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Depressione post partum: le riflessioni di una mamma

di Nostrofiglio Redazione - 23.04.2013 - Scrivici

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Depressione post parto. Questo è un post volto a spiegare una situazione in modo da prevenire i drammi che ne conseguono e aiutare per tempo. Una riflessione, forte, sui fatti accaduti a Bergamo due giorni fa. NON E' PERSONALE.

(di mamma Alessia)

 

Parliamo un attimo di depressione post partum.

 

Una brutta bestia, ancora più malvagia della normale depressione.

 

Perché? Perché ti colpisce in quello che dovrebbe essere uno dei momenti più belli della vita, quello di diventare madre.

 

Perché a detta di tutti dovresti ringraziare ogni minuto il Signore di questo grande dono.

 

Eppure... eppure tu ti senti una schifezza.

 

Sei tutto tranne che felice.

 

Che fine ha fatto quella persona allegra, serena, più o meno spensierata e equilibrata, piena di amici e ricca di interessi, di qualche mese fa? Chi è questa sconosciuta coi cappelli arruffati, che puzza di latte rancido, che si trascina giù dal letto al primo vagito, che perde il latte dalle tette, che ha preso un sacco di kili, che ha perdite puzzolenti per 40 gg, che vorrebbe solo dormire, dormire, dormire?

 

E chi è questo esserino che piange in continuazione, che ti trapana il cervello e ti esprime col pianto i suoi bisogni che non riesci a capire?

 

Ha fame? Tetta. No, non la vuole.

 

Il pannolino? Pulito.

 

Ha le coliche? E sgambetta per casa col cosino in braccio per ore.

 

E niente funziona e la belva urla.

 

Cosa vuoi da me cosa vuoi? arriva il marito, gli piazzi in braccio la belva e corri a fare la pipì.

 

Il marito si lamenta che è stanco e perché non vi rilassate con un po' di sano sesso? SESSO? Ma viviamo sullo stesso pianeta? Il sesso è appetibile come una colonscopia senza anestesia. Come lavarsi i capelli con il petrolio per debellare i pidocchi. No, grazie. Preferisco una malattia venerea.

 

E poi arriva la mamma e la suocera. E come lo tieni, e perché dorme nel lettone, e lo stai viziando e sei incapace e non fare così non fare colà non fare.

 

E allora hai solo voglia di urlare, di prendere il primo volo per il Brasile, di dare fuoco a tutti quelli che ti circondano e che ti dicono una marea di cavolate.

 

E soprattutto hai voglia di dormire.

 

E hai voglia che il bambino dorma. Per sempre.

 

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