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Il mio parto con induzione: il bimbo non voleva più uscire

di mammenellarete - 26.05.2014 - Scrivici

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Salve a tutti, vorrei raccontarvi la mia storia nella speranza che possa essere di aiuto alle mamme che sono in attesa. Sono una ragazza di 26 anni che adora fare la mamma. Mio figlio è nato un anno fa e al solo pensiero mi viene da piangere per la commozione e da ridere di gioia. Un anno fa, per la prima volta, mi hanno messo tra le braccia un fagottino con due occhioni blu irresistibili: il dolore, la fatica, l'ansia, tutto è passato appena hanno poggiato su di me quel corpicino che per nove mesi avevo solo immaginato… mesi che per me sono stati fantastici.

Durante il parto, ho sempre assecondato le mie esigenze e nel tempo libero ho letto quanto più ho potuto su gravidanza, parto o allattamento. Ero decisa ad arrivare preparata all'incontro più importante della mia vita, e, anche se avevo paura, non mi sono mai lasciata coinvolgere troppo da quell'emozione, che mi avrebbe impedito di godere ogni istante della gravidanza con mio marito.

 

Leggere e fare domande mi ha aiutato molto, anche se poi non è andata come scritto in quelle pagine che mi avevano rassicurata e tenuto compagnia. Mio figlio stava bene nella pancia, non aveva nessuna intenzione di uscire e, una settimana dopo il termine, mi hanno consigliato l'induzione ed è quello che ho fatto (fortunatamente perché il liquido era tinto).

 

(LEGGI ANCHE: Il mio parto oltre il termine)

 

Dopo tre giorni, tre ovuli e la perdita delle acque, mi hanno fatto la flebo di ossitocina: ho iniziato a sentire una contrazione dietro l'altra senza sosta. Facevo avanti e indietro per la sala piena di fili che sbucavano ovunque, dandomi più fastidio delle contrazioni. Dopo un'ora e diverse posizioni per il travaglio, ho deciso di fare l'epidurale. Tranquilla e quasi senza dolore, ho scherzato e ho riso per tutto il tempo fino al fatidico momento delle spinte. Se tornassi indietro rifarei l'epidurale, ma devo ammettere che mi ha impedito di spingere con la forza dovuta e dopo un'ora e mezza di spinte hanno dovuto tagliarmi e aiutare il mio bimbo con la ventosa.

 

Da qui i ricordi diventano confusi, rivedo perfettamente mio figlio e i suoi occhi, l'emozione del padre quando ha tagliato il cordone. Purtroppo però una grave emorragia, ad un certo punto, mi ha fatto tremare ed ho perso anche conoscenza. E' stato questo il rovescio della medaglia dell'induzione e della fatica nel momento finale del parto. Con urgenza hanno richiamato l'ostetrica, che mi ha portato in sala operatoria e che ha fermato l'emorragia. Nonostante questi momenti più difficili, se potessi tornare indietro, rifarei tutto quanto.

 

Una volta a casa com mio figlio e con mio marito, mi sono resa conto di quanto un bambino possa insegnarti. Tu gli dai tutta la tua esperienza, tutto il tuo amore, tutta la tua energia. In cambio ricevi amore incondizionato e la consapevolezza che ogni attimo che passi insieme a lui, vale più di tutto il resto.
Grazie a lui ho migliorato diversi lati del mio carattere, ho iniziato a fare cose che prima non facevo, ho una forza che non credevo di avere e sono tornata bambina! Godetevi ogni attimo con vostro figlio e con vostro marito e vedrete quanta gioia riceverete in cambio!

 

di mamma Alice

 

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