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La nascita di nostra figlia, la gioia più grande

di mammenellarete - 03.06.2014 - Scrivici

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Vi racconto la mia storia. La grande avventura inizia il 28/10/2013 alle ore 10.26, quando la nostra piccola, di 2.800 kg e 44 cm, arriva tra le nostre braccia.


E' una lunga attesa, desideriamo da sempre una bimba e tra delusioni, speranze e attese vane, finalmente il test è positivo il 01/03/2013, al primo colpo. E' un'emozione pazzesca scoprirlo, vado in bagno portandomi di nascosto il test, mio marito non vuole che lo faccia per paura di sapere ancora una volta che non sono incinta, ma io mi sento già un po' male dopo 10 giorni dalla iui e credo di sapere che in fondo che è la volta buona.

 

Quando lo faccio, il test ci mette 10 secondi a colorarsi, e la lineetta rosa sembra addirittura color magenta! Inizio a piangere a dirotto, mio marito spaventato mi raggiunge in bagno, pensando mi sia accaduto qualcosa: io riesco solo a sventolare il test e a dire 'sono incinta', 'sono incinta', 'sono incinta' e piangiamo un po' insieme, abbracciati.

 

Da quel giorno, inizia l'esperienza più bella avuta finora, e, finché non lo conferma il medico, non ci crediamo. Fino al 3° mese decidiamo di non dirlo a nessuno, anche se si nota perché io non sono in forma. Le nausee sono fortissime, accompagnate da bruciori, acidità e gastrite, durano fino al 5-6 mese e ricompaiono all'ottavo.

 

La gravidanza procede bene, la mia bimba sta bene, cresce e non ha nessun problema, e questo è tutto ciò che ci interessa. Giorno dopo giorno, imparo a convivere con i fastidi della gravidanza (acidità, bruciori, nausee, mal di schiena, pipì ogni 10 minuti, piedi e mani gonfie).

 

Fino alla 35° settimana la posizione della piccola è 'di traverso', e pare che non voglia proprio girarsi; per fortuna, alla fine di quella settimana, lo fa e la mia paura è che decida di rimettersi sdraiata.

 

Arrivati alla 36° settimana io non vedo l'ora di partorire, sono stanca e faccio fatica persino ad alzarmi dal divano, ma alla fine la mia bimba arriva quando meno me lo aspetto. Ho l'impressione che debba nascere il 26/10, ma, passato il 26, inizio a pensare di andare oltre il termine e comincio a temere l'induzione.

 

Giovedì 24/10, durante la notte, Laura non si muove molto, mentre durante la gravidanza, la piccola ha sempre dormito bene in pancia e io l'ho sempre sentita muoversi, anche solo di poco: di solito alle 4 mi svegliava con i suoi calcetti. Invece, nella notte del 24, non succede nulla. Alle 10 la sento finalmente e provo grande sollievo.

 

Ma di nuovo non sento nulla fino a pranzo, e trascorro quasi tutto il pomeriggio quasi senza sentirla, addirittura non sono più sicura che sia lei a muoversi o no, perciò decidiamo con mio marito di andare in ospedale la sera, quando lui torna dal lavoro. Ma la birbantella dorme solamente e, mentre mi mettono il monitor per il tracciato, ricomincia a ballare la samba.

 

Durante la notte tra sabato e domenica dormo tantissimo e bene (in previsione del lunedì). Alle 8.00 di domenica andiamo a messa a piedi, ma sono stanca morta e faccio fatica ad alzarmi e a sedermi. Torniamo a casa a piedi a prendere la macchina e andiamo al centro commerciale per prendere un regalo: io cammino piano perché la mia piccola sbatte la testolina sulla vescica ad ogni passo.

 

Ma dalla mattina ho alcuni doloretti simili al mestruo alla base della schiena, e, diversamente dai giorni scorsi, questi non passano.
Andiamo a pranzo dai suoceri e dagli zii di mio marito: io mi sento stanca da morire, ma attribuisco la stanchezza al fatto di aver mangiato un po' troppo. In serata faccio una cena leggera e vado a letto alle 21.00, mi addormento di colpo.

 

Alle 22-23 circa iniziano le contrazioni e sono anche forti, io mi sveglio e mi riaddormento, dopo sento altre 3-4 contrazioni ma non le monitoro. Verso mezzanotte le monitoro e scopro che arrivano ogni 30-25 minuti e durano 30-45 secondi: sono molto irregolari ma fortissime.

 

Verso l'1.30 arriva anche dissenteria e vomito e inizio ad alzarmi ogni 10-20 minuti circa, in parte perché, stando seduta sul wc, mi sento leggermente meglio per ogni contrazione (arrivano ogni 20-17 min. e durano sempre 30-45 sec.: sono ancora molto irregolari ma forti) e in parte per la dissenteria. Mio marito sente che continuo ad alzarmi e inizia a preoccuparsi.

 

Vado avanti così fino alle 4.00 e le contrazioni iniziano ad arrivare a 15-10 minuti e durano 45 secondi. Ne ho anche un paio di 1 minuto. Decido di alzarmi e di farmi una doccia: provo molto sollievo nelle contrazioni. Trovo anche una macchiolina rosata molto piccola e leggera sulla carta e mi chiedo se per caso non abbia perso il tappo.

 

Mio marito mi chiede se voglio andare in ospedale: gli dico di sì, ma prima chiamo il reparto e mi dicono che, essendo così irregolari, posso ancora aspettare un po' a casa ma che comunque, se non mi sento tranquilla, posso andare subito. Le contrazioni sono già tra 10-7-5 minuti e alcune sono lunghe circa 1 minuto. Iniziamo a sistemarci, io chiudo la mia valigia mettendo le ultime cose e partiamo alle 5.50 di mattina, facendo tante preghiere perché tutto vada bene.

 

Arriviamo in ospedale alle 6.20: faccio fatica a parlare perché mi manca il fiato ad ogni contrazione. Saliamo, iniziano a visitarmi e alle 7.00 circa, l'ostetrica ci dice che al 99 % mi ricoverano, ma che prima mi devono fare il monitoraggio. Le dico della macchiolina e lei mi risponde che può essere il tappo ma che è detto.

 

Le chiedo se sono dilatata e lei mi dice: 'si, sei già tra i 2 e i 3 cm'. So che sembra stupido, ma in quel momento faccio un mega sorrisone a mio marito, nonostante il dolore delle contrazioni, perché sento che è arrivato il momento e penso che finalmente è il giorno di conoscere la nostra piccola.

 

Al monitoraggio, appena mi collegano, mandano subito mio marito a chiedere il mio ricovero. Nella stessa sala ci sono donne incinte che fanno il prericovero: mi guardano mentre faccio i miei respiri lenti e profondi, inspirando dal naso e buttando fuori l'aria dalla bocca, ma vedono che soffro (nel frattempo mi chiedo se sono spaventate di vedermi così). Le contrazioni iniziano ad arrivare regolari ogni 5 minuti, anche di meno, e durano almeno un minuto.

 

Finito il monitoraggio di circa 45 minuti, mi mandano in camera e io mi cambio. A questo punto io inizio i miei giri tra letto e bagno.

 

Alle 9.00 circa mi riportano a fare il controllo: sono già a 5-6 cm, chiedo l'epidurale perché non sono sicura di facerla, ma mi dicono che preferiscono non farmela, perché reputano che stia andando molto bene da sola e che la bimba ha la testa un po' troppo su per farla. Il sacco non si è ancora rotto e devo ancora arrivare a 7 cm. Mi dicono di tornare in camera e di stare sul wc una mezzora, in modo da lasciare che la forza di gravità faccia il suo corso.

 

Torno in camera sempre a piedi e mi piazzo sul wc, dopo circa 30 minuti non ne posso più: le contrazioni ormai arrivano ogni 1-2 minuti e durano anche 1 minuto intero, chiamo l'ostetrica disperata. Mi manca anche il respiro e mi portano in sala parto, anche perché spavento, per le urla, tutte le altre persone lì in reparto, ma gridare mi aiuta a farmi forza.

 

Mi controllano e dopo 30 minuti sono già tra 9 e 9.50 cm: non mi fanno l'epidurale, cerco di pensare che se fino ad allora ho resistito, devo e posso resistere fino alla fine per la mia piccola.

 

Iniziano a preparare tutto, rompono le acque e arriva una puericultrice, l'ostetrica prepara tutto e, dopo 15 minuti circa, sento il bisogno di spingere e mi dicono di non farlo perchè non sono ancora pronta. Cerco di resistere, ma spingendo provo un sollievo tremendo: non è facile non farlo. Mi controlla dopo 5 minuti e sono a 10 cm: si inizia a spingere!

 

Arriva un'altra ostetrica per dare una mano e inizia a fare pressione sulla mia pancia per aiutare Laura a scendere, perché è ancora un po' troppo su.
Continuo a spingere e mi sembra di farlo da una vita. Tra una contrazione e l'altra ormai sono stanchissima. L'ostetrica cerca di spingere sulla mia pancia quanto più è possibile, l'altra mi spiega come spingere, perché alcune spinte non le faccio bene e mi viene di respirare in modo veloce e questo fa soffrire la mia piccola. Cerco di guardare il monitor dei suoi battiti per costringermi a respirare lentamente, perché vedo che sta male se respiro velocemente.

 

Arriva il ginecologo e sento che il rumore di una forbicina (episiotomia): lui prende il posto dell'ostetrica sulla mia pancia, mi spiega per filo e per segno come devo spingere e alla contrazione successiva inizia a fare lui pressione sulla pancia. E' un cambiamento decisivo, perché sento che lei scivola verso il basso e dopo 3 contrazioni mi chiedono se voglio sentire i capelli, già visibili, io rispondo di no.

 

Durante le spinte, mi dicono che vedono la testa e che alla spinta successiva uscirà del tutto, ma io penso che non è vero e che lo dicono solo per farmi ancora spingere. Ma è proprio così, io non sento mentre esce del tutto e non mi rendo conto che scivola fuori facilmente.

 

La mia bambolina sguscia fuori senza che io me ne renda conto: piange già a pieni polmoni. Quando la vedo, mi dimentico di tutto il dolore: guardo solo lei, tutta rosa, con tanti capelli in testa. La piccola non smette di piangere ed io non sento più nessuna contrazione.

 

La sistemano, la lavano e la mettono nuda, solo con il pannolino, sopra la mia pancia e il mio seno nudo. Io inizio a singhiozzare senza lacrime e guardo mio marito che piange a dirotto. Non c'è bisogno di dire nulla: io e mio marito ci capiamo all'instante e sorridiamo felici. Non ci crediamo e non ci sembra vero che, dopo 5 anni di tentativi, delusioni, pianti e terapie lei è lì tra le nostre braccia.

 

Io e la mia bimba guardandoci ci riconosciamo all'instante.

 

Finiscono di sistemarmi e di farmi un bel ricamino, la portano poi al nido per pesarla, controllarla e farle un bel bagnetto. Io torno in camera in piedi sulle mie gambe, stanca ma felice e al settimo cielo.

 

Le prime notti dopo il parto sono difficili, dormo pochissimo o niente in ospedale, non ho latte e mangiona com'è, il colostro non basta.

 

Ora lei ha 7 mesi ed è tutta la nostra vita.

 

Il suo papà non ha occhi che per lei, le racconta storielle e lei lo guarda e lo ascolta rapita.

 

Lei è tutta la nostra vita, tutto quello che abbiamo sempre sognato finalmente ci dorme accanto.

 

Il dolore: non lo ricordo più, non c'è stato dolore nel farla nascere ma solo felicità e gioia, oltre alla forza di avere mio marito accanto, che ha sopportato tutte le mie urla.

 

Cogliamo tutti i nostri amici e parenti di sorpresa: nessuno pensa che ci metta così poco a partorire. Fortunatamente mio marito ricorda di avere il cellulare in tasca mentre siamo in sala parto e ci scatta una foto in cui la piccola è appoggiata su di me, subito dopo essere nata. E dire che la macchina fotografica è in borsa da settimane.

 

Una mamma al settimo cielo

 

di mamma Pamela

 

(redazione@nostrofiglio.it)

 

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