Parto indotto

Mamma giovane: "Mio padre, che voleva che abortissi, adesso vive per la nipotina"

Di mammenellarete
nonnoebambina

02 Luglio 2015 | Aggiornato il 03 Ottobre 2017
Rimasi incinta all'età di 22 anni. Io e il mio compagno fummo contenti da subito, mentre mio padre invece voleva che abortissi. Addirittura non mi parlò per mesi. Per fortuna si sciolse con il tempo e accettò la bimba in arrivo. Ricordo che uno dei momenti più belli del mio parto fu quando, uscita dalla sala, vidi mio padre in lacrime. Erano lacrime di gioia. 

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Era l'estate del 2013. Avevo 22 anni. Ero fidanzata da tempo con un ragazzo che oggi è il compagno. Ogni tanto si parlava di matrimonio, ma per entrambi era un'idea lontana.

 

Come tutti i giovani, pensavamo a divertirci, andavamo a ballare e iniziavamo a programmare le nostre vacanze estive. Nel mese di luglio ebbi un ritardo di tre giorni, normale per me che ho sempre avuto un ciclo irregolare. Ma quella volta era diverso: io mi sentivo come non mi ero mai sentita prima.

 

Noi donne certe cose le sappiamo, ancor prima di aver una conferma. Decisi di fare il test, da sola, a casa! Risultato: POSITIVO! Mi sedetti per terra e "staccai la spina" per una buona mezzora, perdendo il contatto con la realtà. Mille pensieri affollavano la mia mente: il lavoro, il mio ragazzo, la mia vita...

 

Soprattutto mi chiedevo come dirlo ai miei. Diedi la notizia al mio lui, che fu contento e spaventato allo stesso tempo. Ci abbracciammo ed entrambi decidemmo di accettare la nuova vita che portavo dentro di me. Quando arrivò il momento di dirlo ai miei genitori, decisi di farlo da sola.

 

Dopo aver udito l'affermazione “sono incinta ", mia madre si dovette sedere per non svenire, mente mio padre disse solo una frase: “devi abortire ". Le parole di mio padre fecero più male di uno schiaffo. In casa mia fu dichiarata "guerra", non parlai con mio padre per mesi. Ero determinata e andai contro tutto e tutti per difendere la piccola creatura che cresceva in me.

 

Mia mamma alla fine accettò la mia scelta ed iniziò ad aiutarci. Anche mio padre accettò, ma per 9 mesi non mi chiese niente della mia gravidanza, né si interessò di come stavo. Non toccò neanche una volta il mio pancione.

 

Io però cercavo sempre di coinvolgerlo parlando di ciò che stava cambiando in me, gli mostravo le ecografie. Gli dissi che aspettavo una femmina e un giorno gli chiesi anche un parere sul nome. Piano piano iniziò a sciogliersi e arrivò al punto che più il tempo passava, più non vedeva l'ora di conoscere la sua nipotina.

 

La nascita era prevista per il 19 marzo. La settimana prima, il 14 marzo, andai in ospedale per una visita di controllo e mi ricoverarono dicendomi che la bambina non stava crescendo più. Così decisero di indurre il parto con un gel.

 

Potete immaginare la mia paura in quel momento! Ero andata in ospedale per un semplice controllo e invece avevano dovuto ricoverarmi. Mi dissero che, essendo giovane ed essendo alla prima gravidanza, ci sarebbero voluti due/tre giorni prima di partorire.

 

Invece quella stessa notte, alle 2.30, durante un tracciato, ruppi le acque. La scena fu comica perché, istintivamente, la prima cosa che dissi all'ostetrica fu: “oddio, sto per fare la pipì, non riesco a trattenerla".

 

Per fortuna l'ostetrica era molto dolce, mi restò vicino e mi rassicurò. Nel giro di mezzora mi dilatai di sette centimetri. Feci giusto in tempo a telefonare al mio compagno, perché mi portarono immediatamente in sala parto.

 

Il mio compagno fu presente durante il parto, comportandosi in modo meraviglioso. Consiglio quest'esperienza a tutte le coppie. Il 14 marzo alle 4.30 nacque la mia piccola Ginevra. L'amore più bello e grande della mia vita.

 

Quando uscii dalla sala parto, vidi i miei genitori e i miei suoceri. Una cosa che mi colpì molto fu vedere mio padre in lacrime. Erano lacrime di gioia. Si avvicinò e mi diede un bacio sulla fronte. Un bacio carico d'amore. Così, mio padre è diventato nonno. Un nonno fantastico. La mia soddisfazione più grande è vedere lui, con gli occhi a cuoricino, che ogni giorno gioca con la sua nipotina e la chiama "amore mio!" 

 

Una volta mio padre ha anche pronunciato una frase che mi ha riempito il cuore. Rivolgendosi alla nipotina, ha esclamato: “meno male che ci sei". Lui, che all'inizio non la voleva, adesso vive per lei.

 

La mia stella oggi ha 15 mesi, è molto sveglia, solare e ama follemente il nonno! Ringrazio la vita ogni giorno di avermi dato il dono di essere mamma. La mia vita è cambiata tanto e in meglio. Lei mi riempie le giornate con i suoi sorrisi e riempie il mio cuore ogni volta che pronuncia il nome "mamma".

 

di mamma Alessandra

 

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