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Ho sconfitto la depressione e sono rinata. Grazie Gemma!

di mammenellarete - 01.10.2015 - Scrivici

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Fonte: Alamy.com
Quando scoprii di aspettare la mia seconda bimba, ero in cura a causa di una sindrome ansioso/depressiva . Avevo continui attacchi di panico e avevo perso peso. Affrontai i nove mesi in uno stato psicologico devastante, riuscii a mala pena a ingrassare di 8 chili in 9 mesi. Ma la piccola Gemma, quando venne alla luce, fu il mio raggio di sole

Quando scoprii di aspettare il mio secondo figlio, ero in cura a causa di una sindrome ansioso/depressiva. Questa patologia mi portava ad avere continui attacchi di panico. Infatti stavo male sia fisicamente che mentalmente.

 

Avevo perso peso: l'appetito era quasi scomparso del tutto e vivevo isolata perché avevo paura di uscire. Le persone a me vicine non capivano il motivo del mio comportamento e di conseguenza non facevano altro che aumentare i miei sensi di colpa. Sì, quei maledetti sensi di colpa che questa malattia ti provoca.

 

Ad un certo punto decisi di prendere in mano la situazione. Lo feci soprattutto per la mia prima figlia che all'epoca aveva solo due anni. Intrapresi un percorso di psicoterapia associato a una cura farmacologica prescritta da uno specialista.

 

Tutto migliorò piano piano, arrivai infine dopo circa due anni a riprendere in mano finalmente la mia vita! Finché si presentò il test con le due temutissime lineette! Positivo! Ero incinta! Panico. "E ora?", pensai.

 

Il mio primo pensiero andò subito al bimbo che aspettavo. Dato che prendevo dei farmaci avevo paura di nuocere al futuro nascituro. Chiamai subito gli specialisti che mi avevano in cura, i quali mi rassicurarono. In accordo con loro interpellai il Centro Farmaci in Gravidanza dell'ospedale di Bergamo.

 

Il farmaco che prendevo fortunatamente non era nocivo perché, oltre ad essere di "basso dosaggio", non passava dalla placenta, quindi non andava direttamente al feto. La gravidanza proseguì, la bimba stava bene ma io no... Purtroppo, così come durante la prima gravidanza, soffrii di forti nausee ed ebbi vomito continuo.

 

Affrontai i nove mesi in uno stato psicologico devastante, riuscii a mala pena a ingrassare 8 chili in 9 mesi. Il 9 febbraio del 2011, alle 21.26 e dopo neanche 2 ore di travaglio, venne alla luce il mio raggio di sole: Gemma (3 chili e 850 grammi x 53 centimetri).

 

Era bellissima, bionda, con due occhioni color cielo. Da quel momento in poi sono rinata sia come mamma sia come persona. Grazie a lei ora sono una persona nuova, più forte, sicura di sé e indipendente. Il mio consiglio in questo caso è di affidarsi a persone competenti o a degli specialisti, perché questa malattia, per quanto non visibile, non va sottovalutata.

 

La mia storia vuole essere di esempio a chi sta affrontando questa battaglia, per far capire che si può guarire. Una volta sconfitto questo brutto male, la vita appare più bella.

 

Non bisogna arrendersi mai, c'è sempre una luce in fondo al tunnel e la mia si chiama Gemma! Voglio ringraziare con tutto il cuore mio marito che in questo lungo e tortuoso viaggio non mi ha mai abbandonato. Lui ha camminato al mio fianco sostenendomi in ogni mio progresso e sorreggendomi ad ogni mia caduta. E voglio ringraziare la mia prima meravigliosa bimba che mi ha dato la forza di combattere. Un abbraccio a tutte le mamme e a quelle che lo diventeranno.

 

di Chiara

 

(storia arrivata all'email della redazione)

 

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