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La tocofobia: le informazioni aiutano a superarla

di mammenellarete - 16.02.2009 - Scrivici

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La tocofobia è la paura del parto. È quell’angoscia che colpisce soprattutto le primipare e, generalmente, negli ultimi mesi di gravidanza quando si avvicina il momento del parto. Nelle donne che hanno già affrontato un parto precedente, l’ansia può essere ridotta ma può aumentare quando, le precedenti esperienze sono state abbastanza traumatiche: magari caratterizzate da difficoltà nella respirazione, scelta di un taglio cesareo per complicazioni durante il parto naturale, problemi legati al bambino. Per superare le paure, la migliore soluzione è parlarne e informarsi. In effetti, la conoscenza di determinate materie permette di poter agire in maniera ottimale quando si affronta il momento più difficile della gravidanza. Cosa bisogna sapere.

La respirazione

È il primo rilevante elemento ed è uno dei principali argomenti affrontati anche nei corsi pre-parto. Perché è così importante? Essa favorisce l’irrigazione dei tessuti muscolari dell’utero e aiuta a diminuire la sensazione di dolore durante il parto stesso. Per cui, è facile intendere che la respirazione cambia in base alle contrazioni uterine. All’inizio del travaglio le contrazioni sono brevi e molto distanti (temporalmente) tra di loro. È sufficiente, dunque, un tipo di respirazione profonda e lenta che aiuta anche a rilassare la mente. Come praticarla? Mettere le mani sotto la pancia e accompagnare con un respiro profondissimo e lento concentrandosi sul movimento dell’aria che sale, facendo gonfiare la pancia, e poi scende con l’espirazione.

Quando le contrazioni si fanno più intense e più frequenti, la respirazione superficiale attenua il dolore, in quanto permette di non esercitare una pressione sul diaframma. Al momento dell’espulsione sarà praticata la respirazione bloccata che aiuta a sopportare meglio le spinta. L’aria viene trattenuta nei polmoni e questo metodo aiuta la spinta: in effetti, trattenere il respiro aiuta a dare una spinta più intensa. Il diaframma si contrae, la pressione intraddominale aumenta e si trasmette all’utero.

La spinta

L’utero ha normalmente le dimensioni di una pera. Durante la gravidanza raggiunge le misure di un cocomero e si dilata di circa 10 cm. Questa informazione è la risposta ai dubbi delle future mamme: “come fa un corpo così, a fuoriuscire dal mio utero che è stretto?”.

Per aumentare l’intensità e la qualità della spinta, è bene stringere le mani alle cinghie e poggiare il mento al petto. Il bambino scivola nel canale del parto e fuoriesce grazie alle spinte efficaci della mamma e alle contrazioni uterine che man mano si intensificano con il passare del tempo. Ecco perché un parto naturale può durare anche qualche minuto.

Ultima nozione da conoscere.

Con lo stress, l’organismo produce più adrenalina e diminuisce la secrezione di endorfine. Questo aiuta a sopportare meglio il dolore. Quindi il parto non è decisamente insopportabile. Con la concentrazione, i consigli dell’ostetrica e del ginecologo, il momento non sarà difficile da affrontare.

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