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Il mio parto naturale in una situazione "surreale"

di mammenellarete - 18.06.2014 - Scrivici

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Quasi un anno fa, l'8 giugno 2013, è nata la mia terza figlia. I miei primi due parti spontanei non sono stati troppo sofferti, perché brevi: solo 90 minuti la prima e 2 ore e mezzo la seconda. Nei giorni previsti per il termine della mia terza gravidanza, accade che alle 6 del mattino perdo il tappo mucoso. Mio marito dice: "andiamo in ospedale!" e io ribatto: "ma và, arriviamo lì per farci dire che dobbiamo tornare indietro!". Infatti ho solo leggeri dolori simili a quelli del ciclo. Per fortuna lui è più saggio di me, quindi svegliamo le bimbe, chiamiamo mia cognata che abita a 20 minuti di strada. Lasciamo da lei le nostre bimbe e andiamo in ospedale, ed io sono convinta di non essere ancora nel clou.

Vengo visitata e scopro di essere dilatata 7 centimetri! Senza dolori significativi!
Sono le 7.30 circa del mattino. Mi sistemano in stanza, mi cambio e mi attaccano al tracciato.
Che fastidio! Non riesco a stare seduta. "Posso alzarmi? Fare un giro?" - chiedo. "No" - mi dicono - "devi stare ancora un po' seduta". Ma io mi sento scomoda, e i dolori sono un po' più forti, ma tollerabilissimi.

 

Mi visitano: sono a 8 centimetri, e sono le 8.30.
"Posso fare una doccia? Mi sento sudata e sempre scomoda!" - dico di nuovo. "No, assolutamente, se fai la doccia partorisci lì!". Penso: - "E basta! Queste ostetriche sono insopportabili". Allora chiacchiero con mio marito per far passare il tempo.

 

Alle 10.00 chiamano dalla sala parto adiacente, c'è una donna in difficoltà, la sua bimba patisce e lei urla come se la stessero "spellando viva". Mi spiace tanto sentirla così, i miei dolori sono abbastanza forti, ma sarà che è la terza volta che devo partorire e li sopporto. Quello che non sopporto è la scomodità di quella sedia e di quel tracciato.

 

Alle 10.30 si rompono le acque, vado nel panico. Sento la bimba spingere e la sala parto è deserta. Siamo solo io e mio marito, che mi fa salire sul lettino e, sinceramente, come ci sia salita non lo so. Si affaccia ben due volte, chiamando qualcuno, ma il corridoio è come il "Sahara senza sabbia".

 

Poi dal nulla appare un medico, che mi dà il via libera alle spinte. Per me in quel momento quel dottore è un angelo, dato che sono nel panico totale.

 

Alle 10.43 nasce la mia piccolina, nessuno la prende, sta lì sul lenzuolino, non piange, non si agita. Finalmente la prendono (le ostetriche, che sono tornate dall'emergenza), la asciugano e la mettono sotto il lettino termico.

 

Alla fine la sento piangere, ma la vedo solo con la coda dell'occhio. Chiedo: - "qualcuno è così gentile da darmela?". Vedo mio marito che guarda esterrefatto la bilancia e mi annuncia: - "3.430"! (contro i 2.700 delle sorelle).

 

Poi il momento più bello in assoluto. La mia principessa in braccio, con i suoi capelli lunghissimi, due occhi spalancati e pieni di amore, bella e tenera, dopo tutta quell'attesa! Il momento più magico di tutto quel "parto surreale".

 

di mamma Silvia

 

(storia arrivata alla pagina facebook di Nostrofiglio.it)

 

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