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I bimbi prematuri sono guerrieri

di mammenellarete - 17.06.2014 - Scrivici

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Scrivo la storia della mia gravidanza e della nascita di mia figlia Camilla, nata prematura e di basso peso l'8 luglio 2012. Sono alla 32esima settimana, quando mi viene diagnosticata la gestosi, con pressione alta e proteine nelle urine. Vengo ricoverata e resto una settimana sotto terapia per fare in modo che si abbassi la pressione. Una mattina mi fanno una eco per i flussi e notano una pallina sul cordone ombelicale ad un centimetro dall'ombelico della mia bimba. Il ginecologo pensa sia ernia e mi consiglia di partorire in una struttura dove, appena nata, la mia bimba può essere operata. Dopo due giorni mi viene a chiamare in stanza e mi dice che, dopo aver studiato l'eco ed essersi consultato col collega, secondo lui non è ernia, ma è un angiomixoma funicolare (tumore) che non fa arrivare i flussi correttamente alla bambina, che è infatti è piccola per l'età gestazione.


Mi tranquillizza dicendo che, una volta tagliato il cordone, non succede nulla. Mi rimandano a casa. Una notte verso le 2 inizio ad avere dolori fortissimi al petto e alla schiena. Avendo mangiato un po' pesante, penso di non aver digerito o che sia acidità. Il Malox non mi aiuta. Prendo il Buscopan: niente!

 

Ho dolori sempre più forti e continui. Alle 6 sveglio mio marito e lo obbligo a portarmi al pronto soccorso. "Magari mi fanno una flebo e stop!" - penso, immaginando una gastrite! Usciamo di casa solo con la cartelletta. Intanto vomito liquidi, non avendo mangiato nulla.

 

Al pronto soccorso mi misurano la pressione ed è 170/110, a casa era più bassa. Mi tengono lì ad aspettare gli esiti degli esami e intanto fanno una eco: fortunatamente la bimba sta bene. Io ho sempre dolori molto forti. Alla fine mi ricoverano, perché la pressione è alta e la gestosi avanza. Decidono perciò che in settimana avrò Camilla!

 

Sono a 34+5 e sono preoccupata. Verso mezzogiorno mi sento male di nuovo e lì mi dicono di non mangiare né di bere niente! Mando a casa mio marito a pranzare. Dopo un po' di tempo mi chiama dicendo che sta mangiando, e proprio in quel momento arriva l'infermiera a dirmi che entro sera mi faranno il tc, perché la bambina "sta meglio fuori che dentro", con me in quelle condizioni.

 

Io scoppio a piangere, richiamo mio marito, che torna con la borsa per la bimba e per me. Alle 18.53 nasce Camilla con un peso di 1 kg e 580, per 39 cm. Non me la fanno vedere, la portano subito in terapia intensiva! In seguito non la vedo per tre giorni e sto malissimo.

 

E' stata ricoverata un mese esatto, poi l'hanno dimessa. Ora ha quasi due anni ed è il ritratto della salute, ma quello dopo la sua nascita è stato il mese più brutto della nostra vita. Ogni volta che aprivo la porta della Tin, avevo il terrore di ricevere brutte notizie. Invece lei è stata una guerriera fin da subito.

 

Loro, i bimbi prematuri, sono guerrieri! Hanno una forza e una voglia di vivere superiore alla norma! Mai dimenticherò i brutti momenti che abbiamo passato e ogni giorno ci penso, ma poi la guardo e mi ripeto che è tutto passato! Grazie a Dio!

 

di mamma Sabry

 

(storia arrivata sulla pagina facebook di Nostrofiglio.it)

 

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