Parto

Cesareo d'urgenza: "Avrei dato la vita per mio figlio"

Di mammenellarete
neonato

28 Dicembre 2015 | Aggiornato il 08 Febbraio 2018
39 settimane: mi ricoverano per le prime contrazioni, ma i battiti del mio piccolo erano lenti.  Non c'era tempo da perdere: dovettero farmi un cesareo d'urgenza. Sono allergica ai farmaci, ma io ero preoccupata per mio figlio. Rischiai la vita. Penso che mio figlio sia la cosa più bella che la vita mi abbia donato. Credo che se quel giorno fosse andata male, sarebbe stato per me naturale donare la mia vita per lui.

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Era il 15 ottobre del 2011 quanto conobbi mio marito. Allora eravamo piccoli: io avevo 17 anni e lui 21.

 

Iniziammo a frequentarci. Tutto era magnifico, nonostante litigassimo spesso. Dopo un anno di fidanzamento, decidemmo di sposarci. Fu una cerimonia intima: era il 31 gennaio del 2013.

 

Fin da subito cercammo la cicogna e dopo 11 mesi scoprii di aspettare il mio piccolino. Era il 23 dicembre del 2013. Eravamo felicissimi. Purtroppo arrivò la prima ecografia e in quel momento ebbi una doccia fredda.

 

Il ginecologo mi disse che non c'era battito e che vedeva solo la camera. Mi disse anche che probabilmente avrei perso il bambino. Ricordo che quel giorno iniziai a piangere. Passarono i giorni e io avevo sempre il timore che da un momento all'altro avrei avuto un aborto.

 

Durante la seconda visita ero molto agitata. Entrai nella stanza del dottore, mi sedetti e il ginecologo iniziò a visitarmi. Dopo pochi secondi sentii un piccolo cuoricino battere. Ero al settimo cielo.

 

La gravidanza proseguì bene: ebbi solo qualche problema. Dopo 39 settimane, iniziarono i primi dolori e dopo altri quattro giorni dovetti andare in ospedale perché i dolori era aumentati. Mi visitarono, ma nel tracciato notarono che il mio piccolo aveva i battiti lenti.

 

Subito mi ricoverarono: erano le 5 del mattino. I dolori aumentarono ancora di più e mi dissero che ero già entrata in travaglio. Alle 7 ero già giunta a 3 centimetri di dilatazione. Dicevo a me stessa che ce l'avrei fatta.

 

Verso le 8.30 del mattino ero già arrivata a 5 centimetri di dilatazione. Entrò un primario, il quale guardò il tracciato. L'unica cosa che ricordo è che disse: "Dobbiamo fare un taglio cesareo d'urgenza".

 

I battiti erano molto lenti e ad ogni mia contrazione diminuivano. Ero spaventata e piangevo. Ricordo che mio marito mi disse che andava tutto bene. Nel frattempo un dottore chiamò mio marito dicendogli che il bambino sarebbe sopravvissuto.

 

Per me c'erano però poche speranze, anche per il fatto che sono allergica ai farmaci. Dopo pochissimi minuti nacque mio figlio con taglio cesareo, esattamente alle 9.18 il 28 agosto 2014.

 

In quel momento fu magico sentire il suo pianto. Per me fu l'emozione più bella della mia vita. Adesso mio figlio ha quasi 16 mesi ed è un bambino meraviglioso.

 

E' la cosa più bella che la vita mi abbia donato. Penso che se quel giorno fosse andata male, sarebbe stato per me naturale donare la vita per mio figlio. 

 

di Arianna 

 

(messaggio arrivato all'indirizzo email redazione@nostrofiglio.it)

 

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