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Io, una gemella a metà

di mammenellarete - 08.11.2013 - Scrivici

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Vi racconto la mia storia: se potete pubblicatela. Questa non è la storia di una mamma, ma di una figlia... Una figlia nata alla 26° settimana di gravidanza insieme al suo gemello. I miei genitori desideravano avere un altro figlio e dopo ben 10 anni mia madre rimase incinta; fin dalla prima ecografia risultarono 2 camere gestazionali, eravamo 2 gemelli eterozigoti! (Mia nonna era gemella). La gravidanza andò bene fino al quinto mese, la pancia era molto grande e il ginecologo diede a mia madre il riposo assoluto. Nonostante ciò, alla 26° settimana di gravidanza le si ruppero le acque,

andò in ospedale e le fecero delle flebo per non farla partorire, ma fu tutto vano.

Domenica 4 ottobre alle 10.30 nascemmo io, Anna, e mio fratello Francesco. Pesavamo 1.350 kg, i nostri polmoni non erano del tutto formati e ci portarono con urgenza nell'incubatrice.

Così ebbe inizio il calvario, sia per noi che per i nostri genitori...

La situazione era tragica: io ero in fin di vita, Francesco stava un po meglio ma comunque era grave; così i medici furono costretti ad aumentarci l'ossigeno.

Mio fratello il 24 ottobre morì (nonostante stava meglio di me) e io uscì dall'ospedale dopo 3 mesi, il 23 dicembre.

Ma non è finita: il troppo ossigeno mi aveva bruciato la retina, fui dichiarata cieca assoluta. Per i miei genitori fu un colpo durissimo.....Già avevano perso un figlio, ora anche questo...

Fui operata 3 volte a entrambi gli occhi per cercare di ricostruire la retina (per farmi vedere almeno la luce,) ma nulla.

Ora ho 21 anni, vivo una vita normalissima ma i segni di quel parto prematuro sono permanenti... E non ho più mio fratello...

Mi definisco "gemella a metà" perché sento che mi manca qualcosa, ho un vuoto dentro...

di Anna Giordano

(storia arrivata sulla nostra pagina Facebook)

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