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Parto in acqua: la mia storia

di Nostrofiglio Redazione - 10.04.2013 - Scrivici

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Io a quella spinta ti ho detto mentalmente: "Alessia nasci che non ce la faccio più". Alle 12.08 con quell'ultima spinta dall'acqua sei sgusciata fuori tu, tutta pulita, "lavata". Che bella patatona! Siamo uscite dalla vasca e ci hanno messo sul letto a coccolarci. Che emozione! Ora hai due anni, ma sembra ieri che i tuoi occhioni blu incrociavano i miei in quella vasca. Ti amiamo infinitamente.

di Cristina Bresciani

 

"E' successo anche a noi". Mai come in quel periodo sentivamo questa frase. "Anche a noi la prima gravidanza è andata male"..

 

E anche noi eravami lì, dopo un raschiamento a dire a tutti che a dicembre non arrivava nessun cucciolo. Ma quella sorpresa, quei test positivi dovevano tornare. Era quello che desideravamo.

 

Ma sei arrivata tutta strana già da quello. Per due settimane siamo stati con il panico, "o c'è un ritardo di concepimento o non c'è nulla" e invece c'eri! Una gravidanza tranquilla, tanto che ho lavorato fino a metà marzo senza nessun problema. Poi i nonni e il papà mi hanno messa a casa! "Sei matta, se succede qualcosa". Ma no, tu saresti nata nell'acqua come ho sempre sognato.

 

DPP all'11 aprile, non a fine marzo come diceva il ciclo, perché tu sei stata concepita dopo. La ginecologa ad un incontro mi dice: "Epidurale??" "No, no. Io un ago nella spina dorsale non me lo faccio mettere" e sono rimasta di questa idea sempre.

 

L'8 aprile sera, dopo aver visto un'animata partita di pallanuoto dello zio in tv, sono andata a letto. "Mamma, che male sto dolore!"

 

Ore 2.30: mi sono fatta la pipì addosso. Vado in bagno. Torno a letto, dolore... e pipì. Torno in bagno... "ma questa non è pipì! Si è rotto il sacco..."

 

Devo vedere ogni quanto minuti ho i dolori, ma la sveglia è sul comodino di papà. Dai, cerco di dormire. No... dolore... dolore... dolore...

 

"Amore, mi giri la sveglia che guardo che ore sono?"

 

"Perché"

 

"Mi si sono rotte le acque, ho le contrazioni"

 

"Andiamo in ospedale!!" Lui era già nel panico. Nel giro di un'ora siamo andati in ospedale. Avevo le contrazioni ogni 3/4 minuti.. Ero dilatata di 4 cm...

 

"Respirare", pensa, "Visualizza la dilatazione". "Parla con lei mentalmente...". Ho fatto tutto.

 

Fino alle 11 ho fatto il travaglio senza praticamente parlare con il papà, ma lui doveva essere lì vicino! Alle 11 o poco prima andiamo nella mia amata vasca per il parto, perché ci siamo quasi. "Spingi, spingi... mamma mia, non vuoi uscire, hai la mano sulla guancia." Mi attacco alle maniglie della vasca con tutta la mia forza.

 

L'ostetrica mi dice: "Dai che ora nasce". Avrà sicuramente pensato: "Se non esce con questa spinta la taglio, perché è li con la testa da 10 minuti".

 

Io a quella spinta ti ho detto mentalmente: "Alessia nasci che non ce la faccio più".

 

Alle 12.08 con quell'ultima spinta dall'acqua sei sgusciata fuori tu, tutta pulita, "lavata". Che bella patatona! Siamo uscite dalla vasca e ci hanno messo sul letto a coccolarci. Che emozione!

 

Ho detto al papà: "Ma hai controllato che sia femmina?". Così abbiamo sbirciato ed eri la nostra bimba. A 39+5, è nata Alessia per 3 kg e 6oo gr di morbidezza tutta da coccolare. Ora hai due anni, ma sembra ieri che i tuoi occhioni blu incrociavano i miei in quella vasca. Ti amiamo infinitamente.

 

(storia di Cristina Bresciani arrivata per email alla redazione)

 

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