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L'amnioressi e la rottura artificiale delle acque

di mammenellarete - 16.11.2009 - Scrivici

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L’amnioressi è una manovra effettuata dall’ostetrica che consiste nella rottura artificiale delle acque. Solitamente viene effettuata nel momento in cui la rottura delle membrane non avviene spontaneamente e si è in presenza di una contrazione. Viene effettuata durante una visita con l’utilizzo di guanti sterili, da parte di chi la pratica, e l’aiuto di uno strumento, una pinza a forma di uncinetto.

L’introduzione della pinza a forma di uncinetto permette alle membrane di rompersi senza alcun rischio e dolore per mamma e bambino; si assiste, in tal modo, alla fuoriuscita del liquido amniotico che segnerà l’inizio del passaggio del piccolo dalla vita intrauterina a quella fuori dalla pancia.

 

L’amnioressi va eseguita solo quando ci si trova davanti a casi specifici come quelli di sofferenza fetale, che richiedono di accelerare i tempi della nascita, per evitare di mettere a rischio la vita del bambino; oppure quando è necessario verificare se il liquido amniotico sia o meno tinto.

 

Ogni donna deve quindi essere al corrente che la rottura artificiale delle acque non è una pratica che va eseguita per consuetudine, anche se non comporta rischi né per la mamma né per suo figlio, ma solo quando si verificano determinate condizioni che portano a questa necessità.

 

Ogni donna che partorisce deve conoscere i suoi diritti, quelli sottolineati dall’OMS - Organizzazione mondiale della Sanità- nelle quindici raccomandazioni per il travaglio ed il parto.
Eccone citate alcune:

 


  • la rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e, se richiesto, si raccomanda solo in uno stadio avanzato del travaglio;
  • il travaglio può essere indotto solo in specifici casi, ossia riservati a determinate indicazioni mediche e non deve superare il tasso del 10% in nessuna regione geografica;
  • durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione routinaria di farmaci se non per casi specifici;
  • il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolarmente selezionate e nel travaglio indotto.

 

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cervice

 

Se il battito cardiaco del piccolo non desta sospetti e risulta regolare, allora è bene aspettare che le membrane si rompano da sole, monitorando quello che sta succedendo all’interno dell’utero materno.

 

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