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Il mio parto in casa e le immagini emozionanti di Nicoletta Valdisteno

di Monica De Chirico - 23.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Credits of Nicoletta Valdisteno
Giulietta racconta la nascita di suo figlio Edoardo, con un parto in casa e in presenza di Nicoletta Valdisteno, fotografa specializzata in reportage di nascita

Il mio parto in casa

Partorire nell'intimità della propria casa, condividendo un momento così bello e al tempo stesso delicato con tutta la famiglia, è la scelta e il desiderio di una piccola percentuale di donne. Il rapporto CeDAP (Certificato di assistenza al parto a cura del Ministero della Salute pubblicato nel 2018 e riferito all'anno 2015) parla di uno 0,1% di nascite avvenute a domicilio e in strutture di assistenza diverse da istituti di cura pubblici ed equiparati e case di cura private. 

Cosa spinge una donna a scegliere di partorire in casa e quali sono le sue emozioni? Come si svolge un parto in famiglia, tra le mura domestiche, con l'assistenza di un'ostetrica di fiducia e senza una procedura medicalizzata se non in caso di necessità? Lo abbiamo chiesto a Giulietta, una mamma che ha scelto un parto in casa per i suoi figli: Ginevra, Carlotta ed Edoardo. Per la nascita del suo piccolino, Giulietta ha scelto di imprimere il ricordo di quel giorno attraverso un reportage fotografico e un video. La fotografa, specializzata in fotografia documentaria di famiglia, di Nicoletta è stata una presenza silenziosa e discreta. E' riuscita a dare voce ai momenti più belli, intensi, ma anche più difficili, del parto di Giulietta, in immagini che sono capaci di trasmettere emozioni, molto più di tante parole. 

  • Edoardo, il tuo bambino è nato con un parto in casa. Ma come mi raccontavi, non è la prima volta.  Com'è cresciuto in te il desiderio di affidarti a una tipologia di parto, diversa da quella più comune, già dalla prima gravidanza? 

Premetto che non conoscevo il parto in casa, infatti l'ho scoperto quando ho fatto il corso pre-parto di coppia nel "Nido Casa Maternità" di Bologna e durante le prime lezioni l'Ostetrica (della quale mi era già "innamorata") ha informato dei vari luoghi in cui si poteva partorire e siccome non ho un buon rapporto con gli ospedali mi si è aperto un mondo. Inoltre il mio cruccio era il dolore fisico del parto e avrei voluto assolutamente l'epidurale che tutte le donne elogiano. Ma quegli incontri con l'Ostetrica mi hanno fatto capire maggiormente il potere del corpo femminile e la capacità di potersi ascoltare, cosa che ho sempre sentito il bisogno di fare. Così non ho esitato ed ho chiesto di poter seguire ed approfondire maggiormente questo iter che ritenengo più naturale e rispettoso della nascita.

  •  Quali sono state le difficoltà che hai incontrato nella scelta che hai fatto?

In realtà non ho riscontrato nessuna difficoltà nella mia esperienza personale, anzi credo sia stata la scelta più bella ed azzeccata che abbia mai fatto in vita mia. Certo che non posso paragonarlo al parto in ospedale perché non ho mai vissuto quella realtà ma credo siano due cose molto diverse.

  • Quali sono secondo te i pro e i contro di un parto in casa? 

Io credo ci siano moltissimi pro. Sei seguita supportata e rassicurata passo passo da professioniste, nell'ambiente famigliare di casa tua, ti conoscono personalmente e clinicamente da mesi, prima del parto, ed entrano dentro alla tua famiglia nel profondo e quindi nel momento del parto hanno un quadro completo della situazione. E chi meglio di loro potrebbe gestire anche un eventuale imprevisto? Si sa che il parto a casa deve attenersi a delle regole ben definite, una delle quali è la gravidanza fisiologica, ma per una donna che sta per diventare mamma i dubbi sono sempre una miriade e così hai modo di chiedere e confrontarti con la tua Ostetrica, ed è di fondamentale importanza!! I contro io non li vedo nella mia esperienza personale.

  • Ogni parto ha una sua storia e tu nei hai affrontati tre in casa. Se dovessi descriverli o caratterizzare ognuno di essi, come lo faresti?
La primogenita Ginevra doveva nascere in Casa Maternità perché casa mia non era come dicevo io e poi quell'anno fu l'anno del terremoto in Emilia e io e mio marito dormivamo ancora in auto e rientrammo in casa proprio per il parto. Ero inesperta (mi aspettavo che i dolori del travaglio fossero micidiali come nei film, in realtà andavano e venivano) e così quando arrivò la mia Ostetrica ero già avanti e dopo poche ore Ginevra è nata in casa sul lettone! Un' emozione unica sommata alla consapevolezza di essere riuscita a partorire in casa senza epidurale, vista la mia paura del dolore fisico. Mio marito non mi aveva lasciato un attimo e questo mi ha dato ancora più forza. Ero in pace con il mondo, soddisfatta, fiera e colma di Amore. 
 
Per la secondogenita Carlotta sono riuscita ad avere ciò che volevo, a livello di sistemazione casa (sono una persona a cui piace avere casa pulita, in ordine ed accogliente) così non appena finii di sistemare le ultime cose ecco che arrivarono i primi dolorini. Ricordo come se fosse ieri che arrivò mia madre che abitava sopra, e da lì partirono i dolori quelli "giusti", insomma mi sono sentita a posto solo quando è arrivata anche lei e dopo pochissimo è nata Carlotta. Più breve ma più intenso!
 
Con la nascita di Edoardo sono riuscita a condividere questa esperienza nel migliore dei modi con tutta la mia famiglia. Ho fatto un travaglio un po' più lungo ma credo sia stata una nascita da manuale e questo ve lo può confermare la mia Ostetrica. Poi con le foto Nicoletta ha fermato il tempo in momenti unici e spesso mi domando perché non l'ho fatto anche con le bimbe!!! Avevo sempre forse un po' ignorato la possibilità...Accidenti!
 
  • C'è un aneddoto (positivo o negativo) o un momento particolare del parto di Edoardo che ricordi con emozione?

In realtà ci sono tanti momenti che mi hanno riempito il cuore e che ricordo con tenerezza, ma il momento che non dimenticherò mai è stato quando mi sono svegliata nella notte perché sentivo il piccolo nella pancia che non stava un attimo fermo e cercando di trovare posizioni più comode mi sono messa sul divano e poco dopo Ginevra (primogenita) è arrivata con le lacrime agli occhi dicendomi "mamma non riesco a dormire" ed ho capito che c'era un legame. Come una sensazione che volava nell'aria, un filo invisibile che ci unisce ai figli, Ginevra era un po' agitata perché aveva sentito che stava per nascere il fratellino️. Da quel momento non ha più dormito finché non ha visto Edoardo.

  • Quali sono state le emozioni che hai provato partorendo in casa? 

Di emozioni come dicevo prima ce ne sono state molte in tanti momenti. Per me in realtà è stata tutta un'emozione, dal vedere la mia Ostetrica e realizzare che era arrivato il momento tanto atteso, il vedere mio marito emozionato e in brodo di giuggiole quando l'ho svegliato durante la notte, l'arrivo di mia mamma che abitava a circa un'ora da casa mia e la felicità nel fatto che era riuscita ad arrivare in tempo ad essere presente. Vedere che tutte le persone per te care erano lì con te e per te, mi ha emozionato anche vedere mio fratello che non appena è entrato in stanza per salutarmi l'ho cacciato perché era arrivato il momento delle spinte. E poi infine quando ti rendi conto che hai vissuto uno dei momenti più intensi e significativi della tua vita e li hai condivisi con le persone che contano davvero il tutto contornato dal tuo ambiente, casa tua, una vera magia!

  • La tua famiglia ti ha sempre appoggiato in questa tua scelta? 

I miei genitori non la vedevano come una scelta conveniente, ma mi hanno sempre detto che la scelta era mia e mio marito mi ha sempre appoggiato dicendo che "la scelta spettava a me in quanto il lavoro più grosso toccava a me" e questo mi ha permesso di essere serena e scegliere ciò che mi sentivo. Quando hai un compagno che ti appoggia non puoi che esserne grata

Le foto del parto in casa di Giulietta a cura di Nicoletta Valdisteno

Fonte: Credits of Nicoletta Valdisteno
  • Mi dicevi che il parto in casa permette al padre di partecipare attivamente al travaglio e al momento della nascita del bambino. Mi piacerebbe tu ci parlassi meglio di questo aspetto.
Si è proprio così, perché come dicevo prima "il lavorone tocca a noi donne" ma se si ha la fortuna di condividere ed essere supportate in quel momento così magico e impegnativo, anche i Papà possono cogliere quasi tutti gli aspetti del parto e della nascita, perché in un parto, del primo figlio in particolare, non nasce solo un figlio ma nascono anche una mamma ed un papà. È un momento importate e significativo, secondo me, da vivere insieme. Rafforza la coppia, la rende più complice e aiuta a conoscersi sempre di più! È sotto inteso che il Papà deve volerlo. 
Chi meglio del Papà può rispondere, ecco le emozioni di mio marito Jonathan:
 
La fase delle contrazioni iniziali è un antipasto, è una situazione che si vive con una tenera paura a cui cerchi di abituarti, ti porta gradualmente a conoscere i momenti più intensi e duri che tua moglie deve affrontare, poi la situazione cresce, la stanza si riempie dì energia e ad ogni contrazione stai in apnea, speri finisca in fretta perché speri finisca in fretta la tua sensazione di importante inutilità. La mia presenza so che era oro per mia moglie, ma non potendo diminuire il suo dolore, né potendo aiutarla nello sforzo mi faceva sentire impotente. Sentivo il mio silenzio, toccavo mia moglie con un solo dito, ero presente ma non invadente. E quando i dolori scemavano mi sentivo un po' come quando l'aereo smette di ballare, il viaggio continua liscio...fino al prossima "turbolenza".
Poi piano piano arrivi al momento clou, al gran finale! Vedere la testa dei miei figli mi fece sorridere, mi tranquillizzò. Vedere i miei figli uscire completamente invece...una bomba atomica nello stomaco e in quel momento cedi, la lacrima scende, ti rilassi, gioisci e guardi in faccia la felicità vera! Dopo la nascita di mio figlio, riferendomi al suo primo pianto a pieni polmoni scrissi nel mio stato di whatsapp due righe che ancora mi emozionano "un urlo che rompe ogni silenzio, una poesia senza rima, la più bella mai ascoltata". Un padre, un marito, non può perdere certe occasioni sarebbe uno spreco.
  • Qual è stato il ruolo delle tue bambine e di tua madre, che erano presenti?

Le mie bimbe avendo 7 e 5 anni non hanno potuto rimanere lì durante il parto, infatti mio marito le ha accompagnate su da mio fratello. La grande essendosi svegliata con me e avendo avuto un presentimento su ciò che stava per accadere non è riuscita più a dormire.️ Mia madre invece ha avuto sempre una grossa influenza su di me, un legame intenso e come per le altre 2 nascite desideravo ci fosse per condividere anche questo momento. Una presenza inevitabile e silenziosa che prendeva parola solo se ero io a domandare. Mia madre inoltre fin dalla nascita della mia primogenita si è ricreduta sulla concezione che aveva del parto in casa

  • Che rapporto deve esserci, secondo te, tra donna e ostetrica per far sì che un parto in casa possa svolgersi nel migliore dei modi? 

Innanzi tutto ci deve essere fiducia, fiducia nella professionalità che svolge e nella formazione che ha. Fin dal primo momento che l'ho conosciuta mi è piaciuta ed ho avuto la sensazione che tutto ciò che diceva era frutto di anni di lavoro, trasudava sicurezza in ogni dettaglio! Io ho sempre parlato con lei come se fosse una persona di famiglia, una mamma o una sorella per intenderci con complicità e fiducia. Ora per me è parte della famiglia anche se non ci vediamo così spesso.

  • Hai mai avuto paura che qualcosa potesse non andare come previsto e mettere a rischio la tua salute e quella del bambino? E come hai superato queste paure?

Si certo, sono molti i momenti quando sei incinta che hai paura che qualcosa possa non andare bene o diversamente dal previsto, ho sempre cercato di parlarne con l'Ostetrica e mi sono sempre detta che avevo a fianco a me come una "guardia del corpo" che avrebbe saputo cosa fare e questo mi rasserenava al 99%. Poi le paure ci sono sempre state ma credo sia normale è umano. Non ho avuto problematiche duranti i miei 3 parti, ma ho avuto una problematica con la mia secondogenita dopo circa 1 mese dal parto e grazie alla mia ostetrica che mi conosceva e conosceva la bambina fin dalla pancia mi ha accelerato i tempi di diagnosi che nemmeno il pediatra ha saputo fare. Ancora oggi in tante situazioni cerco sempre un parere da parte sua per la familiarità che ha con noi.

  • Cosa vorresti dire a una donna che ha il desiderio di partorire in casa, ma ha paura di non riuscire o che non sia sicuro?

Vorrei dire tanto a chi ha il desiderio di partorire a casa che la cosa più importante è confrontarsi direttamente con le casa maternità più vicina e dipanare ogni dubbio con la voce delle Ostetriche, che secondo me prima di essere ostetriche sono in parte psicologhe di chi aspetta un bambino. E poi direi loro di credere in se stesse e nel proprio corpo! Il nostro corpo è una macchina perfetta!

  • Mi dicevi che per te è molto importante sensibilizzare sulla possibilità di poter partorire in casa e vivere questa esperienza. Quale messaggio ti piacerebbe dare, raccontando la tua storia?
Tutte le volte che ho avuto la possibilità di scambiare l'esperienza del parto con future mamme ho sempre desiderato far passare un messaggio super positivo sul parto in casa, ma non ho mai (secondo me) centrato il bersaglio perché non è semplice far capire a pieno ciò che si è vissuto ad una persona che non si conosce. Ho sempre cercato di raccontare di un'emozione fortissima nel vivere il parto nella propria casa e ritrovarsi tutti insieme a festeggiare questo evento incredibile e magico.
Ecco perché questa intervista spero possa mettere da parte i preconcetti che ci sono sul parto in casa e possa liberare le donne alla scelta migliore, sapendo che in tutta sicurezza e tranquillità esiste anche questa grande opportunità. Oggi si tende a rendere complicato ciò che in realtà è assolutamente naturale, ad abusare di tranquillanti quando basta una carezza, per usare una metafora e per il parto in casa vale la stessa cosa, se c'è una gravidanza fisiologica che può consentire il parto in casa in sicurezza non vedo la necessità di ospedalizzare un evento intimo come questo. 
Per la mentalità di molti forse il parto in casa si trova in un limbo che sta tra antico ed esageratamente moderno, tra pratica da "tribù" e sciccheria da star, una volta passato questo preconcetto magari in futuro diventerà più comune.
Cosa c'è di più naturale che far nascere tuo figlio sul lettone dove, probabilmente, è stato concepito? 
 
Le foto del parto in casa di Giulietta a cura di Nicoletta Valdisteno

Fonte: Credits of Nicoletta Valdisteno

Le fotografie della nascita di Edoardo

  • La nascita di Edoardo a differenza delle altre due, oltre a restare impressa nel tuo cuore, lo è anche nelle immagini molto emozionanti a cura di Nicoletta Valdisteno, fotografa specializzata in reportage di famiglia. Cosa ti ha spinto a chiedere un reportage durante il parto? Quali erano i tuoi dubbi o timori, se ne hai avuti? Cosa ti ha convinto ad affidarti proprio a lei. E quali sono state le tue emozioni rivedendo il reportage?

In realtà è stata la mia Ostetrica a propormelo, ancora una volta mi ha fatto capire che forse mi conosce meglio di me. Ne ho parlato con mio marito e lui mi ha fatto capire che se volevo era d'accordo. Ero solo un po' timorosa se avessi fatto un retro front dopo aver già attivato tutto. Poi ho conosciuto finalmente Nicoletta e mi ha dato una grande serenità nel spiegarmi e farmi capire come si sarebbe mossa. In qualsiasi momento con solo un cenno avrei potuto annullare la sua presenza, questo ha fatto la differenza insieme alla gentilezza e delicatezza che appartiene a Nicoletta. Semplicemente amorevole. Era una presenza silenziosa e discreta! Quando ci fece vedere il video delle foto mi sono sciolta e commossa ed ho compreso, guardando le foto dal suo punto vista, di quanta forza e amore scorre in una Donna che sta per diventare mamma, mamma mia che intensità in quelle foto!! Un esplosione di emozioni fortissime! Un ricordo che oltre ad essere indelebile nella mente lo sarà anche su carta per poter essere visto dal mio bimbo quando sarà grande

Nicoletta Valdisteno, specializzata in fotografa documentaria di famiglia

Nicoletta Valdisteno, fotografa professionista, vive e lavora a Bologna. Dopo essersi occupata per quasi 10 anni di reportage di viaggio e sociale, nel 2015, con la nascita di suo figlio, ha iniziato a raccontare la vita di famiglia, il mondo magico dei bambini, la misteriosa danza della nascita. Oggi si occupa a tempo pieno di fotografia documentaria di famiglia, un genere ancora poco conosciuto in Italia, che predilige una narrazione genuina e senza finzioni della vita quotidiana delle persone e dei momenti più importanti di una famiglia, come la nascita di un figlio.
Sta inoltre portando avanti un progetto a lungo termine sulla nascita rispettata, un'indagine sui luoghi e sulle persone che in Italia lavorano quotidianamente per garantire ad ogni donna una maternità consapevole e soddisfacente.

Casa Maternità di Bologna

Se vuoi saperne di più sulla Casa Maternità di Bologna "Il Nido Casa Maternità " Bologna www.infoilnido.bo.it

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