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I miei tre tagli cesarei: storia della nostra meravigliosa famiglia

di mammenellarete - 03.02.2014 - Scrivici

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Seguo con interesse la vostra pagina. Spesso commento, a volte ho commentato un filo di acidità, altre volte ho letto domande a cui faticavo a credere…. Ora vorrei raccontarvi la mia normale, magari banale storia di mamma. La storia di come sono nati, con tre tagli cesarei, i miei cuccioli. Avevo 24 anni quando ho scoperto che, desideratissima e velocissima, nel mio ventre ospitavo una vita… Convivevo, tra alti e bassi, già da qualche anno e avevamo deciso che quello

era il momento giusto, neanche pensato che ecco comparire le fatidiche due linee rosse sul test…

 

Tutto perfetto, il lavoro migliore del mondo, il compagno che desideravo e di lì a poco sarei diventata mamma; va da sé che avrei fatto un fantastico parto naturale, l’unico mio timore era che potessi non arrivare in tempo all’ospedale. Cosa abbastanza difficile visto che vivevo a 100 metri dallo stesso.

 

La gravidanza procede bene, si alleviano persino le mie dolorosissime crisi di emicrania, desidero tantissimo una bimba, tanto da scegliere solo il nome femminile e, alla morfologica scopriamo che è proprio così, arriverà Beatrice.

 

Tutto perfetto fuorché il fatto che è podalica. Va beh, penso, si girerà. C’è tempo…

 

Il tempo passa, faccio il corso di preparazione al parto, metto giusti giusti 12 kg a fine gravidanza, ma lei non si gira.

 

Delusissima accetto per forza di cose il cesareo programmato. Mi fa molta paura, scelgo l’anestesia spinale, almeno voglio sentire il suo primo vagito!

 

Arriva il 17 gennaio 2002, andiamo in ospedale, mi preparano, l’attesa è lunga. L’anestesista ritarda a causa di un’urgenza ma ecco che finalmente (grazie ad una equipe fantastica, anestesista, aiuto, ostetrica, il mio ginecologo di fiducia che ha aspettato finché non ho partorito e la sua collega) alle 15.05 ho tra le braccia l’esserino più fantastico che si sia mai visto. Mia figlia! Me l’appoggiano sul petto, piango. Le dico “ciao amore mio”.Per un attimo lei smette di piangere, poi ricomincia. Me la portano via per i controlli di rito. E' perfetta. Beatric,e Kg 3, 150 di amore puro….

 

Credo che sia tutto fantastico: non ho dolore, lei è nata, sta bene…

 

Passa circa un’ora, l’anestesia passa e il dolore arriva, l’utero non si contrae, la ginecologa e le ostetriche continuano a schiacciarmi la pancia per stimolare le contrazioni che devono esserci affinché l’utero si ripulisca completamente. Schiacciano e la ferita fresca fa un male terribile… il giorno dopo anche peggio…. E chi se lo aspettava che un cesareo facesse tanto male? Ma lei è fantastica, si attacca subito bene al seno e prima di essere dimessa ho già la montata lattea.

 

Il tempo passa, le cose a casa si incrinano, litigi. Lascio il lavoro che adoro, ma le cose non si sistemano. Cambiamo casa, ma nulla si aggiusta.

 

Così io e Beatrice diventiamo da sole una famiglia… ma il mio desiderio di essere ancora mamma non passa.

 

La mia piccola aveva sette anni quando mi presenta il suo amico (da cui va a comprare il gelato con la nonna uscita dalla scuola materna). Beh, direi che la piccola ci ha visto giusto.

 

Passano altri due anni e il suo amico viene a vivere a casa nostra, sono nuovamente innamorata e felice; desideriamo subito un bimbo, ci mettiamo all’opera ma a giugno il primo aborto spontaneo. Tanta tristezza, ma non perdiamo la speranza.

 

Ad ottobre il secondo aborto spontaneo… che delusione, quanta amarezza…

 

Decidiamo di non pensarci per un po’, di fare l’amore solo perché ci amiamo e basta…

 

A dicembre non sto bene, la mia emicrania è folle, vomito in continuazione, ho un ritardo e decido di fare il test, giusto per sapere se posso o meno fare la mia iniezione di antidolorifico.

 

Il test è positivo, ma non mi illudo, ripongo nel cassetto siringa e antidolorifico e vado a fare un prelievo per le beta. Il giorno dopo pure… crescono, aumentano. C’è, c’è davvero… questa volta la gravidanza mi dà qualche problema, emicrania e vomito continui, poi problemi di sciatica, poi un aumento di peso pazzesco (25 kg a fine gravidanza), ma il bimbo cresce bene.

 

Desidero un’altra bimba ma, dicono, ho la pancia da maschio; arriviamo alla morfologica….è una bimba!!! Felicità all’ennesima potenza. Voglio un nome con la B… come la sorella e, contro tutti, decidiamo di chiamarla Belinda. Mi dicono che essendo passati tanti anni dal cesareo, se voglio posso fare un parto naturale. Evviva! Ma si vede che il destino non è quello, anche lei è podalica! Arrivo a fine gravidanza (senza aver mai smesso di lavorare) che ho le sembianze di una mongolfiera, non mi entrano nemmeno le ciabatte di mio marito…

 

Cesareo programmato per il 29 Luglio 2010…

 

Va tutto benissimo, partorisco nello stesso ospedale in cui è nata Beatrice. Anche questa volta equipe fantastica, tutti mi coccolano e mi rassicurano (nonostante un temporale abbia fatto saltare la corrente in tutto l’ospedale e ciò non mi abbia certo tranquillizzata). Anche questa volta scelgo la spinale…

 

Ore 11.15: viene al mondo la mia super monellina, uguale a mio marito, piccola (oramai ero abituata ad una figlia di altre dimensioni) Kg 3.150, fantastica e perfetta.

 

Anche qui passa l’anestesia e arriva il dolore. I giorni successivi sono terribili, ho dolori pazzeschi, pancia piena di aria, male assurdo, Belinda piange sempre…. Giorno e notte, non riesco a riposare, la ferita fa male…

 

Torniamo a casa e lei non cambia abitudini, fortunatamente ho latte in abbondanza e l’attacco spesso, fa sonnellini di mezz’ora al massimo sia di giorno che di notte, passiamo mesi veramente duri, due lavori in proprio che cominciano a subire duramente la crisi, non ho possibilità di stare a casa, facciamo i turni il giorno per stare con lei e la notte pure, non dormo mai, lei piange in continuazione, ma in compenso cresce bene.

 

A marzo arriva il capoparto, ad aprile un ciclo leggero ed irregolare (e Belinda piange sempre, non dorme mai….) a maggio non arriva il ciclo, ma sto tranquilla: si sa che i primi mesi in cui torna il ciclo nulla è regolare.

 

Un giorno mi alzo e ho una nausea strana, un fulmine mi attraversa la mente: ma no, dai, arriveranno…

 

Il pensiero però non mi abbandona tutto il giorno.

 

Va beh, compro un test senza dir nulla ad anima viva, lo faccio e mi tolgo il pensiero.

 

Torno a casa stranamente insieme a mio marito, gli chiedo di tenere Belinda che vado in bagno: ommmmiodddddiiiiioooooo! Due linee, ma come? Due linee! Incredula prendo il test e vado in cucina, lo mostro a Ivo… Lui mi guarda con sguardo di terrore e mi dice: "Come facciamo… dai usciamo a cena”. Eh già, come faremo…

 

Va beh, in qualche modo si farà!

 

Tutti accolgono la notizia felici, ma visibilmente preoccupati.

 

Fortunatamente la gravidanza scorre senza alcun problema, la ginecologa (questa volta al consultorio, tutto gratuito, assistenza fantastica persone splendide. Ad averlo saputo prima...) mi consiglia, dato il cesareo recente, di stare a casa subito dal lavoro, ma il lavoro è il mio e non si può….

 

Andiamo a fare il bitest a 13 settimane e già si vede il sesso: arriverà un ometto!!! Beffa, lui è cefalico, ma ovviamente con due cesarei precedenti di cui uno solo 18 mesi prima non si rischia nemmeno per sogno, programmiamo il terzo cesareo!

 

Arrivo in ospedale la mattina del 20 gennaio 2012 con una crisi di emicrania e vomito delle mie, l’anestesista mi sconsiglia vivamente la spinale (che ha come effetto collaterale proprio il mal di testa), quindi mio malgrado e terrorizzata seguo il consiglio, anestesia totale….

 

Mi sveglio completamente rintronata, non capisco nulla, non riesco a svegliarmi bene, non so dove sono, so solo che ho un male terribile e che non so chi me l’ha fatto fare di fare un altro figlio.

 

Lui, piccolino, ha preso un po’ di anestesia ed è nato in crisi respiratoria. Non lo vedo fino al pomeriggio e poi eccolo Federico, Kg 3180 e tantissimi capelli…

 

Ora siamo in cinque in famiglia, certo non si arriva alla fine del mese, si lavora tanto, le preoccupazioni sono infinite, la fatica pure; ho mollato la mia attività e lavoro part time in un’impresa di pulizie, sto con loro il pomeriggio, siamo una grande famiglia umile ma serena, ricca d’amore, di caos, di lavatrici da fare, di succo di frutta sparso in giro, di fracasso e urla, ma non cambierei nemmeno una virgola della meraviglia che ho intorno…

 

Un uomo meraviglioso che ci ama, Beatrice che sta diventando donna, Belinda che finalmente dorme (quasi) tutta la notte, Federico che è la nostra piccola mascotte… Insomma, una grande, normale, meravigliosa famiglia!

 

di mamma Manu

 

(Storia arrivata sulla nostra pagina facebook)

 

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