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Cesareo con anestesia totale: avrei tanto desiderato un parto naturale...

di mammenellarete - 01.07.2015 - Scrivici

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Fonte: Alamy.com
Desideravo portare a termine un parto naturale , specialmente dopo aver fatto il corso preparto. Però, ci furono delle complicazioni al momento della nascita e dovetti affrontare invece un parto cesareo  con anestesia totale. Sono felice che tutto sia andato bene. Il mio piccolo non sarebbe potuto nascere altrimenti. E non mi sento meno mamma per questo. Però mi dispiace di non aver potuto ascoltare il primo pianto del mio bambino e non aver avuto mio marito vicino, perché ero in sala operatoria.

Scrivo per raccontarvi l'esperienza del mio parto cesareo.

 

Quando venni a conoscenza di essere incinta, la mia reazione fu spontanea: ero felicissima di diventare genitore e anche mio marito era al settimo cielo.

 

Per me e per il mio compagno il matrimonio comprendeva anche l'idea di avere un figlio. Seguimmo insieme il corso preparto con delle ostetriche bravissime, che ci aiutarono a superare paure e ad affrontare tutto con più tranquillità.

 

All'ottavo mese iniziai ad avere una paura assurda del parto, tanto che durante la notte mi svegliavo all'improvviso sudata e spaventata e non dormivo più. Avevo troppa paura di non farcela, di non essere in grado o che qualcosa andasse storto.

 

Desideravo portare a termine un parto naturale, specialmente dopo aver fatto il corso. Le contrazioni preparatorie erano sempre più forti e presenti, ero piena di dolori e non vedevo l'ora di vedere finalmente il mio bambino.

 

Avevo paura di non riconoscere le vere contrazioni, invece una notte fui proprio svegliata da due fortissime e vicine contrazioni. Rimasi tranquilla poiché vidi che passarono e mi riaddormentai.

 

La mattina presto ebbi perdite di sangue, ma dato che erano solo macchie, non mi preoccupai molto: al corso avevano detto che poche macchie di sangue non costituivano un problema.

 

Avevo perso il tappo la settimana precedente, quindi pensai che finalmente stava per accadere qualcosa. Nel corso della mattina mi sentii strana, alle 12 ebbi la prima contrazione e da quel momento in poi ebbi contrazioni irregolari e forti ogni 20 minuti, poi ogni 15 e in seguito ogni 10 minuti.

 

Infine chiamai mio marito e gli chiesi di accompagnarmi in ospedale alle 16. Ricontrollai la valigia, ebbi il tempo di fare uno shampoo. Nonostante i dolori, non persi la calma. Arrivai in ospedale, dove mi visitarono subito: ero dilatata di due centimetri. Mi dissero di rimanere lì e mi ricoverarono.

 

I dolori si fecero sempre più forti: io avevo sempre più perdite di sangue. I dottori mi dicevano che era normale. Giunta a quattro centimetri di dilatazione, chiesi l'epidurale, ma purtroppo non c'era l'anestesista.

 

Dunque cercai di non perdere la calma e di respirare. Mi fecero il clistere e dopo un bel po' di ore decisero di "rompermi le acque". A quel punto i dolori erano per me diventati insopportabili, ma continuavo a respirare e a sopportare bene il dolore tanto che le ostetriche non credevano che li avessi.

 

Ad un certo punto i dottori iniziarono a dire che i battiti del mio bambino erano più lenti ad ogni contrazione. Nonostante fossi arrivata a sei centimetri di dilatazione, mi portarono con urgenza in sala operatoria. Mi misero il catetere e mi fecero "due buchi". Avevo sangue ovunque.

 

Mi fecero la "spinale". Io sentivo tutto: piangevo, dicendo ai dottori di non tagliare! Alla fine mi fecero la "totale" e persi l'attimo più bello della vita di una donna.

 

Il mio bambino nacque alle 00.04 con parto cesareo. Aveva due giri di cordone al collo ed uno intorno alla spalla.

 

Sono felice che sia andato tutto bene. Sono contenta di aver in questo momento il mio piccolo tra le braccia. Sono anche contenta che esista il cesareo, perché altrimenti il mio Filippo non sarebbe potuto nascere. Ma non posso affermare che il mio sia stato un parto tranquillo e come lo aspettavo.

 

Desideravo condividere l'emozione della nascita di mio figlio insieme a mio marito, vivere tutto del parto naturale ed invece... non è stato così.

 

Per questo non mi sento meno mamma. Mi sono sentita madre sin dal momento della scoperta del test di gravidanza positivo. Però devo ammettere che mi dispiace molto non aver sentito il primo pianto del mio bambino e non aver avuto mio marito vicino, perché ero in sala operatoria.

 

di mamma anonima

 

(storia arrivata per email a redazione@nostrofiglio.it)

 

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