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Incinta con ovaio policistico, mai smettere di lottare!

di mammenellarete - 25.02.2014 - Scrivici

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Buongiorno, vi vorrei raccontare la mia esperienza. Nel 2010 ci sposiamo e decidiamo di avere un figlio. Dopo pochi mesi rimango incinta, dopo qualche giorno cominciano dei dolori lancinanti e perdo il mio bambino. Decido di andare in una clinica per la fertilità e capire il motivo. Dopo esami a non finire, il problema è il mio ovaio policistico, che produce ovuli troppo piccoli per essere fecondati. Una doccia fredda. Ma mi rassicurano dicendo che avremmo fatto delle cure per arrivare al concepimento.

Dopo 9 mesi rimango incinta, stavolta si vedono due camere, ma niente: dopo 10 giorni inizio ancora con le perdite e persi anche questi.

 

Decidono per l' inseminazione artificiale. Ok, facciamo ancora esami a non finire. E intanto pensai: "Ma perché c'è gente che non vuole figli e rimane incinta e io che lo desidero, non riesco?"

 

Arriva novembre 2013 e aspetto il ciclo per iniziare le cure. Niente. Faccio il test: positivo.

 

Non lo dico a nessuno, tanto penso "Anche stavolta... niente".

 

Invece passano dieci giorni e sto bene, tutto ok. Al 20... tac, inizio le perdite.

 

Corriamo in ospedale oramai con la consapevolezza che non c'è niente da fare.

 

Mi fanno le beta e sono triplicate. Mi mandano a casa con punture e ovuli.

 

Ok, dopo 10 giorni, emorragia. Corriamo in ospedale, "Ormai è andato" penso. E piango.

 

Invece, tac! Si vede un cosino lì, tutto come deve essere.

 

Mi fanno le beta e tutto ok, triplicate !

 

Non ci credo. (Leggi anche: incinta quando era impossibile, mai perdere la speranza)

 

Non voglio illudermi e continuo così, con emorragie e corse in pronto soccorso fino al 5 mese.

 

Poi si sono fermate, non ho più avuto emorragie e la bimba (ero felicissima ) stava bene.

 

Iniziavo a godere la maternità.

 

Tac, alla 30 settimana perdo le acque, corro in ospedale, mi immobilizzano e mi fanno subito le punture per far sviluppare i polmoni.

 

Tutte le sere in ospedale piangevo, ero disperata. Perché arrivare fino a qui, e poi perderla?

 

Riesco a tirare fino alla 31 settimana poi alla fine arriva il travaglio, inizio le contrazioni e in un'ora nasce." Lei deve piangere" mi dicevano. Infatti nasce e urla come una disperata.

 

Lì inizia il calvario, per un mese e mezzo in ospedale nel reparto prematuri. Dove ho trovato persone fantastiche infermiere e dottori. Degli angeli. Per noi ogni grammo che metteva era una festa. Adesso ha 9 mesi, è bellissima e sana. Non disperate mai. Non smettere mai di lottare. Lei è la prova che nulla è impossibile.

 

di mamma F.

 

(storia arrivata sulla nostra pagina Facebook)

 

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