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Gravidanza e parto difficili: la nascita di mia figlia a 36 settimane

di mammenellarete - 18.04.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Gravidanza e parto difficili: la nascita di mia figlia a 36 settimane. E' la storia di mamma Angelica che ci racconta la sua intensa esperienza

In questo articolo

Gravidanza e parto difficili: la nascita di mia figlia a 36 settimane

La mia gravidanza è arrivata grazie alla PMA dopo vari tentativi.

Lei era un embrione abbandonato in un altro centro. Ci siamo rivolti altrove perché nel vecchio centro ci sentivamo solo un numero dove non hanno mai approfondito nonostante lo avessimo chiesto molte volte.

La gravidanza è iniziata con perdite da impianto così forti che sembravano un vero e proprio ciclo mestruale; infatti, ho pensato che sarebbe stato un altro risultato negativo, ma invece lei era lì. Dopo due settimane, sono tornate le perdite di sangue e ho pensato di aver perso anche questa gravidanza (ne ho già perse due spontaneamente in passato).

Sono corsa al pronto soccorso (a 6 settimane) dove mi hanno trovato due distacchi significativi e non molte speranze, ma mi hanno messo subito a riposo. Nel frattempo, ho consultato il mio ginecologo privato e il centro PMA, prescrivendomi ormoni e assoluto riposo. Le perdite sono continuate per tre giorni senza sosta.

Dopo una settimana, durante un controllo, lei era ancora lì ma con un distacco della placenta persistente. Un nuovo controllo, due settimane dopo, ha mostrato che lei era completamente formata ma ancora a rischio. Il distacco è stato portato fino alle 24 settimane. Speravo in un parto naturale, ma la bambina è sempre stata podalica. È stata girata solo a 34+4 settimane e a quel punto mi hanno programmato la visita con l'anestesista per l'epidurale.

Il giorno successivo alla visita con l'anestesista, il mio ginecologo mi ha chiesto di misurare la pressione mattina e sera ogni giorno e di mandargli i risultati. La pressione era 100/160 e mi hanno mandato di corsa al pronto soccorso. La pressione è rimasta sempre alta, e nelle urine sono state trovate proteine dieci volte superiori al limite consentito. Gli esami sono stati fatti un giorno sì e uno no in ospedale.

Dopo 15 giorni, la situazione sembrava sotto controllo.

Il giorno dell'intervento con l'anestesista, la mia pressione era altissima, e sono stata immediatamente trasportata in pronto soccorso. Non avevo sintomi, ma la pressione era 120/180. Mi hanno sottoposta a tracciati, analisi, tampone e mi hanno monitorata costantemente. La situazione era così critica che sono stata considerata un'emergenza e sono entrata in ospedale con il codice rosso.

La pressione era alta, erano pronti ad intervenire

La ginecologa di turno diceva che se la situazione non fosse migliorata, saremmo andati subito al cesareo. Era un venerdì pomeriggio, ero a 36+4 settimane di gravidanza, e c'era la paura che la bambina potesse essere prematura per i polmoni e dovesse essere trasferita in un altro ospedale. Mi hanno tenuta sotto controllo ogni ora, ma la pressione rimaneva alta. Il mio ginecologo stava cercando di prolungare la gravidanza fino al lunedì.

La sera del sabato mi hanno portata dall'anestesista per valutare la situazione. Se fossero riusciti a mantenere la pressione sotto controllo, avremmo atteso fino a lunedì per il parto. La domenica mattina, per sicurezza, mi hanno fatto preparare per il parto.

La notte è passata tranquilla e alle 8 mi hanno comunicato che avrebbero aspettato un altro intervento prima di me. La sala operatoria avrebbe aperto alle 9. Quando la barella è arrivata, ho cominciato ad avere paura e ansia, ma sapevo che era tutto sotto controllo.

Il parto: problemi con l'epidurale

Sono entrata in sala operatoria e hanno iniziato a farmi flebo di antibiotico per prassi facendomi firmare tutti i documenti.

Da lì, dopo 30 minuti mi hanno fatto preparare per la puntura del cesareo. E' stata la mezz'ora più brutta perché non faceva effetto la spinale. Hanno tentato più volte ma nulla, hanno insistito anche con tanta anestesia locale, poi hanno ritentato con l'epidurale e dopo vari tentativi sono riusciti a mettermi il catetere e a iniettare il farmaco (un dolore assurdo) ma nulla, ancora sentivo tutto, sentivo il tocco, sentivo il catetere messo.

Mi hanno provato la pressione ed era altissima, era a 200. Sono state le ultime parole che ricordo.

Poi mi hanno sedato subito e dopo 10 minuti è venuta alla luce lei. Mi hanno svegliato pochi secondi per farmela vedere, mi hanno solo detto - "è nata alle 16:21, la stiamo portando dal papà, sei sedata."

Ricordo solo che erano le 17 quando ho aperto gli occhi chiedendo come stava la bambina e mi hanno risposto che era con il papà e il pediatra, mi avevano fatto un po' di anestesia.
Mi hanno svegliato alle 18 circa e cercavo disperatamente lo sguardo del mio compagno per sapere della piccola ed era lì con lei nella sua culletta.

Ci hanno portato in una stanzetta e me l'ho presa in braccio la prima volta. Ci hanno lasciate sole 30 minuti, i più belli della mia vita

Dopo 30 minuti, alle 18:30 l'hanno ripresa dicendo che dovevano portarla in incubatrice perché troppo piccola e avrebbe passato li la notte. E' nata con un peso di 2350 g. e sta benissimo. 

Mi hanno portato in stanza e solo la mattina dopo alle 6 l'ho potuta rivedere, una gioia indescrivibile!

Non sono riuscita ad allattare a causa di problemi con la montata di latte, ma ora mia figlia ha un mese e mezzo e sta dormendo tranquilla tra le mie braccia.

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