Parto

La storia del mio parto magico e straordinario

Di mammenellarete
parto
20 Giugno 2017
Avevo poco liquido amniotico ed era già passata la data del termine, per questo mi fecero l'induzione. All'inizio il dolore era quello da ciclo, ma di notte si fece più intenso... E arrivato il momento del parto ho usato tutta l'energia e la forza che avevo e che non credevo di avere. Volevo vedere mio figlio. 
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Buongiorno, vorrei raccontarvi la storia del mio parto. 

Due anni e mezzo fa è venuto al mondo il mio meraviglioso bambino, Nathan. Come tutte, durante la gravidanza immaginavo come sarebbe stato il parto: "farà male?", "andrà tutto bene?", "chissà se sarò in grado"... ma alla fine è stato tutto magico e sorprendente!

 

Nelle ultime ecografie mi era stato detto di avere poco liquido amniotico per questa ragione mi dissero che avrei fatto un'induzione perché era "scaduto" il tempo e non succedeva nulla: mi avrebbero ricoverata il 6 novembre.

 

Quella mattina il mio compagno mi accompagnò in ospedale con il furgone da lavoro perché la macchina era inutilizzabile.

Mi visitarono, mi misero il primo gel per l'induzione e mi attaccarono ai monitor. Ero vicina al finestrone e guardavo gli alberi cercando di rilassarmi, poi girai la testa e vidi un poster sull'allattamento al seno e in fondo una fotografia  di un bimbo con gli occhi azzurri. "Come vorrei fosse bello così" pensai (la possibilità c'era visto che il papà ha gli occhi azzurri mentre io marroni).

Iniziano le prime contrazioni: all'inizio è come un classico dolore da ciclo che aumenta man mano di intensità.

Passa la mattina, il pomeriggio e arriva la sera... che ansia...

Le ostetriche non mi dicevano nulla, solo che non ero dilatata abbastanza quindi iniziavo a credere che avrei partorito il giorno dopo e mi sentivo infastidita.

 

Si fa notte, il dolore aumenta di intensità e mi fanno andare in sala travaglio, sempre con il mio ragazzo accanto. Finalmente soli, la stanza sembrava una palestra piena di attrezzi, le luci basse e c'era un grande finestrone con la serranda chiusa, guardando tra i fori vedevo la pioggia, il diluvio!

Passano le ore, il papà si era addormentato, quando all'improvviso il dolore cambia: diventa fortissimo, salto dal letto e urlo: "Suona il campanello, chiama l'ostetrica, sbrigati!".

Lei arriva con aria scocciata. Mi dice di non agitarmi, mi controlla, e non parla. Io entro in confusione, ma cerco di concentrarmi solo sulle mie sensazioni.

Non riuscivo a stare distesa sul letto... l'unica posizione era in piedi a gambe divaricate, cercando di non chiudermi a ogni contrazione ma di "abbandonarmi".

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"Andiamo, cammina, seguimi in sala parto" dice l'ostetrica. Seguirti?? Ma un aiutino no?? No. Dovevo farcela da sola ad arrivare lì (credetemi era lontana) io scalza, sudata, mi appoggiavo alle porte a ogni dolore e urlavo... E lei: "ssshh non qui". Finalmente la sala parto. Vedo il letto, ma non è lì che avrei partorito, no, il mio posto era su un tappetino di gomma a terra, in posizione "cagnolino". La musica di sottofondo, il papà accucciato davanti a me che mi guardava dritto negli occhi, ostetrica e infermiera distese dietro.

Ho usato tutta l'energia e la forza che avevo e che non credevo di avere!!! Morivo dalla voglia di vedere mio figlio. Mi facevo forza pensando che i dolori da lì a poco sarebbero finiti.

Una volta nato lo fanno scivolare tra le mie gambe: io sopra, lui sotto e ci guardiamo per un istante.  E' stato subito amore! Ho perso molto sangue ma è andato tutto benissimo, è stata un esperienza straordinaria, il giorno più bello della mia vita! E indovinate un po'? Ha gli occhi azzurro cielo!!!
 

Storia di una mamma editata dalla redazione

 

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