Storia

Il mio secondo parto da incubo in reparto maternità con 1000+ parti all'anno e l'UTIN

Di mammenellarete
partonaturale

09 Gennaio 2018
Il mio secondo parto e il mio post parto è stato un disastro. Scrivo questa storia per avvertire le donne... non fate il mio errore, fatevi valere! 

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Era il 23 ottobre 2015,  ero a 39+5 e dovevo fare l'ennesimo tracciato. Le altre volte salivo le scale fino al 5° piano, ma quella mattina mi sentivo un po' stanca. Tracciato quasi piatto... poco prima di finire sento una fitta ai reni e vedo la linea di tracciato alzarsi. 

 

Mi tengono monitorata per mezz'ora, poi mi mandano a fare una visita. La dottoressa mi dice che sono dilatata di 2 cm e poi mi scolla le membrane a tradimento... sapendo che è una manovra di induzione che si fa oltre il termine rimango basita, ma per educazione non dico nulla. Sull'ecografia mio figlio sta bene e sembra tutto procedere per il meglio. "Signora, torna tra 2-3 ore, così ci regoliamo per il ricovero".

 

Torno con delle perdite rosse e le contrazioni sono già abbastanza regolari a circa 5 minuti. Ricovero alle 13, analisi urgenti, divieto di mangiare (quello è una scusa per non pulire l'eventuale vomito). Cambio turno alle 14. Da allora comincia il mio incubo. Le contrazioni diventano flebili e ho la sensazione che mio figlio si è girato un po'... il tracciato quasi piatto - "doloretti", ci vorrà ancora molto, dicono.

Io insisto tante volte ad essere visitata dal medico perché sentivo che c'era qualcosa che non andava, ma l'ostetrica, una delle più anziane nel reparto, non mi credeva, anzi mi rispose che mi stavo inventando tutto per attirare l'attenzione! Io non avevo l'intenzione ad arrendermi così ho insistito e ho sentito rimproverarmi: "se già adesso ti lamenti così tanto, come farai a partorire?"

Io ho risposto: "veramente ho già partorito, ma un dolore fisso e sempre più intenso al bacino non mi ricordo, anzi, mi sembra che si apre a due"... lei mi risponde "ma tu sei pazza, torna subito nella stanza".

 

Ore 22, cambio turno. Un'altra ostetrica acida e con lo sguardo tipo "non rompere le p....". Io ormai non riuscivo a stare in piedi, mi si erano gonfiati come le zampe di elefante e ogni tentativo di far riposare le gambe era vano. Lo stesso per il tracciato: mi giravo di continuo perché le ossa del bacino e la schiena si stavano letteralmente spezzando!

 

Ho la soglia di dolore alta e non ho mai vomitato per i dolori... questa volta non ho resistito, erano le 2.30 e io ormai mi sentivo sfinita, non parlavo più, ero come una bambola... l'ultimo tracciato verso le 4.30 e vedo l'ostetrica attaccare una flebo ed andarsene (era arrivata una signora in travaglio). Come poi ho capito era l'ossitocina per indurmi le contrazioni. A metà me la stacca e la butta nella spazzatura (furba, così non si capiva che le contrazioni erano artificiali, infatti la flebo non è segnata nel diario della cartella) e mi dice di prepararsi per la sala parto che ormai sto a 6 cm e tra poco cambia il turno e mi faranno partorire...

 

Riesco ad avvisare mio marito che a mezzanotte è stato cacciato via e mi preparo ad andare a piedi in sala parto (non sapevo nemmeno in quale entrare).

 

Dico all'ostetrica che non riesco a mettermi sulla sedia per il forte mal di schiena e lei mi guarda come un'aliena. Praticamente mi forzo a sopportare il mal di schiena che è talmente forte che non sento le contrazioni, nemmeno una! Ad un certo punto mi infila il dito nella vagina e mi rompe la sacca con il dito. Sento un forte premito e comincio a spingere. Arriva mio marito, poco dopo la dottoressa, la stessa della mattina prima, ma scorbutica e acida che comincio ad avere paura. Comincia ad offendermi che non mi impegno abbastanza, che non so spingere, ma il bimbo non scende... dopo tante spinte si comincia a vedere la testa, l'ostetrica dice alla dottoressa: "vedo le fontanelle al contrario" e lei risponde "ma che cosa stai dicendo?!", a me "signora non spingere dobbiamo fare un'ecografia". Come temevo il bimbo si è girato a faccia in su e non è la posizione ottimale per nascere. La dottoressa per non perdere la faccia mi minaccia di usare la ventosa "se non spingo 'bene'". Anzi tiene già la coppetta in mano. L'ostetrica la dissuade e dice che ce la farò da sola. La guardo male perché so che sta per farmi l'episiotomia e lei mi risponde "è necessaria". La dottoressa spinge con il gomito sulla mia costola (non sento dolore in quel momento forse per l'eccessiva sofferenza, ma per le successive 2 settimane ho un ematoma grande come una prugna e fa male cane) e mio figlio nasce.

 

Il mio pensiero è "ma quanto pesa?!" perché sono rimasta impressionata quando l'ho visto per un attimo quando l'hanno tirato fuori... per il resto avevano tanta fretta di portarlo via che non me l'hanno fatto vedere nemmeno come era in faccia (giusto per creare il legame tra madre e figlio)!

 

Comincia la sutura della ferita... strato per strato sono passati circa 45 minuti e nemmeno un po' di anestesia, tutti i punti a carne viva! Credo che mi sono anche lacerata perché hanno cucito anche l'ano, non vi dico, ma stavo colassando. Per il resto della degenza tutte le infermiere erano molto gentili... e per forza, all'uscita mi chiedevano l'offerta!!! Tutto il personale dopo questo episodio mi guardava come un'aliena, sapevano tutti cosa mi è capitato. Già leggendo le dimissioni mi vennero dei dubbi sui dati della cartella, così poco dopo chiesi una copia. Hanno dichiarato tutt'altro di quello che era successo!!! Mio figlio secondo la cartella aveva la cc di 34 cm, dopo 10 giorni al controllo dalla pediatra 38 cm. I trattamenti invasivi inesistenti. E poi hanno il coraggio di dire che è il reparto "maternità al naturale" mentre il bambino te lo portano dopo 2 ore e ti dicono "attaccalo al seno" e se ne vanno, tanto non interessa loro se una riesce o meno.

 

Il post parto un disastro, i problemi con allattamento, odiavo me stessa e mio figlio e mi sentivo una nullità. Sentivo il mio corpo violentato e cambiato in modo permanente. Il mio EX ginecologo per mesi diceva che dopo un parto difficoltoso come il mio era "normale" sentire la vagina di fuori... l'ha chiamato "prolassetto". A marzo sono andata al consultorio perché avevo fino alle orecchie i dottori a pagamento e la dottoressa mi disse la verità: Prolasso vaginale e della vescica. Soffro di incontinenza, non mantengo i bisogni e mi sento una vecchia. Scrivo questa storia per avvertire le donne... non fate il mio errore, fatevi valere! Anche al prezzo di chiamare il primario o i carabinieri!

E in quanto i reparti di maternità ad alto numero dei parti - non è sufficiente per valutare positivamente le prestazioni, purtroppo spesso in casi come il mio la bravura e la disponibilità vanno a farsi benedire e rimane solo e solo la PURA FORTUNA (se una ce l'ha, io non sono mai stata fortunata nella vita) perché nel destino io non ci credo.

 

Storia di una mamma

 

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