Home Storie Storie del parto

I miei due parti naturali dopo un cesareo

di mammenellarete - 27.05.2014 - Scrivici

papa-e-fratellini.180x120
Ciao a tutte, sono Silvia, ho 28 anni e sono di Mantova... La mia storia da mamma comincia nell'aprile del 2007 quando finalmente il test di gravidanza risultò positivo... Cominciai ad andare da una ginecologa di Mantova consigliata da un'amica... I primi mesi la gravidanza andava molto bene: niente nausee,

niente perdite... insomma, tutto nella norma. Ma la dottoressa non mi piaceva moltissimo, era molto distaccata e a volte anche un po' antipatica.

 

Comunque a 20 settimane, durante la morfologica che ho fatto in ospedale mi hanno detto: "E' un maschietto sano, ma un po' piccolino". Non potevo pensare che quella parola "piccolino" mi avrebbe portato a tanta "sofferenza".

 

Passa un mesetto e vado al controllo di routine dalla mia ginecologa e mentre mi fa l'eco ecco sentirle pronunciare alcune delle parole che terrorizzano di più una futura mamma: "Silvia, ti vorrei ricoverare perché il bimbo cresce davvero poco".

 

Io scoppio in lacrime e una cosa che non mi sarei mai aspettata è stata l'umanità che la mia ginecologa ha dimostrato in quel momento: mi ha consolata e ha ascoltato le mie paure come mai aveva fatto prima. Abbiamo insieme deciso di non passare al ricovero, ma sarei stata a casa, a riposo e avrei fatto un'eco di controllo della crescita ogni 15 giorni...

 

Il bimbo "Dylan" cresceva poco ma cresceva, fino all'eco del 14 novembre 2007. Hanno dovuto per forza ricoverarmi perché la crescita si era bloccata, addirittura Dylan era fermo alla 32esima settimana mentre io ero alla 35esima. Mi hanno fatto tantissimi esami, 4 volte al giorno monitoraggio, esami del sangue ogni mattina, pressione 4/5 volte al giorno fino a quando il 19 di novembre, mi comunicano che il peso stimato di Dylan era circa 1,5/1,6 kg e che il giorno dopo avrebbero eseguito un taglio cesareo (in quel momento non ho pensato subito alla delusione di non avere un parto naturale ma pensavo piuttosto al mio piccolino che probabilmente sarebbe stato in terapia intensiva e che non avrei potuto tenerlo in braccio).

 

Il giorno dopo, il 20 novembre (tra l'altro è il mio compleanno), aspetto con ansia che vengano a prendermi per l'intervento, ma NIENTE. Mi comunicano che ci sono state delle emergenze e che quindi passo al giorno dopo.

 

La mattina seguente entro in sala operatoria alle 11 circa, mi addormentano.. .al risveglio vuota e piena di dolore mi comunicano che Dylan è nato alle 11:43 sano, pesa 2 kg ma per sicurezza lo dovranno tenere per un po' in TIN.

 

E' stato orribile, l'ho potuto vedere solo in fotografia. Comunque il 22 novembre ci comunicano che sta benissimo, è solo piccolino e che nel pomeriggio me l'avrebbero portato in ostetricia al nido con gli altri bimbi. E così è stato...

 

Passarono i giorni e sempre di più la mia mente si accorgeva che quel taglio cesareo oltre ad avermi fatto un male fisico, mi aveva lacerato anche la "mente"... E il colpo di grazia l'ho ricevuto nel 2011. A gennaio scoprii di essere incinta e la prima cosa che dissi è stata: "Avrò o meglio avremo il nostro parto naturale". Purtroppo a 8+6 settimane non c'era più battito e io mi sono sentita letteralmente morire.

 

Il giorno dopo mi hanno fatto il raschiamento e ricordo ancora le mie parole "NON MI SENTO NEANCHE UNA DONNA.CHE RAZZA DI DONNA SONO SE NON RIESCO AD AVERE UN PARTO NATURALE E IN PIU' HO PERSO ANCHE IL MIO BIMBO?"

 

L'unica cosa che mi ha davvero aiutata è stato il sorriso di Dylan che all'epoca aveva 3 anni. Il suo sorriso e i suoi occhi mi hanno letteralmente fatto andare avanti. (LEGGI ANCHE: Il mio parto felice dopo tante interruzioni di gravidanza)

 

A ottobre 2011 finalmente il test era di nuovo positivo. Ero terrorizzata, ma la mia ginecologa come in passato mi ha aiutata ed è stata disponibile ad ogni mia domanda e richiesta. Io dissi subito che se la gravidanza fosse andata bene avrei provato il VBAC, il parto naturale dopo un cesareo. Lei mi chiese solamente: "Sei sicura?" "SI" risposi.

 

E' stata una gravidanza perfetta fino alla fine. Le ultime settimane sono state davvero pesanti (avevo una panciona enorme). Qui siamo in zona terremotata quindi ho vissuto le ultime settimane di gravidanza nell'incubo.

 

Lunedì 18 giugno è stata una giornata come le altre, ma la notte, intorno alle 2, mi sveglio con dei dolori tipo mestruali, ogni 10 minuti circa.

 

Decido di farmi la doccia, i doloretti continuano, così intorno alle 4, andiamo all'ospedale.

 

Mi mandano in sala parto e mi attaccano subito al monitor. Mi fanno le domande del caso e mi fanno firmare le carte per il travaglio di prova. Ero dilatata di un solo cm e la strada era ancora lunghissima.

 

Mi hanno messa in reparto, ho fatto colazione, ho pranzato, ho camminato quasi tutto il pomeriggio alternando le camminate alle visite e ai monitor. Alle 19 si cena e alle 19:30 ci sono le visite. Esco in sala d'aspetto dalla mia famiglia e dal mio primo figlio che non vedeva l'ora di vedere il fratellino. E qualcosa cambia, tutto ad un tratto i dolori erano decisamente più forti. Ricordo mia mamma che mi ha detto: "So cosa stai provando, se ti può essere d'aiuto puoi anche mordermi". In quel momento passa un'ostetrica che mi vede e mi porta in sala parto, ma la situazione sembra essere cambiata di poco: 2 cm di dilatazione e il collo dell'utero non ancora appianato. Mi mandano a riposare fino alle 21:30, poi di nuovo in sala parto (TUTTO QUESTO SOLA PERCHE' MIO MARITO L 'HANNO MANDATO A CASA VISTO CHE NON ERO ANCORA IN TRAVAGLIO VERO E PROPRIO).

 

Mi hanno fatto una puntura per ammorbidire il collo dell'utero e mi hanno fatto fare una bella doccia calda per un'oretta. E lì sono cominciate le contrazioni VERE... contrazioni di un minuto ogni 4/5 minuti. Ero sola nel bagno assistito, cosi ho fatto l'unica cosa che sapevo mi avrebbe un po' distratta: ho preso il cellulare, ho aperto il riproduttore di musica e ho ascoltato quasi all'infinito "someone like you" di Adele (non scorderò mai quell'ora). A ogni contrazione cantavo a denti stretti per cercare di non pensare al dolore e vi giuro mi ha aiutato tantissimo (penso che non scorderò mai quei momenti). Pi mi hanno rivisitata: 3 cm con il collo dell'utero ben appianato. A quel punto la ginecologa di turno ha iniziato a dirmi che dovevo fare l'epidurale perché in caso di TC precedente aiuta molto. Io non la volevo, ero terrorizzata dall'ago, ma alla fine, spaventata e piena di dolore, mi sono fatta convincere a farla. L' anestesista che tanto si vantava di essere brava, mi ha bucata 8 volte, ma per fortuna è un dolorino sopportabile. Poi all'inserimento del catetere non posso negare di aver "urlato". Diciamo pure che è un bel fastidio, ho sentito una scossa lungo la gamba destra e al rene destro... poi il farmaco dato in dose leggera perché non ero ancora di 4/5c m e poi.. le farfalline che volavano sul soffitto... Scherzi a parte, non sentivo più dolore stavo bene...

 

Mi spengono le luci per dormire un po', ma dopo 20 minuti ho dei dolori fortissimi. Ho suonato il campanello. Arriva l'ostetrica e le dico che devo far pipì e che il dolore è tornato. Mi accompagna al bagno e appena abbasso gli slip: PAURAAA!! Perso il tappo mucoso. Mi riaccompagna sul letto, mi visita e con mia gran sorpresa ero di 4 cm abbondanti e mi fanno la dose piena di epidurale e finalmente mi danno il permesso d chiamare mio marito che in meno di mezz'ora è al mio fianco... giusto in tempo per un'altra visita. E con mio enorme stupore ero di 10 cm! Ero incredula: in un'ora mi ero dilatata completamente senza provare dolore. Mi aggiustano il letto per cominciare a spingere e qui inizia il vero dolore. Le prime spinte non le sentivo nemmeno, ma poi PANICO. Ad ogni spinta urlavo come mai avrei pensato di poter urlare. Non avrei mai pensato di poter avere tanta voce e tanta forza. Ho spinto per più di 3 ore perché la testa di Nathan era ancora alta. Ricordo che durante le ultime spinte tra una contrazione e l'altra mi addormentavo da tanto che ero sfinita. Ma dovevo farcela...

 

Poi ad un tratto SENTO uscire la testa e senza pensarci ho spinto con tutte le mie forze. Ed eccolo lì, Nathan, nato alle ore 5:40 del 20 giugno...

 

Gli occhi lucidi di mio marito...

 

Io piangevo e chiedevo se stava bene e dicevo: "Ce l'ho fatta, ce l'ho fatta"...

 

Quando me l'hanno messo sul petto...

 

NON CI SONO PAROLE PER DESCRIVERE QUEL MOMENTO...

 

I suoi occhi, le sue manine, il suo odore, è tutto impresso nella mia mente...

 

Luca (mio marito) è andato con un'infermiera e il piccolino a fare il primo bagnetto e a pesarlo. Intanto mi fanno uscire la placenta e mi danno 4 punti interni...e quando Luca torna da me mi dice che pesa kg 3 e 120 grammi e misura 50 cm. Poi me lo attaccano al seno. Era già affamato...

 

Alle 8:30 ero già in camera con il mio piccolino.... Non vedevo l'ora che Dylan potesse vedere il suo fratellino. E alla sera, durante l'ora di visita, arriva con un coniglietto bianco per Nathan. E' stato tutto bellissimo, come volevo.

 

Dylan ama suo fratello incondizionatamente, non potevo chiedere di più...

 

L'unica cosa che rimpiango è il fatto di non aver fatto entrare mio marito da subito con me in sala parto....

 

Poi il 20 giugno 2013, esattamente un anno dopo il mio vbac...è il primo compleanno di Nathan, il mio primo vbac e faccio il test di gravidanza: positivo....

 

Ricomincia tutto il viaggio, tutto il bagaglio di emozioni ancora una volta sulle spalle...

 

Tutte le mie paure vengono a ribussare alla porta, dall'aborto di due anni prima, la paura di dover affrontare chissà quale parto...

 

Ma a fine luglio, la prima ecografia e il cuore esplode di gioia! Va tutto bene e la ddp è il 3 marzo 2014...

 

La gravidanza si svolge da manuale: tutto alla perfezione. Ad ottobre alla morfologica scopriamo che arriverà il nostro terzo maschietto e che tutto procede bene...

 

A dicembre l'ultima ecografia. La ginecologa mi riferisce che il bimbo è un po' piccolino, ma nulla di grave e che tutto comunque procede benissimo... a questo punto finite tutte le ecografie restano gli esami degli ultimi due mesi. E a 36 settimane, per non sbarrarmi completamente la strada, faccio anche il colloquio e gli eventuali esami che potrebbero servire se scegliessi di fare l'epidurale.

 

E' tutto a posto, ora bisogna solo aspettare...

 

A 39 settimane inizio ad agitarmi perché sento solo stanchezza e nient'altro, nemmeno mezza contrazione e ammetto che mi ero demoralizzata parecchio perché ero davvero convinta di partorire prima dell'altra volta...

 

Arriviamo a 39+4 e le contrazioni preparatorie iniziano a farsi sentire, soprattutto di notte. Però alle 4 magicamente scompaiono e via così fino a 40 settimane (lunedi 3 marzo 2014)...

 

Al mattino mi sveglio presto come al solito, però diversamente dalle altre mattine ogni tanto spunta una contrazione che mi fa venire molto male alla schiena. Sono stanca molto più del solito...

 

Al pomeriggio decido di farmi una doccia per rilassarmi, ma ne esco più stanca di prima. Decido di mettermi a letto e con me c'è qualche contrazione che va e viene ma niente di regolare...

 

Attorno alle 19. qualcosa inizia a cambiare. Le contrazioni iniziano a farsi un po' più dolorose, durano 50 secondi e sono circa ogni 7 minuti. Vado avanti così per circa 2 ore e grazie al parere di un paio di ostetriche (grazie Virginia) decido di andare a fare un controllino in ospedale visto che comunque è un terzo figlio. Se per caso fosse stato troppo presto, me ne sarei tornata a casa...

 

Alle 23 siamo in ospedale, mi fanno il solito tracciato che rileva qualche contrazione irregolare, poi ecografia e visita, ma nulla. La ginecologa di turno mi dice che ho il collo dell'utero morbidissimo, ma ancora non appianato e zero dilatazione. Quindi ci manda a casa.

 

Alle 24:30 siamo a casa. Io sono un po' demoralizzata dal fatto che ancora non fosse iniziato nulla, però noto con piacere che le contrazioni non sono scomparse, anzi tendono ad aumentare d'intensità.

 

Vado in bagno e nell'assorbente noto subito di aver perso il tappo mucoso. Con molta felicità lo comunico a mio marito...

 

Mi bevo un tè caldo e provo ad andare a dormire, ma niente da fare... il dolore inizia ad essere davvero forte e davvero ravvicinato. Alle 2 mi alzo perché non riesco assolutamente a stare coricata. Vado a svegliare mia mamma e mi faccio accompagnare al bagno. Noto con gran sorpresa che l'assorbente è pieno di sangue misto muco...Le contrazioni sono sempre più dolorose e sono ogni 4 minuti. Non ce la faccio più a starmene in silenzio...

 

Sveglio mio marito che vedendo quanto sto male si veste di corsa e mi porta subito in ospedale...

 

Arrivati al pronto soccorso ci mandano subito in sala parto e l'infermiera mi chiede se voglio la sedia a rotelle perché mi vede abbastanza provata. Ma mi rifiuto perché voglio camminare, questa volta voglio fare a modo mio...

 

Sono le 3:30 di notte, prendiamo l'ascensore e mentre saliamo mi sento un forte stimolo di fare la pipì. E rompo le acque...

 

Arriviamo in reparto: l'ostetrica è la stessa che mi ha accolta prima (ed è la stessa che mi ha fatto partorire nel 2012 e con cui mi ero trovata molto bene a differenza del resto del personale)... Mi fa un controllo veloce e sono di 3/4 cm. Mi fa quindi accomodare in sala parto. Mi attacca al monitor e mi fa scegliere la posizione a me più comoda. Decido così di stare in piedi. Nel frattempo arriva anche mio marito...

 

Vengo seguita anche da due studentesse di ostetricia che si rivelano essere preziosissime e gentilissime, mi hanno massaggiato la schiena, mi tenevano la mano o semplicemente avevano una parola di conforto quando credevo di non farcela... hanno creato un'atmosfera stupenda: luci soffuse, mio marito che mi massaggiava la schiena. Mi ha letteralmente sorretto negli attimi di maggior dolore, mi stringeva la mano ancora prima che gliela chiedessi. Se mi faceva star meglio, venivo incitata ad urlare. Ricordo di aver bevuto tanta, tanta acqua. Tra una contrazione e l'altra c'era il tempo di scambiare 2 parole tanto per farmi rilassare.

 

Poi attorno alle 6 inizio a perdere il controllo, il dolore è fortissimo ed inizio a respirare male. Urlare non mi aiuta più, anzi, mi fa provare più dolore. Non mi aiuta più nulla, avevo un sonno terrificante. Ho rischiato un paio di volte di cadere perché mi addormentavo...

 

All'ennesima contrazione grido che voglio l'epidurale. Grido di visitarmi perché voglio sapere a che punto sono... mi corico e con la visita mi dicono che sono a 6/7 cm...

 

Io sono esausta, il dolore non mi fa ragionare. L'ostetrica continua a dirmi: "Silvia devi restare lucida, devi respirare" ma io non sentivo più nulla se non il dolore....

 

Mi portano anche una borsa dell'acqua calda d'appoggiare alla schiena, ma ormai il dolore è talmente forte che non conta nulla...

 

Cambio posizione, mi metto seduta sulla punta del letto con i piedi puntati a terra... l'anestesista non arriva, io grido, grido con tutta me stessa..

 

Alle 6:50 le ostetriche hanno il cambio turno. Arrivano quelle nuove, anche loro gentilissime e bravissime. Alle 7 arriva l'anestesista che chiede all'ostetrica di visitarmi, ricordo ancora quelle parole: "Tesoro sei a 10 cm e sento la testa" e l'anestesista che risponde: "Bene cara, allora io per te non posso fare nulla, arrivederci e tanti auguri"...

 

Preparano subito il letto (diverso da quello dello scorso parto), questa volta ho i piedi che puntano verso l'alto, il sedere in un "buco"... inizio a piangere, ho paura. Il ricordo delle 3 ore di spinte del parto precedente prende il sopravvento...

 

L'ostetrica mi consola immediatamente dicendomi che questa volta avrei fatto molto prima....

 

Poi si gira per mettersi i guanti sterili e a me arriva una contrazione. Questa volta al contrario del parto precedente sento che la spinta è una liberazione. Così spingo, spingo con tutta me stessa e NASCE.... talmente veloce, talmente inaspettato che restiamo tutti di stucco. Non sono nemmeno riusciti a prenderlo da gran veloce che è uscito... è nato in quella conca (scusate ma non conosco i nomi esatti) che avevo sotto il sedere....

 

io non capivo nulla ero frastornata per non dire scioccata...

 

Mio marito piangendo continuava a ripetermi: "E' nato, è gia nato".....

 

poi il momento più bello, lui tra le mie braccia...ovviamente amore a prima vista...

 

Il secondamento è stato diverso dall'altra volta: la placenta era ancora alta e non riusciva a scendere perché avevo la vescica piena. Così mi hanno messo un catetere per farmela fare (100 ml ricordo... mi ha comportato un paio di giorni di bruciore nel fare la pipì). Una volta fatta la pipì con un paio di spinte la placenta è scesa completamente integra...

 

Ho avuto una piccolissima lacerazione interna (2 punti)...

 

Una volta che mi hanno sistemata, mi hanno fatto una puntura intramuscolare e una flebo per reintegrare i liquidi... poi mi hanno portato il piccolo Ryan e l'hanno lasciato lì con noi per un'oretta...

 

Attorno alle 9 stavo già andando in camera, felice, contenta ,soddisfatta ed emozionata per avercela fatta con le mie forze...

 

Ringrazio il Signore, il destino o qualunque causa di forza maggiore abbia trattenuto l'anestesista dal venire da me perché ora lo posso dire, posso dire di aver avuto un parto naturale, il parto che davvero desideravo, travaglio in piedi o in qualunque posizione io volessi e fase espulsiva velocissima ma soprattutto personale sanitario UMANO.

 

GRAZIE A CHIUNQUE ABBIA CONTRIBUITO A FARMI VIVERE QUEST ESPERIENZA AL MEGLIO

 

NON LO SCORDERO' MAI...

 

Dylan 2007

 

Nathan 2012

 

Ryan 2014

 

di Silvia

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

Ti potrebbe interessare:

 

 

Le vostre storie del forum

 

Anche tu aspetti un bambino? Ti potrebbero interessare gli articoli sulla Gravidanza di nostrofiglio.it

 

articoli correlati