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Il parto prematuro

di mammenellarete - 11.02.2009 - Scrivici

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Un parto è prematuro quando avviene prima della 37sima settimana di gravidanza. Ha una frequenza del 10% e potrebbe portare alla mortalità neonatale. I rischi per il bambino aumentano se il parto avviene alla 34esima settimana e diminuiscono a partire dalla 36esima. Le cause di un parto prematuro p riguardano, in genere, alcune caratteristiche fisiche della gestante e l’andamento della gravidanza stessa.

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Per quel che riguarda la gestante bisogna considerare:

  • la razza (sembra più frequente per le donne di colore)
  • l’età (se la mamma è molto giovane o ha più di 40 anni)
  • se si tratta del primo parto (primiparità)
  • il peso della donna (la probabilità aumenta se la donna è sottopeso)
  • la dipendenza da fumo, alcool o droghe
  • lo stress psicologico
  • ipertensione
  • cardiopatie
  • ipertiroidismo
  • diabete
  • problemi all’utero o alla cervice
  • precedente parto prematuro.

l’andamento della gravidanza

  • una gravidanza gemellare
  • gestosi
  • aumento innaturale del liquido amniotico
  • malformazioni del feto
  • distacco della placenta
  • sanguinamenti
  • infezioni (soprattutto a livello genitale, come lo Streptococco Beta)

Quali sono i sintomi di un parto prematuro?

Sono molto simili a quelli di un parto naturale (dolore a livello lombare/sacrale, contrazione a livello uterino, dolore simile ai crampi da mestruazione), la differenza è che avviene prima della 37esima settimana. Nel caso in cui la condizione della donna fosse da ritenersi a rischio e si avvertisse anche solo uno dei tre sintomi, è meglio contattare il proprio ginecologo tempestivamente. Il parto avviene in tempi molto inferiori rispetto a quelli di un parto normale, mentre l’espulsione della placenta e il decorso vero e proprio avvengono in tempi normali.

Come viene accudito un bambino prematuro?

Viene tenuto in incubatrice alla temperatura di 37° C (circa) per cercare di creare un ambiente simile a quello della pancia della mamma (bonding) e, contemporaneamente, viene monitorato in modo da tenere sotto controllo l’ossigeno e la frequenza cardiaca. La sua nutrizione avviene attraverso le flebo, soprattutto se il piccolo è molto sottopeso. Il bebè uscirà dall’incubatrice quando raggiungerà un peso ritenuto sufficiente alla sua indipendenza fisica. Quando si presentano delle complicazioni, che possono risultare fatali con il prosieguo della gravidanza, i medici possono decidere di far partorire la donna in anticipo, per proteggerla e tutelare il bambino. Le complicazioni possono riguardare sia il feto (un’alterazione a livello cardiaco, casi di sofferenza a livello di flusso sanguigno, alterazioni di crescita) che la mamma (diabete gestazionale, infiammazione della placenta o per preeclampsia).

Come prevedere la possibilità di parto prematuro?

È consigliabile fare periodicamente delle ecografie, molto più efficaci della visita ginecologica, in quanto permettono di analizzare le condizioni fisiche della donna. Inoltre, l’esame del tampone vaginale, permette di individuare la presenza di una particolare proteina (fibronectina fetale), che, intaccando le membrane amniotiche, può indurre un parto prematuro.

Cosa fare se si è a rischio?

Si possono eseguire delle terapie, ma sempre sotto stretto controllo medico, come l’uso di farmaci tocolitici (che dovrebbero limitare le contrazioni pre-termine dell’utero) o di terapie cortisoniche. Inoltre, bisognerebbe condurre una vita regolare e sana, starsene a risposo senza affaticarsi, e limitare o evitare l’attività sessuale. Tutto ciò, ovviamente, quando il medico lo ritenga necessario.

Leggi la storia della piccola Nadia, nata prematura, e guarda il video. Lascia un commento al video della community! Parla con le altre mamme nel nostro forum "Aspetto un figlio"!

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