storie del parto

Il mio parto... e il mio migliore amico: il water!

Di Nostrofiglio Redazione
5 agosto 2013
La mia gravidanza non è stata proprio il massimo, con nausee sino al parto, perdite ematiche e riposo negli ultimi tre mesi...ma il momento del parto è stato quello che più ricordo con emozione ovviamente, ma anche con tante risate. Negli ultimi mesi la mia preghiera ricorrente era: “Ti prego fai che nel momento della rottura delle acque io non bagni il letto, ti prego, ti prego!”
Era il 27 marzo scorso, le 4 di mattina, 37+4... mi sveglio per la solita pipì notturna, ormai il bagno era diventato il mio amico inseparabile, e dopo ritorno a letto....e poi nuovamente lo stimolo...
Ritorno in bagno e trovo i pantaloni del pigiama un po' bagnati e allora mi dico: ”E' proprio vero che le donne incinta diventano incontinenti...” ma non faccio in tempo a finire la frase che subito SPLASH!
Allora penso...”Oh Dio ci siamo, sono le acque”.....e nuovamente SPLASH! E in quel momento
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mantenendo la calma :”Amoreeeeee ci siamo sto per partorire!”

 

Lo ricordo ancora, mi raggiunge in bagno con un occhio semichiuso, guardandomi di lato come fanno le tartarughe e mi dice “Ma come fai ad esserne sicura?” e a domanda il mio corpo risponde SPASH!!

 

Lui incomincia ad essere un po' nervoso, io faccio la telefonata che aspettavo di fare da una vita: ”Mamma, mi si sono rotte le acque, ci siamo!” e dall'altra una voce squillante di chi ha atteso questa telefonata da una vita “Stiamo arrivando!”.

 

Gli ultimi dieci minuti a casa li ricordo così: io seduta sul water ad assecondare il deflusso delle acque, mio marito avanti e dietro che non faceva altro che minacciarmi di alzarmi da quella tazza così preziosa per me e i miei genitori che cercando di non tradire l'emozione e la preoccupazione continuavano a ripetermi: ”Stai tranquilla andrà tutto bene” ed intanto incominciavano i tic! Eheh.

 

Ci siamo diretti in ospedale io, mio marito e mia madre in una macchina e mio padre nell'altra che ci seguiva e nel frattempo non faceva altro che telefonare e dire: “Accelerateeeeeeee!!” Allora chiamo l'ospedale per avvisare del mio arrivo, io seduta in macchina con un asciugamano sotto il sedere per impedire alle acque di battezzare anche il sedile, giunti sul luogo mi portano con la sedia a rotelle in reparto perché a ogni passo elargivo preziosi liquidi amniotici qua e là. Gli ultimi metri però li ho fatti a piedi e lì, mi giunge la domanda che nessuno vorrebbe sentirsi porgere, soprattutto se in procinto di partorire. L'infermiera mi guarda e mi dice: “Lei è in gravidanza?” cioè capiamoci bene, ho una pancia enorme che sembro una mongolfiera... e tu mi fai questa domanda? Ed io con il mio sorriso migliore:”No, ho ingoiato un cocomero!”, Lei mi guarda e poi mi porta a fare il tracciato, con le contrazioni che si facevano sempre più dolorose, ma io sapevo di dover fare il cesareo, la testa del bambino era enorme, così aveva detto il ginecologo, non ce l'avrei fatta naturalmente.

 

Nelle ultime ore ero imbarazzatissima, lì su quel letto a fare il tracciato, ad ogni contrazione usciva liquido amniotico ed io non riuscivo a fermarlo, e bagnavo tutto...così mi hanno fatto trasferire su un altro letto per continuare il tracciato ed ho bagnato anche quello, alla fine mi dicono di andare in bagno e a me ritorna il sorriso, finalmente il mio caro amico water, finalmente io e lui, lui che non mi ha mai abbandonato!

 

In quel momento sento una ginecologa che dice all'infermiera: ”Allora in che stanza la mettiamo la Signora Rossi?” Ed io: “Lasciatemi quiiiiii!” e loro: “ No signora non può rimanere in bagno tutto il tempo...su forza signora esca esca!”

 

Da quel momento è stata una corsa, mi hanno preparata per il cesareo e mentre chissà come mai mio marito e mio padre si erano allontanati, mentre mi stavano portando in sala operatoria l'unico viso che vedo è quello di mia madre, con gli occhi lucidi e le mani giunte in preghiera. Ci siamo guardate e ci siamo dette tutto. Vi sembrerà strano ma per tutta l'operazione era a lei che pensavo, lei, l'essere che più amo, e il mio pensiero era quello di preghiera. Ero così concentrata a pregare per la mia incolumità e a sentire tutti quei movimenti nella pancia, che quasi mi ero dimenticata, ma a un certo punto vedo una faccina accanto a me avvolta da una stoffa verde...ed io...”Pasqualinoooooo!! No amore non piangere amore mio, sono io la tua mamma!” e magicamente, come tutti mi avevano raccontato, mio figlio smette di piangere, mentre io continuo a baciarlo. Ero diventata mamma! E da quel momento tutto ha avuto un senso, l'amore folle per mio marito, i nove mesi di purgatorio e quella valigia preparata con tanta cura. Se sono una mamma perfetta? Beh non credo, però so che è perfetto mio figlio, e questo a me basta!

 

di Lia

 

(messaggio arrivato per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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