parto naturale

Il mio parto naturale: doloroso ma non troppo. E poi è nato Angelo

Di mammenellarete
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14 Ottobre 2014
Quando entrai nel nono mese iniziai a sentirmi agitata: contavo i giorni e non vedevo l'ora che nascesse per poterlo abbracciare. Ero molto preoccupata. Era la prima gravidanza e non sapevo cosa sarebbe successo. Io speravo solo che andasse tutto bene.
Il 19 gennaio uscimmo a cena con amici, mangiai una tagliata, me lo ricordo ancora perché ne avevo un fortissimo desiderio. Ero tranquilla, quasi non pensavo alla nascita imminente del piccolo. Tornammo a casa e guardammo un po' di televisione. Mi sentivo tanto stanca e andai a letto.
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Poco dopo iniziai a sentire dei piccoli dolori. Mio marito da una settimana mi diceva di preparare le valigie per me e per lui, dato che voleva stare con me in ospedale. Scaricai addirittura un'applicazione per contare i minuti che trascorrevano tra una contrazione e l'altra.

Cinque minuti, solo cinque minuti trascorrevano tra una fitta e l'altra. Andai in bagno e quando realizzai che erano davvero contrazioni, avvertii mio marito che era in camera, dicendogli che era ora di andare in ospedale.

Lui saltò giù dal letto e con una fretta impressionante caricò tutto in macchina. Partimmo. Era l'una e mezza di notte e stava iniziando a diventare davvero freddo, tanto che la strada era ghiacciata.

Arrivammo in ospedale alle due e mi dissero che ero dilatata di due centimetri. Perciò mi ricoverarono. Durante la notte non chiusi occhio e alle 7 della mattina mi aiutarono a farmi camminare.

Alle 8, non essendo ancora dilatata molto, mi dissero di immergermi nella vasca con acqua calda. Alle 10 chiesi di uscire, perché mi sentivo svenire. La ginecologa mi visitò: ero dilatata di cinque centimetri. Mi lasciarono sola nella stanza con mio marito.

La ginecologa era appena andata via quando sentii la seconda contrazione e il bisogno di spingere. Dissi a mio marito di richiamarla ma lui un po' scocciato mi rispose: "Che cosa la chiamo a fare, è appena uscita?" "Chiamala subito", gli urlai. Mi guardò spaventato e capì che stavo facendo sul serio.

Infatti. La ginecologa mi visitò e mi disse che ero pronta per partorire. Il piccolo impiegò ancora un po' di tempo per uscire, ma finalmente, alle 10.38, nacque il nostro Angelo. La nostra gioia, la nostra vita.

di mamma Sara

(storia arrivata all'email redazione@nostrofiglio.it)

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