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Depressione post parto, le esperienze delle mamme

di Nostrofiglio Redazione - 28.03.2013 - Scrivici

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“Ciao, vorrei sapere se c'è qualcuno che sta vivendo una depressione post partum e con quali sintomi?  So che è un argomento delicato ma ho bisogno di confrontarmi con altre mamme, grazie” (una mamma) Ecco una selezione delle risposte delle mamme sulla fanpage di nostrofiglio.it su Facebook.

1) “Io ci sono passata quando ho avuto la prima bimba.. Per esperienza ti posso dire che è importantissimo l'aiuto delle persone che ti circondano, non stare mai sola!! I sintomi sono la paura di non farcela, ansia ingiustificata per tutto, timore di non essere all'altezza, pianto continuo e senza motivo. Ricorda che è una cosa abbastanza normale e diffusa quindi non sentirti sola.” (francesca) 2) “La malinconia postparto si chiama baby-blues è normalissima e non dovrebbe durare più di due mesi. Se dura di più e se si sta proprio male (troppa aggressività o troppa disinteresse verso se stesse e verso il bambino o addirittura pensiero di morte) allora è depressione. In ogni caso parlarne con un esperto (al consultorio è gratis e sono molto bravi) è importante. Forza mamma, ricordati che non sei da sola (Rita) 3) “A me è successo … confermata poi dallo psicologo che mi ha aiutata tanto (purtroppo solo ora che mio figlio ha tre anni). Non è facile neanche rendersi conto di essere in depressione: oltre al pianto la cosa che sentivo maggiormente era quella di non essere adeguata alla situazione e volevo solo io e dico solo io a fare tutto per mio figlio. Non volevo assolutamente che mi aiutassero. un consiglio se mi posso permettere... non aspettare a farti aiutare .. anche solo parlare con qualcuno fa bene ... ciao (Cristina) 4) “Io sono stata veramente male piangevo quasi sempre non volevo nessuno che mi aiutasse. Mi sono venuti dei pensieri brutti: speravo di morire. Poi con il passare del tempo mi sono ripresa ... (Marta) 5) “io ho avuto il bimbo a dicembre e mi era venuta la depressione post-partum. Finché ero in ospedale stavo bene ma rientrata a casa era come un attacco di panico e una paura tremenda di non farcela, piangevo spesso e non avevo appetito.. è vero è un argomento delicato ma confrontarsi non fa male”. (Giuly) 6) “Io sono stata triste e mi sembrava di soffocare se solo mi lasciavano da sola con mio figlio per due mesi. Poi la luce da un giorno all'altro!” (Lara) 7) “Non so se la mia è stata una depressione post partum però per i primi sei mesi di mio figlio ero sempre triste, piangevo per ogni cosa...non capivo mio figlio!!!molte volte mi ritrovavo da sola a piangere mentre lui piangeva perché non sapevo cosa aveva!!!mi sentivo molto sola non avevo nessuno con cui parlare per sfogarmi!!!ora è passata però ho vissuto sei mesi di inferno interiore!!!” (Elisa) 8) “Ciao, al consultorio dove ho fatto il corso preparto avevano organizzato un incontro con una psicologa per parlare del baby-blues e della depressione post-partum. Per me e mio marito è stato fondamentale perché ci ha fatto capire cosa è normale sentire e cosa no, quali sono i campanelli d'allarme da tenere sotto controllo e quando chiedere aiuto. Perché se non ti senti bene è importantissimo che ne parlarne con chi hai vicino e, se non basta, vai al consultorio lì sicuramente c'è qualcuno che ti può aiutare. Mi raccomando non sottovalutare quello che senti anche perché magari è normale e solo il fatto di sentirtelo dire da un esperto ti farà stare meglio. (Rita) 9) “io non ne ho sofferto ma spero che la mia filosofia possa dare una spinta per superarla. ..pensa che per tuo figlio sei indispensabile, che l istinto e il buon senso ti fanno fare il meglio e che se tu ti lasci sopraffare dalle paure lui assorbe tale sentimento e nessuno come te può comprenderlo e accudirlo meglio della mamma, credi in te stessa, è più facile lasciarsi andare che reagire peró ci va forza e tenacia. un abbraccio” (sabrina) 10) In qualsiasi altro momento di difficoltà o incertezze io consiglio sempre la consultazione di un esperto. Sono educatrice di bambini molto piccoli presso la mia struttura, e mi rendo conto che tra genitori e figli si creano dinamiche spesso pericolose e controproducenti, e talvolta rivolgersi a un esperto del settore non è opzionale, ma necessario. Chiedere aiuto non è mai segno di debolezza, ma è un gesto di responsabilità e presa di coscienza fondamentale nella gestione del problema. (Francesca) Ti potrebbe interessare

 

 

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