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Ho 17 anni e non sapevo di essere incinta

di mammenellarete - 20.04.2023 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Ho 17 anni e non sapevo di essere incinta. L'ho scoperto poco prima di partorire... è un maschietto sano e robusto. Lui mi sostiene e mi dà la forza

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Ho 17 anni e non sapevo di essere incinta

Ho 17 anni e non sapevo di essere incinta.
Tutto iniziò il 7 febbraio 2020 quando alle 4:30 di notte è nato il mio amore Salvatore da una gravidanza sconosciuta.
Quattro anni fa ho conosciuto il papà di mio figlio, ci siamo piaciuti fin da subito, dopo un anno ci siamo fidanzati.
Nel giugno 2019 lui parti per tornare in Colombia.
Ad ottobre poco dopo il mio compleanno, sono svenuta qualche volta, feci delle visite ma mi dissero che era per via del cambiamento di temperatura e per la pressione alta.

Alla fine arrivò il 7 febbraio, ero da mia sorella quando a mezzanotte iniziai a sentirmi male, sentivo dei dolori all'utero, però soffrendo di cisti pensai forse normale. Il dolore andava aumentando ogni momento che passava.

Alle 3:00 andando in bagno sono svenuta. Appena mi ripresi capì che qualcosa non andava, così chiamai mia sorella. Appena arrivò in bagno, mi trovò sdraiata a terra e mi chiese cosa fosse successo, gli spiegai tutto e decise di chiamare l'ambulanza.
Subito dopo abbiamo chiamato mia madre, che arrivò subito e aspettò l'arrivo dell'ambulanza.
Una volta arrivata, mi fecero un sacco di domande, dopo di che mi misero sull'ambulanza, con me venne mia madre e mio padre ci seguì in macchina.

Arrivati all'ospedale, i dolori era più forti, mi visitarono in pronto soccorso e mi fecero andare subito su in ostetricia, non capivo cosa stesse succedendo.

Stavo per partorire

In reparto un'ostetrica mi disse che stavo partorendo, gli dissi che non era possibile e che mi fosse stato detto di avere l'ovaio policistico. L'ostetrica mi portò in sala visite, mancava ormai pochissimo, mi guardò e mi disse: "C'è la testa, sta uscendo".

Io continuavo ad urlare che non fosse possibile e che non lo volevo, volevo mia madre in quel momento ma lei si rifiutò di avvicinarsi a me, era sotto shock.

Appena è nato mi hanno detto che era un maschietto e me lo portarono via subito. Mia madre seguì il bambino e poi andò fuori da mio padre a dirglielo.
I miei erano felici.

Alle 4:30 gli è cambiata la vita pure a loro.

Dopo di che mi spostarono in sala parto, sono stata lì dentro dalle 5:00 alle 13:00. 

Avevo le mestruazioni ogni mese

Nel frattempo parlai con un'ostetrica, mi fece un sacco di domande e gli dissi che le mestruazioni mi arrivavano tutti i mesi e che la pancia non era cresciuta e che non avevo nessun sintomo e anche delle visite che avevo fatto.

Mi disse che per alcune donne non accorgersene è normale.

Quando mi chiesero il nome del bambino, non sapevo come chiamarlo, quindi chiesi di aspettare.
Mi lasciarono sola e ho avuto il tempo di pensare a tutte le cose che ho fatto da luglio a febbraio: avevo fatto la stage 8 ore in piedi tutti i giorni, avevo pulito la sabbia al gatto e mi continuavo ad allenare. Ringraziai dio che mio figlio fosse sano e salvo.
I miei andarono via e sarebbero tornati dopo.

Alle 6 iniziarono a chiamarmi i miei fratelli e mia sorella.
Il primo a chiamare fu mio fratello Salvatore, che era a casa con mia nonna. Mi parlarono entrambi e mi dissero di stare tranquilla perché loro mi avrebbero aiutata e sostenuta, e che non dovevo lasciare il bambino perché un giorno mi sarei pentita. Avevano ragione.

Poi chiamò mia sorella e mi disse che era felice di essere zia e che lo voleva vedere.
In fine chiamò mia zia, mi parlò a lungo e mi disse che mi era capitata una delle cose più belle del mondo: lo sapevo ma ero un po' confusa.

Quando parlai con il papà di mio figlio mi disse che non voleva il bambino, mi chiese di farlo sparire.

In quel momento ho capito che non dovevo più cercarlo e crescere mio figlio da sola.

Ringrazio dio per avermi illuminato e avermi dato un figlio così bello e stupendo.
Lui mi sostiene e mi dà la forza. Grazie amore di mamma per rendermi la vita così bella.

Di mamma Lara Virginia

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