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Il mio parto... per nulla traumatico!

di mammenellarete - 18.09.2013 - Scrivici

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Non ho una storia tragicomica legata al mio parto, infatti molto spesso chi mi chiede com'è andata e si sente rispondere “Bene non è stato affatto traumatico”, rimane molto deluso. Gli si legge in faccia che pensa che tu stia raccontando una balla solo per sfatare il mito parto=dolore infinito. Mio figlio è nato l’8 giugno di quest’anno (2013), con ben 10 giorni di anticipo rispetto alla data di termine. È stato il primo della giornata, per lo meno nell'ospedale dove ho partorito, perché è nato alle 00.02. Insomma ha iniziato a farmi fare le nottate sin da subito! La sera del 6 giugno ho iniziato ad avere le prime contrazioni che sono durate tutta notte. Memore degli insegnamenti del corso pre parto, ho

continuato a contare, per cercare di capire quale fosse il momento giusto per andare in ospedale. Essendo il primo figlio, devo ammettere che non è stato semplice capire esattamente se ero ancora nei prodromi o se mi stavo avviando verso il travaglio vero e proprio.

 

Alla fine, insieme al mio compagno, abbiamo deciso di andare in ospedale. Al massimo, se fosse stato troppo presto, ci avrebbero rimandato indietro e non sarebbe stato un problema dato che abitiamo vicino.

 

Abbiamo preso la valigia, da lasciare in stanza, e lo zaino, con il necessario per la sala parto. E perché no, un saluto alla casa, dove già era tutto pronto per l’arrivo di Giorgio. Il percorso casa-ospedale è stato alquanto comico, con io che speravo di trovare i semafori verdi e quel maledetto pavé giusto 200 metri prima dell’ingresso dell’ospedale.

 

Bhè alla fine sono arrivata in ospedale un po’ in anticipo, ero ancora in fare prodromi, però, col senno di poi, sono stata fortunata, perché quel giorno in ospedale c’era il tutto esaurito e dopo di me non hanno potuto accettare più altre partorienti.

 

Mi hanno fatto accomodare in una delle sale parto, mi hanno visita e hanno fatto il tracciato al bimbo. Tutto nella norma. Ma ancora non era il momento e mi hanno mandato in camera ad aspettare.

 

Quello che ricordo, è che non ero agitata. Non dico che non avessi dolore, anzi, di minuto in minuto le contrazioni si facevano sempre più forti, ma agitata no. Però non potevo assolutamente vedere del cibo, solo l’odore mi faceva venire la nausea!!! Così anche quel poveretto del mio compagno, non mangiava per rispetto.

 

Insomma, sono entrata in ospedale alle 11.00 e alle 14.30 mi hanno riportato in sala parto. Altro controllo, ma ancora ero solo dilatata di 2 cm. Nella mia testa ho iniziato a fare i conti su quando chiedere l’epidurale, e cercavo di tenere sotto controllo l’orologio ma in sala parto il tempo non scorre come fuori. Le ore sembravano minuti e al controllo successivo l’esito è: 7 cm.

 

7 cm???!!!??? Ma com'è possibile?? Al corso pre parto avevano detto 1 cm all'ora!!! Quindi com'è possibile che alle 17.30 io sia arrivata a 7 cm?

 

7 cm = NO epidurale

 

A quel punto ricordo che la stanchezza ha iniziato a farsi sentire, e pensavo “Chi se ne frega dell’epidurale, voglio che nasca e basta!!”

 

E lì l’ostetrica e il mio compagno hanno fatto la differenza. Mentre una mi consigliava le posizioni da adottare e i movimenti da fare, l’altro non ha smesso di massaggiarmi la schiena, per ore! E quando dico per ore, sono veramente ore! Ricordo che a un certo punto, saranno state le 21.00, con una mano mi massaggiava la schiena e con l’altra aveva trafugato una barretta energetica dallo zaino e la stava mangiando, povero…

 

Comunque posso garantirvi che era difficilissimo cercare di controllare tutto con il sottofondo delle chiamate e dei messaggi dei futuri nonni in fibrillazione fuori dal reparto ostetricia. A un certo punto, mi sono girata verso il mio compagno e ho detto “Spegni quel telefono”…ecco diciamo che non sono stata proprio così educata J

 

Alle 22.00 credevo che questo bambino non aveva proprio intenzione di uscire e invece….spinta dopo spinta e abbondante olio di mandorla, la testolina bionda di Giorgio ha fatto capolino. Un’ultima spinta e ricordo di aver sentito la sua vocina urlante.

 

L’emozione di stringerlo tra le braccia, dopo averlo sentito per 9 mesi crescere dentro di me, è stata tanta. Abbiamo trascorso quasi due ore tutti e tre in sala parto, come a conoscerci meglio. Di mangiare, non ne voleva proprio sapere, si accoccolava al mio petto e dormiva, e anche quando le ostetriche hanno provato ad attaccarlo al seno lui ciucciava infastidito e poi si addormentava….insomma, prigrotto sin da subito.

 

Alle neo mamme consigliano di dormire il più possibile dopo il parto, ma come si fa ad addormentarsi con quella piccola creatura che dorme nella culla accanto al tuo letto? Io ho passato tutta la notte a guardarlo, chiedendomi come sia riuscita a far nascere un esserino così perfetto, che mi avrebbe cambiato la vita per sempre."

 

di mamma Rossella

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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