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La placenta e eventuali anomalie: distacco della placenta e placenta previa

di mammenellarete - 03.03.2009 - Scrivici

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Dopo il concepimento il bambino è solamente un embrione formato da un insieme di cellule e si nutre per diffusione: le sostanze nutritive arrivano direttamente e, a partire dalla quarta settimana di gravidanza, comincia a sviluppare la sua circolazione: il cuore dell’embrione comincia a battere e trasporta sangue verso la placenta. Come si attiva lo scambio di sostanze tra mamma e feto?

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La placenta ha la forma di un disco entro cui si impianta il bambino. Tra le sostanze nutritive e il sangue di mamma e bambino non si stabilisce un contatto diretto, ma tutto viene filtrato attraverso la barriera placentare che cerca di “scegliere” quali sostanze possano passare e quali debbano essere eliminate perché tossiche (come ad esempio alcuni elementi contenuti in determinati farmaci che potrebbero danneggiare il bambino).

 

La placenta quindi, nutre, fa crescere il bambino e lo protegge. Se la gravidanza procede in modo regolare, la placenta sarà espulsa durante il secondamento, cioè circa un’ora dal momento del parto. Questa barriera fondamentale cresce di settimana in settimana con lo sviluppo dell’embrione e si estende fino al settimo mese di gravidanza. Si posiziona nella parte alta dell’utero sulla parte anteriore o posteriore.

 

Quali sono gli imprevisti da tenere presenti quando parliamo di placenta?

 

 

Molte volte durante la gravidanza una donna può incorrere in complicazioni a causa di anomalie legate proprio alla placenta: il distacco della placenta o la placenta previa.

 

La placenta previa è il caso in cui la placenta si posiziona davanti all’utero (nella parte bassa, al di sotto del bambino) ostruendo il canale del parto. La mamma può accorgersi in anticipo dello spostamento della placenta attraverso perdite ematiche, in particolare a partire dal quinto mese.

 

Le perdite di sangue possono essere un campanello d'allarme anche per il distacco della placenta. Il distacco della placenta può essere legato all’età della donna (se superiore ai 35 anni), all'abuso di fumo in gravidanza , all'eccessivo di liquido amniotico.

 

Se le perdite ematiche sono rosso vivo e si verificano durante le prime settimane di gestazione, può essere un campanellino d’allarme che lascia proprio pensare al distacco della placenta. Purtroppo, in questo periodo della gravidanza, non è facile riconoscerlo. L’ecografia può fornire un aiuto fondamentale soprattutto quando, dall’analisi approfondita, si riscontra la presenza un accumulo di sangue nell’utero.

 

Quali sono le cause più diffuse del distacco della placenta?

 

 

A partire dal secondo trimestre di gravidanza, uno dei fattori che potrebbero indurre il distacco è l’ipertensione nell’organismo della donna che comporta un restringimento dei vasi e quindi meno ossigeno per la placenta con il suo successivo distacco. L’assoluto riposo è consigliato in tutti i casi per non stimolare l’utero al movimento che potrebbe peggiorare la situazione. Il terzo trimestre di gravidanza è la fase più delicata: si avvicina il parto e molto spesso se non è tutto nella norma, si potrebbe anche andare incontro a parto prematuro. Se la placenta si distacca dall’utero negli ultimi tre mesi, si parla di distacco intempestivo perché avviene prima del “previsto” che sarebbe dopo il parto.

 

Hai avuto problemi durante la gravidanza? Raccontalo alle altre mamme nel nostro forum "Aspetto un figlio"!

 

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