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Il corso preparto: mi è proprio servito!

di Viviana - 01.07.2013 - Scrivici

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Cosa mi aspettavo dal mio corso pre parto? Molto! E una volta averlo fatto devo ammettere che mi ha aiutata anche ad affrontare i primi momenti con mia figlia, quando l'ho attaccata al seno la prima volta sapevo perfettamente come fare! Il corso pre parto non era solo respira-spingi. Anzi, devo dire che quella parte non c'è praticamente stata. Questo luogo comune alimentato dai film, porta le persone a pensare che il corso è inutile.

Data prevista per il termine della gravidanza: 21 settembre. Il corso pre parto di solito si fa verso la 32 ma settimana. Io però sono una che non quieta e ho cominciato ad informarmi sul corso pre parto verso inizio maggio. Meno male!

 

Ad agosto i corsi pre parto non erano previsti viste le ferie. Io abito in un piccolo paese, qui l'ospedale non c'è, quello in cui avrei partorito organizzava dei corsi, ma andare lì, in centro città due volte la settimana ad agosto, in treno più autobus col pancione non mi allettava come idea.

 

Io ho contattato il consultorio del mio paese e ho preso informazioni, l'ultimo corso disponibile iniziava a fine maggio e finiva a fine luglio.

 

Loro non erano molto dell'idea di inserirmi nell'elenco visto che non ero a termine gravidanza, mi hanno detto che mi avrebbero inserita se non ci fossero state troppe iscritte.
Però, che altro dovevo fare? Mica era colpa mia se partorivo a settembre e ad agosto i corsi non erano previsti...

 

Ho aspettato ed un bel giorno mi è arrivata la chiamata per il colloquio che precede il corso. Evviva! Ero stata inserita nella lista delle partecipanti!

 

Al colloquio mi hanno fatto domande pratiche per capire come procedeva la mia gravidanza e se c'erano problemi fisici e domande di tipo introspettivo per capire chi ero e cosa mi aspettavo dal corso.

 

Cosa mi aspettavo? Molto! Innanzi tutto che frequentare il corso mi togliesse certi dubbi e certe insicurezze di cui non sapevo con chi parlare visto che non avevo amiche
gravide nel mio stesso periodo e che con la ginecologa si discutono più altri aspetti della gravidanza, non quelli psicologici. E poi mi aspettavo di vedere come altre ragazze affrontavano quel periodo e di capire se ero solo io ad avere certi pensieri.

 

La chiamata per il primo appuntamento è arrivata, con la fortuna che mi contraddistingue il primo incontro sarebbe stato nel giorno in cui per me era fissata l'ecografia morfologica, logico! Così il primo incontro l'ho perso. Sono arrivata al secondo incontro, tutte già si erano presentate e conosciute, che scocciatura!

 

Mi hanno fatta sedere su dei mega cuscini in terra e presentare e poi siamo partiti a parlare di sentimenti, sensazioni, emozioni. Caspita! Il corso pre parto non era solo respira-spingi. Anzi, devo dire che quella parte non c'è praticamente stata. Questo luogo comune alimentato dai film, porta le persone a pensare che il corso è inutile. Tutti dicono: "Tanto quando arrivi lì non ti ricordi quello che ti avevano spiegato di fare". Ed è vero. Ma il bello è che la parte in cui ti spiegano come respirare e quali posizioni adottare durante il travaglio è durata sì e no un 'oretta su dieci lezioni da due ore!

 

Tutto il resto è parlare delle paure che noi abbiamo e scoprire che anche tutte le altre hanno le stesse paure e quindi, sentirsi meno aliene e rilassarsi. Poi si parla dei punti di vista dei mariti ai nostri occhi, nell'incontro a cui partecipano anche i mariti loro espongono i loro veri punti di vista e spesso ciò per le compagne è una sorpresa, perché non è come le donne immaginavano e non serve dire "Io con mio marito ho un buon rapporto ed un ottimo dialogo", perché vengono esposti argomenti a cui è raro che si arrivi a pensare da soli visto che si è al primo figlio e certe cose non le si conoscono proprio.

 

Il corso pre parto mette in luce cose a cui una coppia che non ha figli non aveva mai pensato ed è un bene perché è un ottimo punto di partenza per approfondire anche in privata sede certi argomenti fino allora sconosciuti.

 

Inoltre viene consegnato ad ogni mamma l'elenco di cosa bisogna mettere in valigia a seconda dell'ospedale in cui si partorirà, ogni ospedale ha le sue richieste.

 

Poi ci sono le dritte di cosa mettere in valigia da parte dell'ostetrica. Devo dire che alcune indicazioni dell'ostetrica mi sono servite, come tenere in valigia delle gelatine di frutta per mangiarne qualcuna durante il travaglio che è lungo e fa consumare energie. Tra l'altro andare lì mi faceva sentire come se stessi facendo qualcosa di buono per me e per mia figlia, avevo imparato tante dritte su come star meglio dopo una giornata di gambe gonfie, come farsi passare il mal di testa o, per chi ne soffriva, come curare naturalmente le emorroidi o la stitichezza o lenire il prurito al seno. Dritte su quali abitini comprare per la bimba quando sarebbe nata, qualità, cuciture, etichette, utili, inutili e fastidiosi...

 

Mi hanno dato l'elenco dei pediatri fra cui avrei potuto scegliere una volta nata la piccola, mi hanno spiegato cosa avrebbe dovuto fare mio marito mentre ero all'ospedale con l'agenzia delle entrate per la tessera sanitaria della bimba...

 

Insomma, è stato utilissimo sia per me come donna incinta che per me come neo mamma.

 

Ci hanno anche fatto vedere con una bambola come avremmo dovuto fare il bagno al bimbo, come vestirlo e con dei disegni come attaccarlo al seno correttamente.

 

Poi c'è stata la lezione in cui ci è stato spiegato il travaglio con le sue fasi.

 

Ora sapevo esattamente cosa mi sarei dovuta aspettare e come avrei capito che era il momento di andare all'ospedale.

 

Per il resto tante paranoie non servono, durante il parto le ostetriche ci sono e sono loro stesse che aiutano le donne ad assumere le posizioni a loro più congeniali, non bisogna preoccuparsi di ricordare chissà cosa.

 

Insomma, non mi sono pentita di aver fatto il corso di preparazione al parto, mi ha aiutata anche ad affrontare i primi momenti con mia figlia, quando l'ho attaccata al seno la prima volta sapevo perfettamente come fare.

 

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