 10 secondi mi fermavo a ricontrollare il test. Ero felice, spaventata e incredula! Mandai un messaggio al mio compagno con il testo: "Positivo... e adesso?". Io... che ho sempre sognato di dirlo in maniera romantica con tanto di letterina e video musicale!

 

Quando lo dissi nei giorni seguenti ai miei familiari, furono tutti molto contenti e la cosa mi tranquillizzò molto. Persino mio padre disse che, nonostante la giovane età, era una cosa bella e che dovevo stare tranquilla e pensare che sarebbe andato tutto bene!

 

Qualche mese dopo, una mia cara amica oramai trasferitasi lontano, mi disse di essere in dolce attesa ed io le comunicai la mia bella notizia! Lei era avanti di un mese rispetto a me, ma era bellissimo il fatto che saremmo diventate mamme insieme.

 

Andai a convivere con il mio ragazzo e la mia gravidanza fu davvero molto tranquilla! Talvolta mi chiedevo addirittura se fosse vera, dato che non avevo nessun sintomo, ma solo un bellissimo pancione!

 

Ero bella, felice e stavo per diventare mamma! Il termine della gravidanza era previsto per il 18 settembre, giorno in cui i miei avrebbero dovuto festeggiare 25 anni di matrimonio.

 

Il 2 settembre mattina ebbi una strana perdita, ma non mi spaventai. Pensai: "Sicuramente sarà il tappo mucoso!", ma ero convinta che sarebbe passato ancora qualche giorno. 

 

Continuai a svolgere le mie attività in maniera normale, ma dopo pranzo iniziai ad avere dei leggeri dolori sotto l'addome. Nonostante ciò, continuai le faccende domestiche e guidai la macchina per andare a fare degli acquisti. Ricordo che, mentre camminavo verso la macchina, dovetti piegarmi in terra a causa del dolore, ma, quando passò, continuai. Se ci penso ora, mi sembra davvero strano che non mi sia minimamente spaventata!

 

Verso le 19 decisi di chiamare il ginecologo e gli chiesi se potevo andare a fare un tracciato di controllo. Così chiamai il mio compagno e andammo in ospedale. Nella stanza con me venne mia madre.

 

Capii che i dolori che sentivo erano contrazioni, ma il ginecologo durante la visita mi disse che era tutto ancora "chiuso" e che secondo lui non avrei partorito prima di un'altra settimana. Ma nel frattempo le contrazioni diventavano sempre più frequenti e dolorose! Volevo tornare a casa!

 

Nella mia mente pensavo che se mi fossi messa a letto sarebbe passato tutto, ma il ginecologo mi disse a un certo punto che non se la sentiva di lasciarmi andare. Decidemmo allora di fare una puntura. Questa avrebbe calmato i dolori se si fosse trattato di un falso allarme oppure li avrebbe accentuati se si fosse trattato di travaglio.

 

Dopo poco mi visitarono di nuovo e ricordo perfettamente le parole che il ginecologo disse a mia madre e al mio compagno, che ancora oggi mi mettono i brividi: "Dilatazione di due centimetri. Andate a prendere le valigie da casa che stanotte non si dorme!".

 

Quella fu la notte più incredibile della mia vita! Alle 6.30 diedi alla luce il mio Nicolò e quello stesso giorno, 12 ore più tardi, la mia amica, dall'altra parte d'Italia, partorì il suo piccolino!

 

Per me questo fu segno che le cose dovevano andare proprio così! Oggi ho 24 anni, mio figlio ha quasi un anno e la mia vita non sarebbe la stessa se quella mattina il test non fosse risultato positivo...

 

di mamma Marilda

 

(storia arrivata all'email redazione@nostrofiglio.it)

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