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Parto indotto: il dolore si accantona

di mammenellarete - 04.03.2014 - Scrivici

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Abbiamo cominciato a cercare ad agosto... 6 mesi di ciclo preciso come un orologio, 6 delusioni... Ma poi quelle due linee sono arrivate! Gioia immensa. 4 mesi di vomito continuo, dimagrivo invece di ingrassare, avevo perso tre chili, ma mi dicevano che tutto andava bene, che il bimbo si nutriva lo stesso. Passa il vomito, comincio ad arrotondarmi, che bello! Alla morfologica ci fanno prendere un colpo: la dottoressa ci dice che il bimbo è un po' piccolo e corto,

e scherzando mi dice che non nascerà un gigante.

 

A circa 30 settimane mi confermano che sarà un maschietto, ma che è podalico; mi propongono il rivolgimento manuale alla 36° settimana, per evitare un cesareo. Accetto.

 

Mi ricovero la mattina, mi mettono un sacco di sensori addosso e poi mi chiamano. Conoscevo la ginecologa che avrebbe effettuato la manovra. Mi fà distendere e inizia a comprimere la parte alta della pancia, sempre più forte.....abbastanza dolore, un enorme paura.... Al 3° tentativo, sento un senso di acqua alla gola! La testa del bimbo dalla bocca dello stomaco si era spostata tutta su il lato destro... vedevo il bozzolo. Un'altra bottarella della gine, ed il piccolo "ha messo la testa a posto".

 

Felice della riuscita, resto il pomeriggio monitorata.

 

Alla 40° non ne vuole sapere...alla 41°+5 mi inducono il parto.

 

Prima induzione con gel la mattina.... niente. (Leggi anche: parto indotto col gel, quasi indolore)

 

Alle 17 secondo gel: partono a raffica le contrazioni, una dietro l'altra senza respiro. Aiuto. Pensavo di essere vicina, ma mi sbagliavo.

 

Non sapevo come fare: massaggi, ghiaccio... nulla. Piango e piango e piango....

 

Mi visitano alle 20, ero di 2 cm e sempre con le acque integre.

 

Alle 22 cominciano a rompersi le acque...ero a 3 cm.

 

Mi portano in sala travaglio e alle 24 ero a 4 cm, evviva mi possono fare l'epidurale!

 

Rimpiango di averla fatta: dopo 20 minuti mi passano tutti i dolori, non sento le contrazioni, perdono il battito del bimbo: panico. Mi fanno l'ossitocina.

 

Le contrazioni tornano più tremende di prima... chiedevo un cesareo, ero esausta, ma niente.

 

Alle 4 mi dicono che posso cominciare a spingere, che sarebbe mancato poco. Sono le 6, ma niente.

 

Alle 7 entra di turno la ginecologa del rivolgimento. Mi visita e mi dice che non ce l'avrei fatta da sola, perché avevo uno scalino al collo dell'utero: io spingevo e il bimbo ci sbatteva. Vabbè non infieriamo su chi c'era prima.

 

Vado in sala parto, mi sistemano sulla famosa poltrona, non sapevo che mi aspettava, ero talmente sfinita che non capivo. La ginecologa mi sale e mi spinge per tre volte sulla pancia con un dolore indescrivibile... inutilmente.

 

Mio marito è sempre stato accanto a me, eravamo impauriti. Ad un certo punto si smobilitano tutte... chi di là, chi laggiù, un casino.

 

Alla fine ventosa ed episiotomia sento dire.... Samuele è venuto, anzi è scoppiato fuori alle 8.33.

 

Quasi 16 ore di travaglio, ma era nato!

 

Me lo mettono un attimo di lato al viso, mi ricordo che lo annusai, avevo gli occhi serrati dal dolore e dalla stanchezza.

 

Poi mio marito va a vedere il primo bagnetto... Non so quanti punti interni, fuori 17. Mi hanno ricucita per mezz'ora.

 

Dopo un paio d'ore, l'ho potuto prendere... era bellissimo, anche lui un po' provato, ma perfetto, 52 cm, e 3.320 kg (menomale doveva essere piccolo). A casa non è stato semplice con la ferita, forse avrei fatto meglio a lasciarlo podalico... avrei fissato un giorno per il cesareo e via.

 

Adesso sarei pronta per farne un altro, il dolore si accantona, non si dimentica, ma alla fine, resta il dolore più bello della tua vita.

 

di Chiara

 

(storia arrivata sulla nostra pagina facebook)

 

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