Induzione del parto

Sospetta trisomia 21. Ma mia figlia è nata sana e bella

Di mammenellarete
neonato
03 Aprile 2019
Dopo un duo test, i medici avevano dedotto che mia figlia avesse la trisomia 21 (Sindrome di down). In seguito, dopo ulteriori accertamenti, scoprirono che era sana. Ero felicissima. Giunsi a 41 settimane e due giorni: nonostante ciò, la bambina non voleva ancora venire al mondo! Mi ricoverarono il 7 gennaio la mattina presto e mi indussero il parto. La mia piccola nacque finalmente l'11 gennaio, bella e sana.
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Sono mamma di Nicole, che oggi ha 2 mesi e 2 settimane circa. La mia bimba è nata l'11 gennaio 2019. Io ho 25 anni e sono rimasta incinta ad aprile dell'anno scorso. Per me è stata una gravidanza tanto desiderata.

 

Dopo la scoperta di essere in dolce attesa, ho fatto il duo test ed è uscita un'anomalia nell’ecografia. La translucenza del collo della bambina era un pochino più della norma, allora i medici hanno dedotto avesse la trisomia 21 (Sindrome di down). Mi hanno detto, una settimana dopo, di fare la villocentesi.

 

Sono stata una settimana ferma a casa e ho avuto un'ansia a non finire. Mi avevano detto che se ci fosse stato qualche problema, mi avrebbero chiamato entro 2-4 giorni, altrimenti sarebbe arrivata la risposta del sesso e del risultato a casa. In quei giorni (circa 40) ho pensato tanto a cosa avrei fatto: ero spaventata e nel dubbio. "E se veramente fosse così?", mi chiedevo.

 

Avrei fatto soffrire quel piccolo essere nella mia pancia in questo mondo vile e pieno di pregiudizi? Non sapevo che fare. Non sapevo quale fosse la scelta giusta per la mia bambina. Comunque, verso la fine di luglio, è arrivata la risposta: era Femmina e Sana. Ero felicissima!

 

Solo Dio sa quanto avevo pianto per un mese intero. Sono poi andata in vacanza al mare e il primo giorno, dopo essere entrata in acqua, ho sentito un calcetto. All’inizio ho pensato: "Non è niente". Poi la sera l’ho sentita di nuovo e allora ho capito che lei era lì e che mi stava dando un segnale. Ho continuato a lavorare fino alla fine dell’ottavo mese, poi all’inizio del nono ho smesso.

 

Sono andata dalla ginecologa per l’ultima ecografia: lei ha detto che la bambina era già grande e che sperava che partorissi al più presto. Invece io sono arrivata alla 40ª settimana e la mia bambina era ancora in pancia. Continuavo ad aspettare che arrivasse naturalmente.

 

Mi hanno fatto i tracciati e mi hanno fatto tornare a casa. Dopo una settimana dopo mi chiamano nuovamente in ospedale per comunicarmi che dovevo fare un parto indotto, dato che ero di 41 settimane e due giorni e che la bambina ancora non era nata...

 

Mi hanno ricoverato il 7 gennaio la mattina presto e mi fanno iniettato il gel. Dopo sei ore mi hanno iniettato una seconda dose. Niente. Il giorno dopo mi hanno detto di provare con il palloncino per indurre la dilatazione. Ebbene, la sera ero dilatata soltanto di 1 centimetro o 2 centimetri, quindi dovevo aspettare il giorno dopo.

 

La mattina del dì seguente, verso le 10:30, mi hanno detto di andare in sala parto perchè mi ero dilatata di 3 centimetri. Verso le 11:30 mi hanno messo la flebo e sono iniziate piano piano le contrazioni. Premetto che erano tre giorni e tre notti che non dormivo e mangiavo, quindi ero stanchissima. E non avevo le forze per spingere...

 

Quando finalmente, verso le 6:10 del pomeriggio, dopo soltanto due spinte, è venuta al mondo la mia piccola bambina. Erano le 6:15. Sì, alla fine ce l’ho fatta! È  stata la cosa più bella che abbia mai fatto. E mi sono dimenticata tutto!

 

di Iris

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook di Pianeta Mamma)

 

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