parto con epidurale

La nascita di mio figlio Lorenzo

Di mammenellarete
9 giugno 2014
Ciao a tutti, vorrei condividere con voi la storia del mio parto: la nascita di mio figlio Lorenzo.
E' il 14 Maggio 2012 quando mi dicono, durante il mio ultimo controllo, che sono dilatata di 2 cm, quindi pronta al ricovero.
Sono palermitana, ma vivo a Monza e i miei genitori e i miei suoceri salgono dalla Sicilia, per poter esser presenti alla nascita del loro primo nipotino. Tutto perché io decido che devo partorire in Brianza, infatti mi trovo benissimo all'ospedale S. Gerardo.
Cosi, il pomeriggio del giorno 14 sono ricoverata, a 40 settimane più 4, perché soffro di disturbi della tiroide e quindi è necessaria l'induzione.
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Non so ancora quello che mi aspetta, so solo che dopo l'induzione, i dolori e la sofferenza sono fortissimi.
Fanno andar via mio marito, dicendo che se durante la notte sarebbe successo qualcosa, lui sarebbe potuto tornare, e cosi è stato.
Dopo vari monitoraggi, faccio avanti e indietro dal bagno, non riesco a star zitta per il dolore durante la notte. Alle 3.00 di notte decidono di portarmi in sala parto, ma ancora non sono dilatata del tutto.

 

Torna mio marito, potete immaginare la sua faccia nel vedermi in quelle condizioni… anzi, è stato veramente forte!
In sala parto intanto si instaura un rapporto fraterno con le ostetriche di turno, mancano solo caffè e biscottini.
Tra contrazioni potenti e la mia debolezza fisica, passa l'anestesista per l'epidurale, ed io, che ne avevo sentite troppe sulla famosa punturona, determinata e decisa, dico: "no, non la faccio! resisto… puo' andare, grazie".
Ma non posso immaginare che quelle contrazioni, col passare delle ore, sarebbero diventate ancora più forti da sopportare.
Così alle 6.00 del mattino richiedo l'epidurale.

 

Sollievo immediato: il problema è che non sento più niente.
Non sento le contrazioni, non ho più sensibilità dai fianchi sino ai piedi, tanto che non sento neanche la rottura del sacco e le future spinte! Il mio stato sotto effetto "stonatura" non mi fa capire veramente più niente. Sono assuefatta, voglio solo far nascere mio figlio. Mi addormento, aspettando solo la dilatazione.

 

Di punto in bianco alle 10.00 del mattino, dopo tutte le ore di travaglio, la mia patatina diventa la caverna di una montagna, i dottori mi dicono con la mano pronta per visitarmi: "Silvia posso? E caspita, capite bene che in quei momenti ti può passare pure un treno davanti... non senti più niente".

 

Dopo quindi l'ennesima visita, finalmente mi dicono: "Bene Silvia, sei dilatata di 10 cm, è ora di posizionarti per far nascere il piccolo Lorenzo!".

 

E io che ne so? Come si fa? Quanto tempo passa soprattutto? Cacchio, immagino come avviene nei film, che uno, due e tre e sbadam nasce il pupo! Ma quando mai! Per me ci son volute altre due ore!
E dopo due ore di contorsioni sul lettino, posizioni di tutti i tipi, battito cardiaco del mio pupo che sta scendendo, le acque tinte, venti ostetriche davanti a me, mio marito immobile che per un attimo vuol scappare perché la situazione è veramente peggiorata, io mi ritrovo a pensare solamente a una cosa: "deve uscire tutta la forza che ho in me adesso". Come accade ai power rangers della tv, o ad altri supereroi.

 

Forse noi donne abbiamo realmente i super poteri. In quel momento, pur non sentendo nè contrazioni né spinte, perché troppo assuefatta dall'epidurale, ho detto dentro di me: "mio figlio deve nascere e vivere". E subito dopo sento come un'anguilla che scivola via fuori... ed eccolo lì. Per un attimo non piange, io sono impaurita, mio marito anche, gli puliscono il nasino, lo strantolano un po' e gneeeeee... il suo primo pianto! Lo portano da me dicendo che è in ottima salute!

 

Ragazze, mi vien la pelle d'oca, perché pur essendo passati due anni, quel momento non lo dimenticherò mai.
Dopo l'uscita dall'ospedale, rischio io. Ho dei problemi con la montata lattea, che mi viene con febbre molto alta, tremori; non riesco ad allattare dal dolore, tanto da avere dei collassi.
Episodio che mi segna tantissimo, ma ringrazio Dio per avercela fatta. E ringrazio la mia ostetrica Rossana, Un angelo caduto dal cielo, che mi ha aiutato tantissimo durante e dopo il parto.
E' stata un'esperienza unica.

 

Ho avuto tante paure... ma una cosa è certa, quando una donna è piena d'amore per il proprio figlio, può affrontare qualsiasi ostacolo e riesce a superarlo!

 

Un bacio a tutte

 

di mamma Silvia

 

(storia arrivata tramite e-mail all'indirizzo redazione@nostrofiglio.it)

 

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