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Mia figlia e il mio compagno, i miei punti di riferimento in un momento difficile della vita

di mammenellarete - 24.06.2014 - Scrivici

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Oggi voglio condividere la mia storia. Ci sarebbe tanto da dire, ma non basterebbero tutte le parole del mondo a raccontare gli anni che ho vissuto. Inizio la mia storia partendo da quando conosco il mio attuale compagno. Lo incontro a 19 anni, lui ne ha 27 ed è fidanzato da 9 anni, inoltre è in procinto di andare a convivere ed è pronto per rogitare. Ma a me ciò non importa, sono pronta a pensare solo a me per una volta ed entrambi ci facciamo coinvolgere da una storia d'amore forte, folle e incredibilmente incasinata. Dopo 6 mesi presento il mio ultimatum a lui: o io o lei e incredibilmente sceglie me. Incredibile e inaspettato.

Passano anni, tra alti e bassi, di tradimenti e di amore folle, ma noi nonostante tutto non riusciamo a stare lontani, e finalmente entrambi iniziamo a conoscerci a fondo. Un giorno lui mi dice: "voglio un figlio". Io, incosciente e innamorata, decido di lasciar scegliere al fato e gli rispondo: "ok, se arriverà, bene". Passa quasi un anno, finché il 24 dicembre faccio il test, ed è subito positivo. Nessun dubbio.

 

Il giorno di Natale decido di comunicarlo alla mia famiglia e loro non reagiscono proprio positivamente: ma d'altra parte non posso aspettarmi nulla. Ho 24 anni e devo ancora finire l'università. Non dimenticherò mai però come, tra lo sconcerto generale, mio padre non mi abbia mai lasciato sola e MAI mi abbia fatto sentire inadeguata.

 

Il suo commento rimarrà sempre nel mio cuore: "come l'abbiamo fatto noi, lo faranno anche loro, è un meraviglioso dono di Dio". Superata la sorpresa iniziale, le nostre famiglie decidono di esserci vicine e ci aiutano con tutti i mezzi possibili.

 

A gennaio andiamo a convivere e il 2 settembre arriva la nostra meravigliosa principessa con un parto lungo e difficile, ma, ad oggi, non cambierei assolutamente nulla. I giorni successivi sono difficili ed è pesante tornare a casa ed occuparmi di lei da sola. Sono anche triste e affaticata, perché il latte non viene e la bambina non cresce ed urla tutto il giorno affamata.

 

Dopo pochi giorni mi sconsigliano l'allattamento al seno e mi danno il latte artificiale. E' un momento che vivo come una grande sconfitta, ma da quel momento in poi, tutto va meglio e la piccola cresce e dorme. "Ora sì che posso bearmi della meraviglia della mia creaturina", penso. Ma proprio quando spero di aver superato la parte difficile, mio padre viene ricoverato in ospedale. "Una cosa superabile", dicono, ma man mano che il tempo passa, la situazione si aggrava e, a un mese esatto dal suo ricovero, va nel Regno dei Cieli.

 

Mia figlia ha appena 2 mesi e la sua forza, il suo sorriso e l'amore infinito per lei mi hanno permesso di andare avanti, supportata dal mio compagno, che è un padre stupendo e che è stato un supporto incredibile nei due momenti più importanti della mia vita. Il più bello (la nascita di Michela) e il peggiore.

 

di mamma Sara

 

(storia arrivata all'email nostrofiglio@redazione.it)

 

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