Home Storie Storie del parto

Il parto gemellare

di mammenellarete - 08.10.2009 - Scrivici

parto_gemelli_big.180x120
Il parto gemellare è visto, nell'immaginario comune, come un'operazione difficoltosa e faticosa da affrontare per una donna: il doppio della sofferenza e il doppio dei rischi di complicanze, sia per la mamma che per i piccoli. La maggior parte delle donne che aspetta dei gemelli, si interroga proprio sul parto: come è possibile resistere ad una sofferenza doppia e quali problemi può creare? Innanzitutto, il medico valuterà le posizioni dei gemelli nell'utero al momento del travaglio. Se i bambini sono posti con la testa verso il basso, o almeno uno di essi, si sceglierà il parto naturale, ovviamente facendo le dovute valutazioni e constatazioni del caso, in modo da creare i minori problemi alla donna e assenza di sofferenza fetale.


Se la nascita del primo gemello è avvenuta con parto spontaneo, prima di procedere con il secondo il medico farà tutte le valutazioni del caso, analizzando la sua posizione: può accadere che questo non sia più in posizione favorevole, ossia con la testa verso il canale d’uscita. In tal caso, sarà il medico a cercare di girarlo in posizione favorevole.
Se i bambini sono posti in maniera trasversale , oppure in posizione podalica, allora sarà il caso di procedere con un taglio cesareo per non creare sofferenza fetale e rischi per la mamma.
I gemelli possono essere in un’unica placenta e in un unico sacco amniotico, oppure unica placenta e due sacchi separati, o ancora due placente e due sacchi diversi. Quest’ultimo caso è quello più favorevole per il parto gemellare: il secondo bambino andrà meno incontro a rischi di sofferenza nell’utero, cosa che aumenta quando i due condividono lo stesso sacco o la stessa placenta, o entrambi.

 


Il parto gemellare è quello “meno programmato” visto che può anche succedere che, se il primo venga fatto nascere con parto spontaneo, per il secondo si proceda con taglio cesareo.
Durante questo tipo di parto, tutto è monitorato continuamente perché il secondo gemello (quello con minori riserve energetiche) è più soggetto a complicanze del caso. Il travaglio, però, a differenza di quanto si possa pensare, è più rapido rispetto ad quando si partorisce un solo bambino, in quanto la maggiore pressione dovuta alla presenza di una massa maggiore, riesce a far dilatare più facilmente il collo dell’utero e ad accelerare il processo di espulsione.

 

Anche se il travaglio è più rapido, le contrazioni sono le stesse in un parto “normale” come, d’altronde, ogni fase che porta alla nascita del bambino. La differenza sta nel periodo espulsivo: dura di più. Ovviamente, l’espulsione del secondo gemello sarà realizzata in tempi minori visto che il canale del parto è già aperto ed è abbastanza dilatato.
Se il parto del primo bambino è avvenuto in modo spontaneo e il secondo fratellino non mostra segni di sofferenza all’interno dell’utero è anche possibile far passare del tempo prima della sua nascita, aspettando i tempi fisiologici della fase contrattile (attendere la ripresa delle contrazioni); in effetti può accadere che l’utero si risposi dopo la prima fase espulsiva e riprende la sua attività.

 

In caso contrario il parto del secondo gemello può essere indotto con ossitocina.

 

articoli correlati