storie del parto

Il mio parto in macchina

Di mammenellarete
paola_botti
16 gennaio 2014 | Aggiornato il 3 settembre 2015
Era il 27 settembre 2012, già sera. Ero a casa da sola. Ho iniziato a stare malissimo. Ho provato a chiamare i miei genitori ma non riuscivo a prendere la linea. Mi si erano già rotte le acque. Mi sono fatta forza e sono salita in macchina ...
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Sono una fifona, ho paura del sangue, odio gli ospedali e svengo sempre quando mi capita di doverci andare. Quindi pensate il mio terrore quando ho scoperto di essere incinta: ero terrorizzata all’idea del parto! Pensavo che non ce l’avrei fatta.

 

Tra l’altro con il futuro papà le cose non andavano già tanto bene. Ero sempre sola, lui non c’era mai. Avevo soltanto l’aiuto dei miei genitori.

 

Comunque sono arrivata alla fine della gravidanza. In quei giorni andavo a fare il monitoraggio e ogni volta mi dicevano che da un momento all’altro avrei potuto partorire.

 

E’ arrivato il 27 settembre 2012, erano le 21,30. Ero a casa da sola. Ho iniziato a stare malissimo. Ho provato a chiamare i miei genitori ma non riuscivo a prendere la linea.

 

Mi si erano già rotte le acque. Ho fatto le scale da sola e sono uscita di casa. A ogni passo mi contorcevo per il dolore ma mi sono fatta forza e ho preso la macchina.

 

Sono arrivata da mio padre che abita vicino a me e gli ho urlato al citofono: “Muoviti, scendi, sto per partorire!!!!”

 

Siamo ripartiti in tutta fretta. Io ero sui sedili dietro, stavo male. Vedevo la luce dei lampioni e mi sembrava che non ce l’avrei mai fatta ad arrivare in ospedale. E infatti …

 

Mio figlio stava nascendo in macchina. Mio padre non ci credeva. E invece Andrea è nato. Alle 23,10 del 27 settembre 2012, in macchina. Eravamo nel comune di Cento, in provincia di Ferrara.

 

Mio padre è andato in tilt quando ha sentito il bambino piangere la prima volta.

 

Quando è nato, Andrea era già bello. Un bel neonato biondino, il peso l’ho saputo dopo all’ospedale: 2,5 kg.

 

Nel frattempo infatti è arrivata l’ambulanza e ci ha portato in ospedale per tutti i controlli. Quando siamo arrivati e abbiamo raccontato la nostra avventura, tutti sono stati dolcissimi e mi hanno fatto tanti complimenti!

 

Andrea è stato il più bel regalo di compleanno dei miei 30 anni. E sì - perché strana coincidenza - Andrea è proprio nato il giorno del mio compleanno, con 40 minuti di differenza.

 

Tre giorni dopo è venuto a trovarci in ospedale anche il papà del bambino che lo ha riconosciuto. Purtroppo. Ora dico purtroppo perché un mese dopo ci ha abbandonati ed è stata davvero dura.

 

Però ora riesco a guardare il bicchiere mezzo pieno: Andrea è un bambino sano, stupendo, simpaticissimo e molto intelligente. Ora ha 15 mesi, sorride sempre a tutti, è molto socievole e anche al nido tutti stravedono per lui. Gli piace mangiare di tutto e combina tanti guai, non cammina ancora perché è un po’ fifone. E’ il mio piccolo GIGANTE BUONO.

 

Di Paola Botti

 

(storia inviata via mail a redazione@nostrofiglio.it)