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Il cordone ombelicale: la linea della vita

di mammenellarete - 06.03.2009 - Scrivici

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Il cordone ombelicale è quella linea che mette in collegamento diretto il bambino e la sua mamma, perché permette (grazie anche all’aiuto della placenta) di trasferire sostanze nutritive ed ossigeno. È uno dei primi elementi a formarsi, già dal momento in cui il bambino non è ancora feto ed è solo un insieme di cellule blastodermiche. Il suo sviluppo vero e proprio comincia a partire dalla terza settimana di gestazione. È costituito da tre vasi sanguigni, ossia una vena ombelicale e due arterie laterali che hanno un ruolo diverso rispetto al funzionamento delle arterie di una persona adulta. In questo ultimo caso, infatti, le arterie trasportano il sangue al cuore che lo trasmette agli organi. Le vene portano il sangue venoso ricco di anidride carbonica, mentre le arterie hanno il compito di trasportare il sangue ossigenato.

feto

placenta

Questa grande pompa vitale, contiene una sostanza gelatinosa (gelatina di Wharton) che circonda i tre vasi sanguigni da cui, il cordone ombelicale è costituito. Grazie a questa consistenza si evita il rischio che lo stesso cordone possa stringersi. Inizialmente questa sostanza risulta molto fluida, ma con il passare del tempo diventa più compatta ed elastica. Per tale motivo è abbastanza resistente e capace di sopportare anche tra i 5- 6 chili di peso e, soprattutto, i volteggi che il bambino fa nella pancia della mamma. È flessibile e questo permette che non si danneggi, a causa dei movimenti improvvisi del feto stesso.

travaglio

Purtroppo non è possibile valutare preventivamente questa possibilità, ma sarà possibile farlo solo al momento del parto e i medici avranno la premura di consigliare ed attuare (in casi di imprevisti di tal genere), la modalità di parto migliore, anche il taglio cesareo.

Dopo il parto si procede con il taglio del cordone che viene effettuato con delle pinze sterili. L’incisione avviene nella parte finale del cordone ombelicale, parte di pelle di consistenza maggiore che costituirà l’ombelico del piccolo. Il taglio non provoca dolore, né alla mamma e né al bambino e dopo questa piccola operazione, il pezzetto di cordone viene coperto e medicato – verrà medicato anche dopo l’uscita dall’ospedale – e cadrà nei giorni successivi quando sarà secco: quella è la cicatrice che rimane sull’addome di ogni bambino.

Il cordone ombelicale costituisce una fonte di sangue davvero importante che può essere donata ed utilizzata per finalità cliniche: trattare bambini affetti da leucemia e patologie del sangue. Il sangue del cordone ombelicale contiene le cellule staminali, indicate per il rinnovamento permanente delle cellule ematiche. Le cellule staminali posseggono la stessa capacità ha un trapianto di midollo osseo, di trattare alcuni tipi di malattie.
Come avviene la donazione?
Dopo la nascita del bambino, il sangue del cordone viene raccolto e viene (in seguito) effettuata una puntura del cordone, mentre la placenta viene espulsa dall’utero. Se una mamma decide di essere donatrice di cordone ombelicale, al momento del parto si effettuano le analisi del sangue per escludere qualsiasi tipo di malattia trasmissibili per via ematica (AIDS o epatite).

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