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Il mio parto cesareo: "sembrava che la mia bimba non volesse venire al mondo"

di mammenellarete - 28.07.2014 - Scrivici

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Ciao a tutti, vi racconto la storia del mio parto. Conosco mio marito fin da piccola: da ragazzini siamo vicini di casa, poi lui si trasferisce in un'altra città. All'età di 22 anni lo ritrovo. Dopo vari tentativi di approccio da parte sua, finalmente cedo e ci mettiamo insieme. E' il 2006. A settembre 2011 ci sposiamo. Verso marzo 2012, decidiamo di interrompere la pillola e il 23 aprile 2012 faccio un test, che si rivela positivo. I nove mesi della gravidanza trascorrono senza nessun problema: non ho nausee né dolori… solo un po' di acidità. Il termine della gestazione è previsto per il 31 dicembre 2012, ma io spero che nasca prima. Durante le feste di Natale sono già pronta a soffrire, ma niente. Passano Natale e Capodanno, ma la mia bimba non vuole venire al mondo. Iniziano i monitoraggi, che porto avanti fino al 14 gennaio, data in cui decidono di ricoverarmi per l'induzione. Sono così in ansia, non ce la faccio più ad aspettare. "Poche ore altre" - penso - "e potrò stringere colei che mi dà i calcetti".

Finalmente è il momento! Si comincia. Facciamo la visita dal ginecologo, che mi fa un massaggio, ma non accade niente. Allora opta per il gel: prima dose. Ho dolori forti per sei ore, ma niente dilatazione. Allora il ginecologo prova con un altro gel. Ho altri dolori, tra camminate e vomito, ma pare che non ci sia verso di farmi dilatare.

 

La mia bimba inizia ad avere i battiti accelerati: allora mi attaccano la flebo di ossitocina. Provo il desiderio di fuggire. Ho due ore di dolori interminabili, ma ancora nessuna dilatazione. Un'ostetrica mi rompe il sacco, ma io non ho liquido. Poi con le mani cerca di indurmi la dilatazione, ma non accade nulla. Sento che la mia piccola, dopo 17 ore, sta soffrendo e all'una di notte decidono di farmi il cesareo.

 

Finalmente! Epidurale, taglio e zac! La vedo. E' stupenda. E' un po' verdastra a causa del meconio. Pesa 3,070 kg per 49 cm. Provo un'emozione unica, ma, nonostante ciò, mi faccio prendere dal panico un po' perché "non sento" le gambe e un po' per il dolore che provo.

 

Inizio a vomitare in sala operatoria. Poi però mi fanno un'iniezione che mi tranquillizza. Mi riprendo subito: il post operazione è stupendo e il giorno dopo sono già in piedi.

 

Alla fine è andato tutto bene: l'unica cosa che mi dispiace è stata non avere mio marito accanto e non vedere la sua espressione dopo aver visto per la prima volta sua figlia. Speriamo che succeda con il/la prossimo/a.

 

di mamma Veronica

 

(storia arrivata all'email redazione@nostrofiglio.it)

 

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