Post parto

Infezione rischiosa post parto. Per fortuna la mia piccola si è salvata

Di mammenellarete
neonata

31 Ottobre 2018
La mia terza gravidanza non fu cercata, nonostante ciò io ero molto felice. Ma i problemi maggiori si verificarono dopo il parto. Ricordo lo shock della dottoressa quando vide un liquido verde: era infettato e la bambina rischiava moltissimo. Subito dopo la nascita, la piccola fu portata in terapia intensiva per un'infezione ai polmoni generata da un batterio che aveva aggredito la mia placenta nell'ultimo periodo della gravidanza. Per fortuna la mia bimba ora sta bene.

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La mia terza gravidanza non fu voluta, nè cercata. Avevo avuto vari problemi di salute e prendevo la pillola contraccettiva. Inoltre il mio ciclo non era regolare. Probabilmente in un pausa dall'assunzione della pillola fu concepita la nostra piccola Ema.

 

Ci accorgemmo che ero incinta perché avevo vari fastidi di salute. Ero già a 8/9 settimane. Dopo il forte shock, riflettemmo e scegliemmo comunque di andare avanti, nonostante un po' di ansia e anche qualche piccolo fastidio. Qualche infezione, tampone positivo, ma non era niente di cui preoccuparsi, mi dicevano.

 

Arrivata a 40 settimane + 4, partirono le contrazioni troppo veloci e davvero troppo forti. Giunsi all'ospedale, mi fecero il tracciato e vidi una agitazione leggera dipinta sul volto dell'ostetrica che aveva letto qualcosa che non andava. Durante la visita seguente i medici mi dissero che non ero ancora pronta per il parto, mi fecero un altro tracciato e mi dissero che la bimba era andata in tachicardia.

 

Provarono dunque a indurmi il parto naturale rompendo le acque. Ricordo lo shock della dottoressa quando vide un liquido verde... era infettato e la bambina rischiava moltissimo...

 

Rammento le corse del personale. L'anestesiologo sopraggiunse, i medici mi fecero partorire con un cesareo d’urgenza e poi un dottore mi disse: "Signora, lei non sta benissimo, dobbiamo trasferirla nella Terapia Intensiva di un altro ospedale". Io ero sotto sedativi e le cose mi passavano davanti rapidamente, come in un film.

 

Ricordo le lacrime di mio marito, la piccolina vista di sfuggita grazie all'umanità del personale, che però per due giorni non vidi più. Per fortuna mi trasferirono nella struttura ospedaliera dove era stata portata lei subito dopo il parto per poterle stare vicino.

 

Ma al mio arrivo le notizie non erano buone. La piccola aveva inghiottito troppo liquido infettato ed era attaccata alle apparecchiature mediche. Era così piccola e perfetta... non sembrava nemmeno avesse nulla per quanto bella era. Passarono i giorni, i dottori facevano un'analisi dietro l'altra, le davano antibiotici e la mia piccola guerriera, per fortuna, si salvò.

 

La presi in braccio solo dopo nove giorni lunghissimi, che mi sembrarono una vita. Ogni attesa è infinita quando il tuo bambino si trova in pericolo di vita. Non so spiegare quanto sia stato doloroso. Nonostante tutto, ho sempre creduto fino in fondo che ce l'avrebbe fatta!

 

Dopo 7/8 giorni, sentii anche il suo primo pianto: fu un'emozione unica. Sono passati sei mesi e non spariscono i ricordi. Lei, per fortuna, sta benissimo ed è più vispa e forte di chiunque altro!

 

Probabilmente verso la fine della gravidanza avevo avuto una rottura di membrane minima, della quale nessuno si era accorto, nonostante avessi perdite continue. Così, il batterio aveva trovato la via d’ingresso aggredendo la placenta, procurando una fortissima infezione ai polmoni alla mia bimba.

 

Per fortuna è andata bene, Ema è potuta tornare a casa ed è la terza stellina della nostra casa. Voglio ringraziare tutto il personale dei due ospedali che ci hanno seguito per la prontezza, per l'umanità e per l'impegno.

 

di Marina

 

(storia arrivata sulla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

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