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Il mio parto: il giorno più bello e insieme il più "brutto" della mia vita

di mammenellarete - 05.06.2014 - Scrivici

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Tutto è successo così velocemente che non mi sembrava vero. Il giorno più bello e l'altro rovescio della medaglia il mio giorno più "brutto". Avevo finito già il tempo, ma il mio bimbo non ne voleva sapere di nascere. Era il 4 settembre del 2010 e avevo dalla mattina dei doloretti tipo i crampi da ciclo, ma nulla di più. Erano lenti tipo uno ogni ora... Avevo perso il tappo già la mattina presto ed ero andata

all'ospedale per controlli. Ma ancora la nascita di mio figlio era moooolto lontana...!

 

Il pomeriggio vado a comprare le ultimissime cose perché la mattina dopo mi dovevano ricoverare per indurmi il parto...!

 

La sera mi faccio la doccia e le contrazioni erano una ogni quarto d'ora, chiamo l'ostetrica e mi dice di aspettare per lo meno una ogni 5 minuti per andare e così vado a letto, con la testa piena di domande, non vedevo l'ora di vedere il mio bambino...!

 

Verso le due di notte vado a fare l'ennesima pipì. Sento cascare nel water un pezzo di qualcosa, mi tirò su molto velocemente e vedo che c'è un pezzo di carne nell'acqua... chiamo mio marito e decidiamo di andare all'ospedale, comunque ci dovevo andare era solo questione di ore.

 

Arrivo al pronto soccorso, scendo di macchina e sento una perdita... ho pensato alle acque. Avevo contrazioni regolari ogni 5 minuti... invece mi guardo e vedo che erano perdite di sangue.

 

Spaventatissima vado in reparto e ogni contrazione era una perdita di sangue.

 

Arrivo su, gli spiego tutto e molto velocemente mi attaccano al macchinario per sentire il battito.. lo sento. Batte molto velocemente. Mi visitano e lo sentono sempre alto. Nel frattempo ogni contrazione era sempre una perdita di sangue!

 

Arriva la dottoressa gli spiegano tutto e in cinque secondi mi dice che devono farmi un cesario d'urgenza perché ho la placenta staccata. Io spaventata comincio a capire che i minuti sono vitali, mio marito fuori non sapeva nulla!

 

Mi portano in sala operatoria e cominciano a fare quello che devono. In pochi minuti sento un gemito fortissimo... il mio bambino è vivo! La prima cosa che ho pensato è: "Ce l'ha fatta...!"

 

Mi riportano in stanza e l'indomani mi spiegano che se il mio bimbo e io eravamo vivi era solo un miracolo.

 

Da noi c'é un detto. Quando succedano questi avvenimenti "miracolati" bisogna portare il cero "candelotto" alla Madonna di Montenero!

 

Così ho fatto una volta usciti dall'ospedale.

 

Ora, volessi rimanere ancora incinta e avere un altro bimbo, dovrei calcolare i rischi del parto...

 

Per ora abbiamo solo lui e lo amiamo immensamente... poi si vedrà!

 

di Lisa

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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