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Parto naturale: ce l'ho fatta!

di Saby - 20.06.2013 - Scrivici

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Ricordo ancora con commozione la paura negli occhi di tua nonna che mi è stata accanto nella notte più lunga della mia vita, quella prima della tua nascita.  Lei, così fredda, così distaccata, così coraggiosa… dove era finita quella donna? Leggevo nei suoi occhi la paura e il dolore nel vedermi soffrire... Le ultimo ore son state in assoluto le più difficili. Anche il  coraggio a un certo punto mi ha abbandonato. Poi, tu sei NATO. Eri mio, eri nostro, eri gioia, eri amore, eri lacrime, eri forza... Sul mio petto ho bagnato il tuo capo con le lacrime, le lacrime di chi da donna diventa madre,  ero tua madre amore mio.

Ora mamma scriverà di te.

 

Quanto ero stanca di quel pancione! Era una parte meravigliosa di me, ma ero ormai troppo stanca.

 

Ricordo che quando facevo la doccia mi chiedevo come avrei fatto senza te in in grembo, ma il caldo, l'attesa, una stanchezza ormai costante aveva fatto scattare in me qualcosa di strano: non amavo più il mio corpo e volevo solo stringerti forte a me.

 

Volevo cullare tra le mie braccia il tuo corpicino piccino, sentire il tuo odore, respirare il tuo respiro, toccare la tua pelle morbida e delicata. E la tua voce? Che suono avrebbe avuto la tua voce?

 

Per me tu eri il battito di un cuore, eri una ecografia che guardavo e riguardavo. A chi somiglierai? Mi chiedevo. Speravo tanto somigliassi a suo padre!

 

Era estate, mamma era ormai una balenottera in terra ferma.
 Avevo le gambe e i piedi così gonfi che per riuscire a reggere una giornata intera dovevo tenerli a mollo in acqua fredda per almeno un paio di ore al giorno.

 

Ogni sera speravo fosse l'ultima, ma l'ultima sera non arrivava mai.

 

Avevo immaginato, sognato, quasi programmato il parto nella mia mente, sarò forte, non piangerò, non avrò paura, volevo vederti piccolo uomo, volevo sentirmi madre davvero, pur non sapendo che mamma sarei stata.

 

Era agosto… quando, dopo una giornata all'insegna dei 40° faccio una doccia, mi vesto e provo ad andare da tua nonna.
 Era ora!!!!

 

A casa di nonna non ci son mai arrivata! Tu avevi deciso che era il giorno perfetto per nascere. 

La sera prima del parto è stata lunghissima, una lunga notte di travaglio ha messo a dura prova la mia forza e ha fatto vacillare il mio coraggio.

 

Ricordo ancora con commozione la paura negli occhi di tua nonna che mi è stata accanto nella notte più lunga della mia vita.

 

Lei, così fredda, così distaccata, così coraggiosa… dove era finita quella donna?

 

Leggevo nei suoi occhi la paura e il dolore che una mamma prova quando vede soffrire un figlio. Ora che sono tua madre so cosa provava.

 

Mi guardava, mi massaggiava le gambe, i reni, e con me e per me ha visto le stelle, aspettato l'alba, poi il giorno, era ormai alto il sole ma tu non eri ancora nato.

 

"Si profila un cesareo!" disse il dottore!

 

Ero ormai in sala travaglio quando fuori da quella stanza decidevano il mio destino.

 

Mi spiace per il mio destino però, forse per me aveva altri programmi, mi dispiace averlo deluso.

 

Ero ancora lucida e coraggiosa quando l'ostetrica disse:

 

"Insieme ce la faremo! Dimmi solo che vuoi un parto naturale e io sarò con te".

 

Ho sempre immaginato un parto naturale per tutta la gravidanza, un cesario non l'avevo mai considerato, non lo accettavo, non ho mai preso in considerazione il fatto di mettere al mondo te con una operazione…. ho vinto io.

 

Le ultimo ore son state in assoluto le più difficili. Anche il coraggio a un certo punto mi ha abbandonato, tutto intorno era niente, esistevo solo io, la mia paura, le mie lacrime e TU che non volevi nascere.

 

Ma poi sei nato, grazie a quell'ostetrica che è stato l'angelo in quella stanza fatto persona, tu sei nato!

 

Eri mio, eri nostro, eri gioia, eri amore, eri lacrime, eri forza, la forza della vita che bussa alla porta così forte che tu non puoi far altro che spalancare quella porta e lasciarla entrare.

 

La tua voce ora era mia, le tue mani erano nostre, sul mio petto ho bagnato il tuo capo con le lacrime, le lacrime di chi da donna diventa madre, ero tua madre amore mio.

 

Mentre tuo padre, che aveva tifato per noi in quella sala parto, ti guardava commosso, io ero fiera di me e di te piccolo campione.

 

Credo che mai più nella vita io avrò tanto coraggio, credo che getterò la spugna molto prima se mi si ripresenta una simile situazione, ma questo non lo saprò mai con certezza sino a quando il cielo non deciderà che è giunto il momento per te di avere un fratellino o una sorellina.

 

"Un figlio lo ami di un amore che non ha barriere, un amore che non invecchia con il tempo, un amore che non si consuma e non muore".

 

"Un figlio spalanca le porte del cuore e lascia entrare dentro ossigeno, e sei travolta da quella valanga di emozioni, emozioni di cui non puoi fare a meno".

 

Chissà perché, adesso mi chiedo, quando sei nato fuori pioveva.

 

Mentre tu venivi al mondo, dopo giorni di caldo infernale, fuori pioveva, ma nel mio cuore brillava il sole più bello, il sole che ancora oggi illumina la mia vita, la nostra vita.

 

Tu sei stato il coraggio che non ha tremato davanti alla paura!

 

Tu sei stato e sei la cosa più bella e preziosa che io ho. No importa se a volte essere madre diventa difficile. Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile essere una mamma.

 

"Io con mio figlio" saremo sempre e per sempre qualcosa di immortale, saremo il legame più bello che lega due esseri umani."

 

Tu mi chiamerai sempre MADRE

 

Io ti chiamerò sempre AMORE DI MAMMA.

 

A mio figlio.

 

Sull'autrice

Saby è pugliese e madre di un bambino di 4 anni. E' autrice della pagina facebook Io e mio figlio, Io con mio figlio e del sito internet http://www.ioconmiofiglio.it

 

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