Parto

La nascita del mio bimbo speciale, Elia. Purtroppo nato senza vita

Di mammenellarete
incinta

02 Novembre 2016 | Aggiornato il 30 Maggio 2018
ERA IL MIO BAMBINO, seppur senza vita, era il mio amore più grande. Grazie a medici e a ostetriche sono riuscita a partorire, a diventare Mamma, a tenere in braccio la mia gioia più grande e nello stesso tempo il mio dolore immenso. Grazie a loro sono riuscita a guardarlo e ad accarezzarlo. Ho quindi, in parte, esaudito il mio sogno. Non posso rimpiangere nulla, ho fatto tutto quello che potevo fare. Questa è la mia storia.

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Penso che rimarrà impressa nella mente e nel cuore questa data. Quella notte, quel dolore, quelle urla, quei pianti. Sono trascorsi già quasi due mesi dalla "nascita" del mio Elia. Sto facendo del mio meglio per elaborare questo lutto così complicato. Voglio farcela!

 

E' un percorso tutto in salita e per di più ripidissima, ma io e mio marito vogliamo farcela e dobbiamo vivere anche per Elia! Lo aspettavamo da 7 anni, è arrivato da solo, senza far "rumore", il "rumore" l'ha fatto alla nascita.

 

Quella notte accanto a me non ho avuto solo la fortuna di avere un'ottima ostetrica, ma ho avuto anche una mamma, un' amica, una zia, una psicologa, tutto in una sola Donna. Lei, insieme agli eccezionali Ginecolgi presenti, mi ha trasmesso l'importanza di accogliere Elia come il mio bambino e non come se fosse una "cosa" che mi faceva male vedere o toccare.

 

ERA IL MIO BAMBINO, seppur senza vita, era il mio amore più grande. Grazie a Loro sono riuscita a partorire, a diventare Mamma, a tenere in braccio la mia gioia più grande e nello stesso tempo il mio dolore immenso.

 

Grazie a Loro sono riuscita a guardarlo e ad accarezzarlo. Ho quindi, in parte, esaudito il mio sogno. Non posso rimpiangere nulla, ho fatto tutto quello che potevo fare. Il giorno del mio compleanno, il 12 settembre, hanno eseguito l'autopsia, e immediatamente dopo, io e il suo papà, eravamo lì con Lui.

 

Con l'aiuto del nonno Gino, abbiamo scattato un sacco di foto insieme, sono proprio loro a sollevarmi ora, quando le guardo.

 

Vado tutti i giorni al cimitero dal mio bambino. E prego, prego molto, e prego. Soprattutto chiedendo a Dio di non farmi impazzire, di farmi trovare un briciolo di serenità un giorno.

Sono arrivata in Pronto Soccorso la sera dell'8 settembre, all'inizio del nono mese di gravidanza: contrazioni. Alle 1.30 di notte, è stato lo sguardo addolorato e colmo di lacrime dei medici, che mi ha comunicato, con estremo affetto e dolcezza, che il mio bimbo non c'era più.

 

Non c'è stato bisogno di parole. Mi hanno subito coccolata, facendomi capire l'importanza di affrontare un parto naturale. Mi sono affidata completamente con estrema fiducia. Ossitocina, epidurale. Si comincia a spingere: dolore quasi completamente assente, perché era atroce quello al mio cuore.

 

Ore 4.17, nasce il mio amore piccolo, 2.130 kg, bello paciocchino, perfetto, assomiglia un po' al papà è un po' alla mamma. Era cianotico. E non è stato il cordone. Ho voluto il mio braccialetto bianco, il più bel bracciale che io abbia mai indossato, l'ho tenuto al polso per molti giorni.


Scopriamo quasi immediatamente che il mio bimbo era morto da molte ore. Sì! Avete letto bene!! Da molte ore. Il movimento che sentivo era il suo corpicino senza vita che fluttuava nel liquido, non era Lui in vita. 

 

Volete sapere una cosa? Quando i movimenti sono cambiati, avevo percepito che era già troppo tardi, una sensazione STRAZIANTE e INSPIEGABILE. E solo chi l'ha vissuta può capire. Quando ti accorgi che qualcosa è cambiato, Lui non c'è già più!

 

Ho scoperto che è capitato a molte Donne come me, NOI siamo Mamme Speciali! Abbiamo messo al mondo un Angelo. Io ho avuto l'esigenza di chiedere aiuto ad una neuropsichiatra e ad un prete Speciale. Grazie al cielo Dio mi ha mandato Loro! Mi hanno aiutato molto.


Ora stiamo aspettando gli esiti dell'autopsia, dopodiché continuerò il mio percorso, con questa specialista, se ne sentirò il bisogno. Il "mio" prete Speciale ha celebrato, commosso, il funerale al mio angioletto. Consolava noi, ma lui stesso non se ne faceva una ragione, e la sua forte sensibilità, ha preso il sopravvento. È una tragedia immensa, secondo me non ci si può riuscire da soli, bisogna accettare un aiuto!

 

La cosa che mi sento di consigliare, umilmente, è di affidarsi a persone competenti e qualificate, spesso purtroppo, tanti si improvvisano psicologi! Mi è stato chiesto di raccontare la mia storia, l'ho fatto soprattutto per essere vicina, in questo mondo virtuale, a tutte le mamme Speciali come me, NOI ci potremmo stringere tutte in un abbraccio unico, senza dire nulla, parlerebbero i nostri cuori all'unisono. Ricordiamo a noi stesse, quando ce ne dimentichiamo, che i nostri angioletti sono sempre dentro noi. Hanno occupato la parte migliore del nostro cuore. VI ABBRACCIO STRETTI TUTTI.

 

di Chiara, mamma di Elia

 

(storia arrivata sulla nostra pagina Facebook)

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