Parto cesareo

Avevo tanto paura del parto. Ce l'ho fatta grazie al pensiero di mio padre

Di mammenellarete
neonato

05 Novembre 2015
Avevo appena 25 anni e da un anno avevo perso mio padre di 45 anni per una brutta malattia. Vissi un periodo molto brutto. Un giorno però scoprii di essere incinta e tutto cambiò. Ero felicissima. In ospedale ebbi il sostegno di mia madre e del mio compagno. I dottori mi praticarono il cesareo. Durante l'operazione sentii una forza pazzesca, quasi una "mano" sulla spalla, che mi incoraggiava ad affrontare quel difficile momento. Era mio padre. Il suo ricordo mi diede la forza di affrontare di andare avanti. E tutto, per fortuna, andò bene.

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Avevo appena 25 anni e da un anno avevo perso mio padre 45 anni per una brutta malattia. Provavo una sensazione strana, era il tempo si fosse fermato. Mi sembrava di rivivere lo stesso tremendo giorno, tutti i giorni.

 

Ad agosto 2013 io e il mio compagno iniziammo a cercare una gravidanza. Pensavamo che fosse tutto facile, ma così non fu. I mesi passavano e il ciclo tornava ogni mese. Iniziammo a preoccuparci, ma ci dicemmo che se per un anno non sarebbe accaduto nulla, avremmo fatto dei controlli.

 

Nei mesi successivi iniziò ad arrivare lo stress e io e il mio compagno iniziammo a litigare. Ogni volta era una sconfitta e il nostro rapporto andò sempre peggio, finché decisi di non provarci più.

 

Ero troppo delusa da me stessa ed ero sempre più convinta di avere qualche problema. Passò un anno ed era l'agosto 2014. Il ciclo ritardava già da dieci giorni, io non volevo fare il test. Avevo paura dI un altra delusione, ma mi sentivo diversa.

 

Erano le quattro di notte del 12 agosto e dovevo accompagnare la mia migliore amica in stazione. Poco prima feci il test e con grande stupore da un lato e con la consapevolezza che avevo dentro me, scoprii che era positivo!

 

Beh, tre più! Ero già quasi sicura... me lo sentivo, è una sensazione che non si può spiegare, ma lo sapevo. Avevo voglia di svegliare il mio compagno e di dirglielo, ma aspettai. Gli scrissi un piccola lettera e quando la lesse, incredulo, iniziò a piangere. Eravamo contentissimi.

 

lo dicemmo ai rispettivi genitori. Sua madre all'inizio non era molto contenta. Purtroppo non è che io vada d'accordo con mia suocera ancora oggi. Ma si sa, di mamma c'è ne una e la mia è fantastica e insuperabile.

 

Andai a fare la prima ecografia: fu un'emozione indescrivibile, ma il mio ginecologo pensava solo ai soldi. Non mi disse di fare mai un analisi, né mi diede vitamine e acido folico. Non feci neanche la translucenza nucale, poiché avevo superato le settimane. Ma poco importa perché qualsiasi cosa fosse accaduta, io l'avrei tenuto.

 

Cambiai ginecologo: questa volta era una donna e quando la vidi pensai: "Lei sarà la mia ginecologa per tutta la vita, è una sensazione epidermica". Mi fece fare tutti i controlli ed era sempre presente. Dalle analisi risultò che avevo una tiroidite. "Come ho fatto a non pensarci prima?" pensai. Anche mia madre l'aveva ed era proprio per questo che non riuscivo a restare incinta.

 

Così a cinque mesi iniziai la cura e tutto andò avanti al meglio. Mai una nausea, mai nulla, tranne un po' di anemia di cui soffrivo sin dalla nascita. Ero appena di otto mesi e mi sentivo benissimo.

 

Una notte alle cinque del mattino si ruppero le acque, ma io non diedi peso a questo. Si fecero le nove e chiamai la ginecologa, che mi disse di andare da lei per un controllo. Era sabato, 21 marzo 2015, e io giovedì avevo fatto il tracciato ed era tutto normale.

 

L'ostetrica mi disse che dovevo partorire. Io incredula mi rivestii dicendo che sarei andata a casa. Praticamente una pazza. Ma in fondo mancava un mese ed ero in preda al panico. Non avevo nessun dolore né dilatazione, ma le acque si erano rotte già da otto ore.

 

Con il sostegno di mia madre e del mio compagno mi praticarono il cesareo. Mentre ero in sala operatoria sentii una forza pazzesca, quasi una "mano" sulla spalla, che mi incoraggiava ad affrontare quel difficile momento.

 

Sono sicura che era mio padre, dal cielo, il quale mi stava aiutando. Fu un susseguirsi di emozioni e finalmente la mia principessa nacque. 3130 grammi e la ginecologa disse che se fosse nata a termine, la bimba avrebbe pesato più di 4 chili.

 

Tutto andò bene. Non me lo aspettavo, visto che non ero per niente sicura. Ora la mia principessa ha sette mesi e pesa nove chili. Cresce più che bene, anche se all'inizio ha avuto un po' di difficoltà nei primi mesi per colpa mia che avevo la tiroidite. Ma adesso per fortuna va tutto bene e spero che questa situazione continuerà. Anzi ne sono certa, poiché mio padre è sempre accanto a me e alla mia cucciola.

 

di Mary 

 

(storia arrivata alla pagina Facebook di Nostrofiglio.it)

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